ROMA – Al termine della seconda stagione della attività agonistica, Massimo Mezzaroma, presidente della M. Roma Volley, ha incontrato i giornalisti.

Al primo punto un chiaro, anche se succinto, bilancio di come sono andate le cose e non soltanto dal punto di vista sportivo. Nella sua esposizione, il dirigente del volley capitolino ha, soprattutto, puntato il dito sulle mancate promesse da parte delle istituzioni, sulla scarsa e costante difficoltà di utilizzare l’impianto destinato alla pallavolo, cose queste che hanno influito, e non poco, sul rendimento della squadra e di riflesso sulla mancata conquista di risultati più esaltanti.

“Comunque – spiega Mezzaroma – non sono qui per lamentarmi dei risultati ottenuti in campo, che anzi, sono stati in linea con quelli della passata stagione, ma per ricordare come la mia società e questa squadra siano state troppe volte trascurate dalle istituzioni romane. Noi abbiamo utilizzato, a singhiozzo, una struttura che da anni è stata dichiarata inagibile, che ha carenze negli impianti di illuminazione e di riscaldamento, che anche a livello igienico, ha lasciato molto a desiderare, pagando un costo di affitto non adeguato a questi squilibri e soprattutto alla indisponibilità che abbiamo patito nel poterlo utilizzare. E pensare che, all’interno del Palazzetto, si allenano bambini, bancari, dopo-lavoristi in genere, dipendenti di chi sa quali aziende, i quali giornalmente, hanno lasciato in ritardo l’utilizzazione dell’impianto dal costringerci ad allestirlo, fino a notte fonda, per le gare del giorno dopo. Un altro aspetto grave – continua Massimo Mezzaroma – viene dagli accordi che sono stati siglati tra noi, la Coni Servizi, la società di basket, affittuaria della struttura, e le autorità comunali. Secondo tali accordi, il Palazzetto sarebbe dovuto diventare la casa della pallavolo, con una nostra gestione, anteriormente alla data del 31 dicembre 2008, data stabilita perché il basket si defilasse e portasse i suoi allenamenti in un altro impianto che il Comune di Roma gli ha da tempo assegnato. È vero, c’è stata anche una perdita di presenze, ma credo si tratti di una questione fisiologica. L’anno scorso eravamo una sorpresa e la gente è venuta più spesso. Quest’anno ci hanno fatto giocare nelle date più impensate e agli orari più scomodi di tutti i giorni della settimana, con partite, addirittura programmate, nelle serate in cui allo stadio Olimpico c’erano Roma-Real Madrid, il Derby fra Roma e Lazio, Roma-Manchester United, Lazio-Inter”.

“Comunque – riprende Mezzaroma – non è l’eventuale disaffezione del pubblico romano a preoccuparmi. Quanto il disinteresse, da parte delle istituzioni, come ho detto, e delle grandi aziende le quali, pur essendo della mia stessa città, io speravo avessero a cuore il ritorno della pallavolo a grandissimi livelli, hanno preferito sponsorizzare e destinare i loro fondi a manifestazioni sicuramente meno interessanti e meno aggreganti come è la pallavolo. Per questo – conclude Massimo Mezzaroma faccio appello a chi domenica sarà eletto sindaco di questa città, ma collateralmente voglio investire del problema, anche il futuro presidente della provincia a cui dico che, se reputano inutile il proseguimento dell’attività del volley nella Capitale, io sono disposto a portarla nelle altre città del Lazio, dove esistono impianti adeguati. E dove troveremmo sicuramente più attenzione di quanto non sia successo a Roma. O addirittura fuori dalla Regione. Così, magari, i tifosi che vorranno seguirci potranno tranquillamente, mangiare una bella bistecca alta, magari accompagnata da un bicchiere di Chianti”.

Per quanto riguarda i problemi evidenziali dalla squadra, nel più stretto senso tecnico, e tacitando le voci che, fatalmente, si sono diffuse dopo l’uscita di scena dei play off, Massimo Mezzaroma ha serenamente rinviato il discorso alle prossime settimane quando ci sarà un bilancio tecnico sull’allenatore e sui giocatori messigli a disposizione.

“A caldo – confessa Massimo Mezzaroma – si prendono sempre decisioni sbagliate. Lo sperimento ogni giorno con la mia attività e per questo ne ho fatto tesoro, dopo qualche sconfitta. Visto che sono abituato, radunerò i miei collaboratori, facendo con loro un esame critico, ma fattivo, della situazione ed insieme agiremo di conseguenza”.