Lega Femminile: Ghiretti sulla Gazzetta di Parma. “Mi candido per rilanciare il movimento femminile”

MODENA – Altro spazio in favore delle elezioni di Lega Pallavolo Serie A femminile oggi sulla Gazzetta di Parma, con una interessante intervista a Roberto Ghiretti.

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Il mare in tempesta non lo spaventa. Un condottiero deciso e motivato sa bene infatti che il porto sicuro da raggiungere può rivelarsi un luogo privilegiato in cui mettersi all’opera per rendere più robusta l’imbarcazione, creando così i presupposti per una nuova ed ambiziosa sfida. Roberto Ghiretti è l’uomo da cui la Lega Pallavolo della serie A femminile potrebbe ripartire, per lasciarsi alle spalle lo “tsunami” provocato dall’emergenza sanitaria e ritrovare slancio ed appeal. Il dirigente parmigiano, tra gli artefici indiscussi dell’epopea d’oro di Santal e Maxicono che per un decennio è stato anche direttore generale della Lega Volley maschile, sfiderà il presidente uscente Mauro Fabris nell’Assemblea elettiva in programma l’8 giugno.

“È un’avventura stimolante, che non avevo messo in preventivo ­- confida -­ sulla scelta di candidarmi, determinante è stato il sostegno arrivato da più parti: dai presidenti di diversi club di serie A, ma anche da tecnici, addetti ai lavori e appassionati. I loro attestati di stima sono un’iniezione di fiducia: significa che sto combattendo per una causa giusta” .

I sostenitori della sua candidatura riconoscono in lei pragmatismo e visione strategica. Quali sono le priorità su cui investire per il rilancio del movimento femminile in Italia? “Innanzitutto occorre che la Lega agisca contemporaneamente su due piani paralleli: da un lato, la complessa gestione dell’emergenza, che passa pure da scelte coraggiose; dall’altro, la creazione di un nuovo modello che consenta alla Lega di essere ancora più forte quando si tornerà alla normalità. Occorrono regole ben definite e una certa unità d’intenti”.

Un sistema, quindi, che possa beneficiare del contributo, in termini di idee e pro­gettualità, dei club. “Alle società ripeto un motto: ‘La Lega siete voi’. Se è vero che le figure dirigenziali possono agevolare il percorso ed il raggiungimento degli obiettivi, la gestione organizzativa, amministrativa e politica de­ve essere condivisa. I pro­grammi non si costruiscono in tre giorni: serve tempo. Ma vanno costruiti in maniera intelligente, con il contributo di tutti. In questo momento, an­che soluzioni estemporanee possono essere utili. L’emergenza, però, non durerà per sempre: occorre allora defi­nire la sostenibilità dei campionati, garantendo piena rispondenza fra quelle che so­no le linee di sviluppo e le esigenze dei club”.

Come intende muoversi per valorizzare, sui media e in generale a livello di marketing, la pallavolo femminile? “È indispensabile un salto di qualità, che vuol dire puntare sui social ma recuperare anche un rapporto forte con i media tradizionali e le tv. Una seria ed attenta riflessione va fatta poi riguardo i secondi diritti, sull’opportunità cioè di restare unicamente sul web o di cercare altre piattaforme”.

La fortuna è quella di avere un prodotto straordinario.
“La pallavolo è lo sport femminile per eccellenza. Sul calcio abbiamo ancora un bel vantaggio rappresentato dalla passione garantita dalle 350 mila tesserate tra Federazione e Csi, cui si aggiunge una generazione di nonne, mamme e zie che hanno giocato. Dobbiamo ripartire da questo forte senso di appartenenza magari tornando all’essenza di una pallavolo dove professionalità e volontariato possano convivere”.

E per le atlete cosa può fare la Lega? “Tre cose. Primo: individuare una strada giuridica che le tuteli professionalmente e che salvaguardi pure i club. Secondo: valorizzare la loro immagine ed il loro ruolo di ambasciatrici della pallavolo. Terzo: costruire percorsi di formazione post­carriera”.

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