“Pallavolo, sport troppo veloce e complesso per essere rilevato con un computer”… Ed Emilio Spirito inventò “Data Volley”…

Ex schiacciatore/ricevitore di Salerno in gioventù, Emilio Spirito ha festeggiato i 60 anni ripercorrendo la storia delle sue rilevazioni statistiche computerizzate. Da Volley85 ad un metodo di elaborazione dati diventato uno standard globale. Oggi l'imprenditore si lancia in una nuova sfida, la "Tech4Sport"

BOLOGNA – Una storia che viene da lontano, quando la pallavolo era in bianco e nero, i palloni bianchi, il rally point system da divenire, quando potevi far arrivare il tuo avversario anche 14-0 ma poi, mettendo in campo la superiorità tecnica e fisica, non concedendo più un cambio palla, si andava a vincere in rimonta. Era una pallavolo di allenamento, sacrificio, esperienza e qualche volta, cartelline e fogli in panchina, righelli e penne… Una colonna per fondamentale, una riga per giocatore. Poi è arrivato lui e la pallavolo non è più stata la stessa. 

Da Salerno, 60 anni poche settimane fa, un fisico da schiacciatore/ricevitore, un cervello da allenatore, Emilio Spirito ha cambiato la pallavolo con la sua intuizione che l’ha portato a codificare il volley, i suoi fondamentali, a consentire a migliaia di ragazzi/scoutman in giro per il mondo di rilevare, codificare e valutare tutti i tocchi di palla di ogni giocatore.  Il doppio più, “cancelletto”, che oggi a metà è diventato simbolo dell’hashtag sul pianeta social, o la barra “/” (slash) oggi nella pallavolo sono lingua comune.

 

Trasferte redditizie sono state quelle della stagione 1981/82 quando giocava nel club di casa, il Salerno, in A2, momenti nei quali ha iniziato a elaborare quello che è oggi la rilevazione statistica della pallavolo a livello mondiale con il programma Data Volley.

La spinta, in un mondo che ancora non conosceva il DOS e lavorava sui primi Windows Basic, arrivo durante un collegiale del 1975 con una nazionale Under 18 allenata dal prof. Anderlini. Finito il collegiale si ritornava nella realtà di periferia, dove l’allenatore teneva tutto a mente, la sua opinione era insindacabile e non esisteva nessuno strumento di rilevazione e valutazione della prestazione tecnica che potesse avvalorare e contraddire il “potere” delle sue valutazioni.

Questa frustrazione fu l’humus sul quale nacque l’idea Data Volley, la scintilla fu un articolo su una rivista internazionale nel quale un professore dell’università di Praga riportò una serie di dati statistici rilevati a mano, perché “la Pallavolo è una sport troppo veloce e complesso per essere rilevato con un computer”.  Bingo!

“Portai il progetto in Federazione dove Direttore Tecnico era Carmelo Pittera che colse al volo l’idea” racconta Emilio Spirito ai tempi giovanissimo.  Era il 1983, i monitor erano a 4 righe per 40 colonne, si stampava su rulli di carta. Volley85, campionato del Mondo Juniores, fu il banco di prova con le statistiche rilevate su 8 campi di gioco e corsi per scout in tutta Italia. 

Velasco e il suo staff iniziarono a utilizzare lo strumento, la Lega Pallavolo Serie A grazie al contatto con Guido Martinelli importò le statistiche anche sui campi di Serie A. “Era il periodo in cui al lunedì arrivavano i fax con le statistiche elaborate sui campi”.

“Credevo nel mio intuito, lavoravo e lavoravamo su progetti che non ci erano ancora stati commissionati, ma che ritenevo sarebbero stati utili per il movimento. E’ stato così per le statistiche per il Data Volley, per il Data Video, per il Referto Elettronico, …”

Una base a Salerno, una base a Bologna, Data Project negli anni si è allargata. “Volevo evidenziare i valori etici e tecnici della squadra di ragazzi che hanno contribuito al mio fianco a realizzare questo sogno e rimarcare che creando uno standard di metodo e di prodotto, centinaia di ragazzi in giro per il mondo hanno fatto della rilevazione ed analisi statistica la loro professione”.

Data Project è ora parte di un colosso mondiale, il futuro di Emilio Spirito è in una nuova sfida imprenditoriale; la “Tech4Sport” che, come primo progetto, seguirà lo sviluppo rivisitato del display a led da tavolo per visualizzare il punteggio, ma anche per supportare in allenamento i tecnici ed i preparatori atletici.

A capo dell’ispirazione un motto “se fai le cose per guadagnare alla fine perdi, se le fai per bene alla fine vinci e guadagni”.