Maurizia Cacciatori raccontata ”Sottovoce”

Gioca a Bergamo, "la Juventus della pallavolo"; l sua canzone è le "Ragazze di Ipanema", poi la timidezza e il romanticismo di Maurizia Cacciatori in un ritratto realizzato da Gigi Marzullo, il conduttore di "Sottovoce" l'appuntamento televisivo notturno di Rai1 dove la "Mau nazionale" è stata ospite nella notte di venerdì 6 luglio.

MILANO – Una notte “sottovoce”. E’ l’una di notte, in una notte senza luna, quando il leggendario Gigi Marzullo introduce nel salotto notturno di Rai1 lei, Miss Volley, Maurizia Cacciatori. Eccolo il confronto tra la nostra bandiera e l’instancabile uomo delle notti di Rai1.

Marzullo: Chi è Maurizia Cacciatori?
Maurizia: “Maurizia è una ragazza nata a Carrara, da padre carrarino e madre di Stoccolma. Una ragazza uscita di casa molto giovane per andare a fare la professonista a Perugia. La prima squadra della carriera è stata la Carrarese in serie A2. Diciamo che ho cominciato la carriera dai piani alti. Poi ho scelto Perugia. Mio padre conosceva qualla città, avendoci giocato a calcio e questo è servito per farmi scegliere l’Umbria”.

Marzullo: E’ stato difficile fare questa scelta?
Maurizia: “Sì, è stata una scelta difficile. Non sapevo fare niente, ero stata superviziata. Mi ritrovai ad andare a scuola da sola, cucinare da sola… Sono dovuta crescere in fretta. Poi diventare professionista mi ha costretto a fare molte rinunce. La vita che faccio ora a 29 anni la faceva già a 16”.

Marzullo: “Ci parli della sua carriera.
Maurizia: “Sono stata a Perugia 4 anni. Quattro anni di grandi soddisfazioni, fino alla prima convocazione in nazionale juniores. Poi andata via da Perugia mi sono trasferita per due anni ad Agrigento. Una realtà fortemente differente. Una città piccola dove all’inizio ho faticato ad ambientarmi, ma poi anche quelli sono stati anni stupendi, mi hanno trattato da regina. Ancora oggi ho tanti amici che mi chiamano, che chiedono di me”. 
“Quindi è stato il periodo di Bergamo, città dove abito e gioco tutt’ora. La Foppa è un po’ la Juventus del campionato. Con loto ho vinto 4 Scudetti, 2 coppe campioni. L’esperienza, un anno, a Napoli è poi stata una scelta particolare. E’ una città particolare, bella, colorata”.

Marzullo: Quanti anni giocherà ancora a pallavolo? 
Maurizia: “Dipende. Ho ancora tanta voglia di giocare, la pallavolo mi ha arricchito moltissimo come persona. Ho viaggiato, conosciuto gente.”

Marzullo: C’è qualcosa che le manca? 
Maurizia: “Sì, mi manca un marito, una famiglia mia. Ma non è facile stare insieme ad una sportiva. La nostra vità sta in una valigia, sempre pronta”.

Marzullo: E’ innanorata? 
Maurizia: “Si, ma non viviamo insieme. Gli sportivi sono un po’ mercenari, spesso devono cambiare citta… Io però ho acquistato una casa a Milano per darmi un punto fermo. Era una mia esigenza”.

Marzullo: Il suo compagno è uno sportivo? Un pallavolista?
Maurizia: “Sì, è uno sportivo, ma gioca a pallacanestro… (Pozzecco, ndr). In un certo senso il rapporto con uno sportivo mi ha agevolato. Ci si capisce meglio. Le difficoltà e i problemi di un atleta sono compresi meglio. Quando perdo in campo, dopo, al mio fianco, trovo una persona che mi capisce. Un non sportivo non sa forse quanto è difficile perdere nello sport e non comprende a fondo il dopo sconfitta.”

Marzullo: Preferisce essere capita o essere amata?
Maurizia: “Essere capita, perché chi capisce ama”

Marzullo: Lei è testimonial per beneficenza, anche di Italia Lavoro, perchè?
Maurizia: “Lo faccio perché sento di doverlo fare. Mi hanno fatto la proposta l’ho accettata con orgoglio. E ci metto il massimo impegno”.

Marzullo: Lei è testarda?
Maurizia: “Si, forse troppo. Sono ariete dura, è un lato del mio carattere particolare. Mi porta a scontrarmi spesso”.

Marzullo: E’ anche romantica?
Maurizia: “Sì, ma anche timida e quindi fatico ad esternare il mio romanticismo”.

Marzullo: Testarda e determinata. Quando vuole qualcosa? 
Maurizia: “Cerco di ottenerlo in tutti i modi”.

