Lega Pallavolo: Massimo Righi, “Iscrizioni, niente deroghe”

Termine delle iscrizioni alle porte, crisi dei club urlata e annunciata, caso cubani, calendari compressi, voglia di professionismo, vertici di Lega da rieleggere... Temi caldi in Lega. Ecco il Righi-pensiero: "Nel 2004 Italia senza World League se inizierà prima della fine di Maggio. Il presidente di Lega? Deve essere uno che ama il volley. I tesseramenti? Per la Fipav non sono un problema"

BOLOGNA – Il caso Milano lo dividerei in due fronti. Il problema della riduzione costi è al vaglio della apposita commissione da più di un anno e di questa commissione fa parte anche Caserta. Siamo però arrivati ad un punto fermo. Difficile risolvere il problema della riduzione costi fintanto che esisterà il vincolo”.

“Imporre il Salary-cap, fintanto che esiste il vincolo è impossibile. L’urlo di Caserta, presidente di Milano, è corretto. Altra cosa però è dover procrastinare i termini dell’ammissione al campionato. Questi problemi non sarebbero risolvibili nemmeno con altri 10 giorni di tempo”.

“Non credo che quello di Caserta sia un lamento inutile, credo che sia una esigenza dell’intero sistema, un sistema vicino al collasso da 4, 5 anni. Un sistema che ogni anno cerca di riportarsi in linea di galleggiamento e ce la fa. Che ha situazioni malate ma anche tante situazioni floride”. 
“Purtroppo bisogna anche dire che noi del volley siamo bravi a farci male. Ogni qualvolta una due società si trovano in difficoltà subito si grida al sistema marcio. Negli altri sport, alle società ammalate si dice arrivederci. A questo proposito, ora, l’impostazione che stiamo dando alla Lega è quella di dire ‘Non aspetterempo più nessuno’. Se saremo anche in 12 va bene lo stesso. Naturalmente non per il prossimo campionato, perchè non si possono cambiare le regole in corsa, ma in prospettiva futura dovremo rivedere anche il campionto di A2. C’è qualche cosa che non va se molti club di B1 non si iscrivono dopo aver conquistato la promozione in A2…”

“Presenteremo nei prosssimi mesi anche l’ipotesi di professionismo. Dopo l’abolizione del vincolo… Poi fortissime e robuste garazie fidejussorie per chi partecipa ai campionati. La proposta di Salary Cup che farò sarà per creare delle scale di valore dei giocatori e pene severe per chi non rispetta le norme, fino alla escussione della fidejussione”.

“Il nostro è un sistema che è sopralimentato del 10%. Non siamo in una situazione catastrofica. Ma questo 10% va limato via. Giocoforza l’80-85% delle uscite di una società sono i costi dei giocaori e viene da sè che qui si dovrà andare a tagliare. Ma i procuratori sono favorevoli e i giocatori dovranno capire che cambiano completamente i parametri di riferimento dei loro compensi. Si tratta di fare un passo indietro sui loro compensi”.

Del vincolo se ne parlava però già un anno fa… ai tempi del caso Gardini.
“Il progetto sul vincolo lo abbiamo portato avanti. Lo abbiamo presentato anche a Volleyland, ma lì la Fipav ci ha dato una risposta ambigua. Neanche l’1 per 1000 dei tesseramenti sfocia in problematiche tipo quelle di Gardini, quindi per la Fipav il tesseramento non è un problema. Lo diventa solo per la serie A. Ci hanno chiesto qual è il nostro progetto per poi vedere la fattibilità. Noi il progetto l’abbiamo presentato: prevede l’esistenza del vincolo fino a 23 anni e il contratto da ‘pro’ dopo i 23 anni, con un parametro d’indennizzio. Ma sono progetti che vanno armonizzati all’interno di altri regolamenti federali che hanno 30, 40 anni. Non è facile astrarre una sola parte del vincolo. C’è un termine tecnico lungo per risolvere e adeguare le regole. Noi ora siamo pronti. Dobbiamo formalizzare la richiesta di professionismo. L’unica maniera per ripartire da una situazione negativa e partorirne una positiva. Ricontandoci e rivedere anche l’A2, serie che è da ridurre. Magari con un campionato di soli italiani, meno squadre 14, 12 e più giocatori italiani”.

