Lega Femminile: Il taglio unilaterale al 70% porterà nuovi “Ban” ai club italiani? Casalmaggiore, Perugia e Brescia a rischio

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Ana Antonijevic

MODENA – La strategia consigliata e permessa dalla Lega dello Sceriffodeldopingamministrativo Mauro Fabris ai suoi club – pur non trovando un accordo con gli agenti delle atlete -, ovvero quella di chiudere la stagione con il pagamento del “solo” 70% degli stipendi potrebbe lasciare il segno nei prossimi campionati.

Dopo il caso dell’annuncio della cubana Montalvo che ha smentito l’ingaggio da parte di Casalmaggiore, proprio sul club lombardo cade un’altra tegola, la prima di una serie prossime sulle teste dei club italiani.

La palleggiatrice serba Ana Antonijevic ha denunciato il club presso la CEV per il mancato rispetto del contratto 2019/20. Ad oggi – tra le varie voci di spogliatoio – si dice che la società casalasca avrebbe saldato il 60% degli ingaggi. Di certo Antonijevic ha percepito almeno 5 mensilità avendo sottoscritto la liberatoria intermedia sul 50% degli emolumenti stagionali.

Il caso Casalmaggiore non è isolato. Nella “bufera” per i tagli degli ingaggi al 70% concessi dalla Lega femminile potrebbe veder bannati dalla Cev anche Perugia e Brescia. In casa umbra è certo la denuncia dell’opposta brasiliana Rosamaria Montibeller (peraltro annunciata proprio a Casalmaggiore), mentre dovrebbero attivarsi anche la svedese Lazic e la serba Crncevic.

A Brescia qualche malumore l’ha manifestato la canadese Veltman, anche da lei è attesa la denuncia alla FIVB. In attesa delle mosse di alcune statunitensi.    

Intanto in sede di ammissione ai campionati c’è particolare attesa per alcuni club che – si dice, stando alle voci raccolte dalle atlete – non avrebbero presentato le liberatorie necessarie per l’iscrizione al campionato.  Almeno due club a rischio? Si giocherà una A1 a 10 squadre?

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