Italo Vullo, a dx, con a fianco il fratello Fabio Vullo
Italo Vullo, a dx, con a fianco il fratello Fabio Vullo

LIVORNO – Smaltita parzialmente l’emozione ma non certo la gioia e la soddisfazione si fanno più nitidi i contorni dell’impresa compiuta dall’Acqua Fonteviva. Un’impresa che va ben aldilà delle etichette e delle definizioni ufficiali e che, di fatto, concretamente, proietta la squadra di Paolo Montagnani in una A2 d’élite completamente nuova, composta da sole dodici formazioni e pensata per essere una vera e propria anticamera della Superlega. Insomma, altro che salvezza. Come dice il Presidente Italo Vullo nella sua riflessione del giorno dopo.

“In questa nuova A2 di cui farà parte anche la Fonteviva – dice il massimo dirigente della Fonteviva – saranno presenti squadre retrocesse dalla Superlega ed altre che ai play off non hanno ottenuto la promozione ma che hanno rose ed impianti societari già strutturati per la categoria superiore. Insomma, sarà un campionato qualitativamente più elevato della vecchia A2, economicamente molto più impegnativo e sicuramente più difficile. Farne parte però è bello perché vuol dire essere tra le prime ventiquattro società d’Italia. A freddo sono ancora più felice. Se penso che l’anno passato eravamo retrocessi e che fino al 5 luglio eravamo ancora in Serie B, stento a credere a quello che abbiamo fatto. Abbiamo allestito una squadra in dieci giorni, tanto che gli ultimi colpi li abbiamo messi a segno nei giorni del volley mercato a Bologna. Abbiamo strutturato un nuovo progetto prendendo come base Livorno, dove abbiamo trovato persone straordinarie come Paolo Montagnani e tutti i dirigenti che quest’anno si sono spesi perché tutto funzionasse al meglio. Insomma, come ho detto prima, tutto questo non lo posso chiamare salvezza. E’ un’impresa ed è una vera e propria promozione”.