Professionismo e Fipav… La serie A ha un passo diverso dalla burocrazia federale. Professionismo significherà indipendenza? “Il professionismo qualificherà in senso globale la Lega. Oggi viviamo di ampia autonomia, dopo raggiungeremo una autonomia totale. Chiederemo solo arbitri e la giustizia sportiva. Dovremo essere indipendenti anche nei rapporti con FIVB e terzi. Il professionismo è un passo necessario per dare stabilità a questo sistema che a volte vive ancora di piccoli espedienti nella sua situazione dilettantististica. “

La Fipav non ci sembra però attrezzata per garantire la giustizia sportiva nei tempi celeri dei campionati ‘pro’. Basta vedere come è andato il caso Pirv un anno fa… “Vero, verissimo. Ma è già previsto nei regolamenti che per la giustizia sportiva esistano organismi interamente e solamente dedicati alla serie A. Che sono nominati, su proposta della Lega, dal Consiglio Federale. Sia la commissione tesseramento che la corte d’appello federale”

Ci sono già? “La corte d’appello non è mai stata nominata, ma commissione tesseramento e il giudice sportivo sì”

La Gazzetta dello Sport invocava un’altra guida per la Lega… Il passaggio ‘pro’, obbliga la presenza di un manager o Commissioner?
“Credo che la Gazzeta volesse intendere che in Lega debba esserci un presidente non espressione dei club. Io credo che comunque il Presidente debba essere una persona appassionata di pallavolo. Per un Commissioner bisognerebbe cambiare la configurazione della struttura della Lega. Non so se però se c’è una persona, adatta, per questo ruolo. Ma il problema non sono le persone vecchie in questi ruoli, ma trovarne delle nuove? Dove sono?” “In questo momento io ho un contratto di altri due anni, ma ho anche detto al Presidente che sono pronto, se serve, a rimetterlo, perché se i club vogliono cambiare strategie, il mio contratto è a disposizione”.

Cubani, una bella tegola. “Vorremmo arrivare a far sì che il transfert della Federazione non sia un atto discrezionale ma sia un atto dovuto come in tutte le Federazioni democratiche. La FIFA e la FIBA (calcio e basket, ndr) il transfer lo registrano solamente… Per noi i cubani sono rifugiati politici e, addirittura cittadini italiani, devono quindi giocare nel nostro campionato. Se per poterlo fare devono rivolgersi ai tribunali mi sembra una cosa misera.  Stiamo anche pensando di rivolgerci al Tribunale dello Sport di Losanna. 
Poi per i transfert in generale c’è anche il problema della prossima stagione. La Fivb sta imponendo il transfert fino al 30 aprile… Noi in maggio abbiamo le finali scudetto…”

Calendario di 8 mesi e calendari internazionali… Dove nasce questa idea impossibile? “Era un patto di 6, 8 anni fa tra Lega – Fivb in cui Acosta si era impegnato a darci 8 mesi di campionato. Ora tra anticipo della World League e il futuro Mondiale per Club e l’allargamento dell’attività europea con le qualificazioni ai campionati continentali prima della World League, a farne le spese è sempre e solo il nostro campionato”.

I prossimi due campionati saranno molto compressi. Quello 2003/04 una vera tragedia, tra qualificazioni Olimpiche e attività internazionale ordinaria…
“Il prossimo sarà decoroso, se si esclude il problema dei transfert con data 30 aprile… Quello dopo è tragico. Tragico, però abbiamo l’impegno della nostra federazione che il campionato fino al 31 maggio giocherà. Se la World League inizierà prima, l’Italia non vi parteciperà. Dobbiamo anche iniziare a ripensare ai ritiri lunghi della nazionale”.

Ma la Fipav, incapace di trovare uno sponsor che è uno, rinuncerà alla World League che porta dollari? “La World League è anche un costo vero. Ci guadagni solo se la vinci. Se arrivi secondo fai patta…”