Marzullo: Ha mai dato uno schiaffo?
Maurizia: “Uno schiaffo no… Mi avevano fatto arrabbiare così una voltà mi è partito un pugno. Ma non ho mai preso uno schiaffo… Comunque non porgo mai l’altra guancia”.

Marzullo: Lei è l’idolo dei bambini e delle bambine… Perché?
Maurizia: “Con loro ho un bel rapporto. A Bergamo, davanti a casa mia c’è una scuola e spesso i bambini suonano alla mia porta per salutarmi, chiedermi l’autografo, vengono a mangiare pasticcini, mi chiedono la maglia della squadra. E anche nei fine partita mi cercano sempre per fare foto. I bambini sono schietti, naturali.”

Marzullo: Lei è toscana, per chi tifa?
Maurizia: “Tifo per la Fiorentina, che quest’anno ha dato dei problemi. Poi abitando da anni a Bergamo sono diventata tifosa anche dell’Atalanta”.

Marzullo: La pallavolo è uno sport… alla moda?
Maurizia: “E’ uno sport in crescita. Quella femminile sta sfruttando il buon momento di crescita della sua nazionale che in questi anni è riuscita a fare il salto di qualità. Ci siamo qualificate per i Giochi Olimpici, un risultato storico; poi l’argento agli Europei. Tutti risultati grandissimi rispetto al passato dove prendevamo delle grandi batoste. Siamo cresciute e con noi l’interesse. Al femminile, la pallavolo è lo sport con piu tesserate. E’ lo sport più femminile”

Marzullo: Cosa le ha tolto la pallavolo?
Maurizia: 
“Io mi ritengo molto fortunata. Però uscendo di casa così giovane ho lasciato la mia famiglia e i miei genitori molto presto. Per anni ho avuto con loro un rapporto telefonico. E quando torno a casa noto come il tempo è passato. Certe esperienze di vita della mia famiglia le ho perse. Non le ho godute, tra viaggi, gare e tutto il resto”.

Marzullo: Le hanno mai proposto di posare per un calendario, nuda? 
Maurizia: “Sì, me l’hanno proposto ma ho sempre detto di no. Io voglio trasmettere l’immagine da sportiva. Però non ho nulla contro altre mie colleghe che l’hanno fatto. E’ una scelta mia personale”.

Marzullo: Le piace il suo corpo? 
Maurizia: “Si, molto”.

Marzullo: L’ultima volta che ha pianto per un uomo?
Maurizia: 
“Un anno fa”

Marzullo: L’ultima volta che ha fatto piangere un uomo?
Maurizia: “Me lo immagino, ma non ne sono sicura…”

Marzullo: La notorietà le ha cambiato la vita? 
Maurizia: “Mi gratifica, ma cerco di restare con piedi per terra. So che questa è una parentesi. Sono una giocatrice di successo però mi rendo sempre conto di essere Maurizia. Molte cose non sono cambiate a parte il fatto che molti mi vedono come un personaggio”.

Marzullo: Nella sua vita ha messo lo sport al primo posto?
Maurizia: “Si, ho messo il volley al primo posto ma non è la cosa principale. La pallavolo è un mezzo per migliorare me stessa. Ho cercato di lavorare affinchè pallavolo mi desse soddisfazioni”.

Marzullo: La sua canzone preferita?
Maurizia:
 “Ragazze di Ipanema” è una canzone mi fa ricordare il primo anno scudetto a Bergamo. C’era una mia compagna, Giseli Gavio, brasiliana che soffriva di saudade. Mi ricordo che nello spogliatoio, sotto la doccia canticchiava questa canzone e l’aria della musica la rendeva più felice. Un giorno in cui mi trovai in difficoltà le chiesi di cantarla per me. Da allora è la mia canzone”.

Marzullo: La squadra è come una famiglia?
Maurizia: 
“Sì, è una vera famiglia. Giorni e giorni insieme. Palestra, trasferte. Diventa un gruppo, una famiglia”.

Marzullo: Prima di una gara che fa?
Maurizia: 
Ascolto musico. Mi carica tantissimo. L’ascolto prima di uscire di casa, in pullman, fino dentro gli spogliatoi. Poi entra l’allenatore e stop. Dopo inizia il match”.

Marzullo: E’ vietato l’amore la notte prima della partita?
Maurizia:
 “Noi siamo sempre in ritiro, non le saprei rispondere”.

Marzullo: Si vince quando si ha imparato a perdere?
Maurizia:
 “Sì, la sconfitta aiuta a prepararti alla vittoria”.

Marzullo: Ha vinto tutto… Cosa deve vincere ancora?
Maurizia:
 “Un po’ di più nella mia vita privata”.

Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta…
Maurizia:
 “Mi chiedo che tipo di madre sarò? Però non so rispondere. Ma spero di essere come mia madre, la stimo tantissimo”.

 

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