MILANO I 41 punti messi a segno contro Piacenza sono solo la punta dell’iceberg. Quello che quest’anno sta facendo Nimir Abdel-Aziz con la Powervolley Milano va oltre ogni aspettativa: la costanza di rendimento, sia nel singolo match che nel corso dell’intera stagione, e il mix di potenza e tecnica hanno reso l’opposto della Nazionale olandese (con origini del Ciad, da parte del padre) uno dei giocatori più belli e divertenti (e forti) da vedere giocare dell’intera SuperLega.

Nimir sei nato come palleggiatore e solo in un secondo momento sei diventato opposto. Ci racconti come e quando è avvenuto il cambio ruolo? È capitato tre stagioni fa quando giocavo in Francia. Ero l’alzatore della squadra, ma a un certo punto ci siamo ritrovati con diversi schiacciatori infortunati, allora l’allenatore ha deciso di mettermi una partita come opposto e due-tre come banda. Quelle partite sono andate molto bene per me e ogni tanto scherzando dicevo al coach ‘guarda che faccio meglio di loro’. Poi sono rientrati i titolari e io ho ripreso ad alzare. A fine stagione avevo ancora un anno di contratto, ho parlato col mister e mi ha chiesto se volevo rischiare cambiando ruolo. Non è stata una scelta facile, anche se nella mia testa io sono sempre stato uno schiacciatore perché sono sempre stato più contento se facevo un bel punto in attacco piuttosto che un bel palleggio. Detto questo, all’epoca ero anche l’alzatore della Nazionale e avrei dovuto allenarmi con loro… Poi mi sono detto, se non cambio ora magari tra qualche anno me ne pento e quindi ho optato per fare l’opposto. Il mister della Nazionale non era contentissimo perché ho deciso proprio il giorno prima degli allenamenti, ma alla fine posso dire che è stata la scelta migliore che potessi fare”.

Quindi si deduce facilmente che il ruolo di opposto ti piace di più. “Sì, molto di più. Quando ero palleggiatore non ero così contento perché vedevo i miei compagni schiacciare e io non mi divertivo tanto(ride, ndr).

I punti di Nmir Abdel Aziz nelle prime 11 gare di regular season. 41 con Picenza
I punti di Nmir Abdel Aziz nelle prime 11 gare di regular season. 41 con Piacenza

Prima che tu arrivassi a Milano, in Italia avevi già giocato due stagioni con la Sisley Belluno e Cuneo e in entrambi i casi avevi Piazza come allenatore. Quello stesso Piazza che ora ti allena in Nazionale e alla Powervolley. Che rapporto hai con lui? C’è un rapporto molto buono. Lui è stato il primo allenatore che ho avuto fuori dal mio Pese e devo dire che mi ha aiutato molto a inserirmi, anche perché dopo Treviso mi ha portato con lui a Cuneo. Poi sono andato all’estero e anche se non avevo lui come mister, se avevo bisogno, lo chiamavo sempre per un consiglio. Mi fa piacere averlo ritrovato qui e con l’Olanda: per me è molto bravo sia come persona sia come allenatore”.

Appena sei arrivato a Milano, invece, hai trovato Andrea Giani. Com’è stato essere allenati da lui? “Anche lui per me è stato molto importante. Io arrivavo da una stagione in Francia in cui avevo fatto per la prima volta l’opposto, poi sono arrivato qui dove il livello è completamente diverso. Avevo tanto da imparare e ho avuto la fortuna di trovare Andrea che come giocatore ha fatto praticamente tutti i ruoli e quindi mi ha permesso di crescere nella mia nuova posizione”.

Sin qui si è parlato soprattutto della Francia come esperienza all’estero. Tuttavia, prima di approdare a Milano, hai giocato anche in Turchia e Polonia. Che esperienze sono state? “Devo dire che sono state tutte stagioni positive. In Turchia (allo Ziraat BankasiAnkara, ndr) è stata la prima volta in cui ho giocato titolare. Anche se non sapevo bene cosa aspettarmi, mi hanno accolto davvero bene. Dopodiché sono andato in Polonia, nello Zaksa, che si trova in una città piccolina, però la pallavolo in Polonia è sport nazionale, perciò è stata una bella esperienza. Poi come detto sono stato due stagioni in Francia (allo Stade Poitevin Volley Beach, ndr) dove ho fatto tanta esperienza, quindi nel complesso non posso dire che c’è stato un posto in cui mi sia trovato male”.

In questo momento, vista l’assenza per infortunio di Matteo Piano, sei capitano oltre che della Nazionale anche di Milano. Come ti vedi in questo ruolo? Per quello che riguarda qui in Italia, per forza di cose ci doveva essere un capitano in campo e hanno scelto me, anche se non mi ci vedo molto perché in squadra abbiamo giocatori esperti come Petric che è capitano della Serbia che ha vinto tanto. Piano, anche se non gioca, rimane sempre il capitano della squadra e si fa sentire molto”.

A Milano come ti trovi col gruppo? È cambiato un po’ rispetto allo scorso anno, però i nuovi giocatori si sono inseriti bene. Lavoriamo tanto e l’atmosfera è sempre ottima, il che ci aiuta tanto in un momento come questo dove siamo alle prese coi vari assenti (Piano e Alletti, entrambi centrali, sono fuori da inizio stagione, ndr). Pensiamo a partita dopo partita e per il momento l’obiettivo è arrivare alla fine del girone d’andata nella miglior posizione possibile tra le prime otto per la Coppa Italia”.

Se dovessi scegliere tra Lube, Perugia, Modena e Trento, credi ce ne sia una più forte delle altre? “È difficile da dire. La Lube non è cambiata molto dall’anno scorso e ha vinto il Mondiale per Club. Perugia ha vinto la Supercoppa, quindi non saprei veramente cosa dire anche perché sono tutte squadre piene di campioni”.

Nimir Abdel Aziz viaggio nel tempo... palleggiatore e opposto in nazionale olandese
Nimir Abdel Aziz viaggio nel tempo… palleggiatore e opposto in nazionale olandese

Se uno dicesse che in questo momento Nimir è l’opposto migliore che c’è in Italia tu come reagisci? “Direi che è la sua opinione e lo ringrazierei per il complimento. Sono consapevole che l’annata sta andando bene, però non sono uno che guarda alle statistiche e io spero di far parte della squadra più forte d’Italia e non di essere il giocatore più forte. Poi nello sport spesso capita così, ovvero che fai qualche bella partita e diventi il migliore, poi ne sbagli altre e ti dicono che non sei pronto”.

Passando alla Nazionale, a gennaio c’è il torneo preolimpico che assegna un posto per Tokyo 2020. Che sensazioni hai? “Da un lato non ci penso tanto perché ora siamo pieni di impegni col club, poi dal 27 dicembre, ovvero il giorno dopo l’ultima partita con Milano, mi troverò con la Nazionale e lì allora ci penserò maggiormente. Daremo il massimo per qualificarci, anche se bisogna essere sinceri e pensare che non saremo i favoriti perché avremo contro squadre come Serbia e Francia”.

C’è un trofeo pallavolistico che vorresti vincere più di altri? “Vorrei poter vincere qualcosa in generale, perché da quando sono in Italia non ci sono mai riuscito. Spero di riuscirci presto”.

Andando un po’ più sul personale, a livello pallavolistico c’è un giocatore a cui ti sei ispirato? “Non tanto devo dire. Anche quando ero piccolo giocavo a pallavolo perché mi piaceva farlo, ma non la guardavo perché in Olanda non è così diffusa in tv”.

Tu hai sempre giocato a pallavolo? “Ho fatto anche altro, come calcio e tennis. Diciamo che ho fatto un po’ di tutto, come è tipico dei bambini, però la pallavolo maggiormente e ho iniziato tra gli otto e i nove anni”.

Nimir Abdel Aziz, viaggio nel tempo... Maglia Sisley, maglia Cuneo, con la maglia dello Zaksa, con Giani, con patron Fusaro e con la maglia di Milano
Nimir Abdel Aziz, viaggio nel tempo… Maglia Sisley, maglia Cuneo, con la maglia dello Zaksa, con Giani, con patron Fusaro e con la maglia di Milano

Chi è il giocatore più forte con cui hai giocato? “Ho avuto la fortuna, nei primi due anni italiani, di giocare con tanti campioni come Fei (alla Sisley, ndr) e i vari Sokolov, Ngapeth, Mastrangelo e Grbic a Cuneo, perciò fatico a trovare il più forte di tutti”.

Venendo a Milano, ma intesa come città, come ti trovi al tuo terzo anno? “Il posto mi piace molto. Quando sono in Olanda vivo ad Amsterdam e in generale mi piace la vita della città. C’è da dire che non abbiamo molto tempo libero, però se vuoi fare qualcosa sicuramente lo trovi e questo è ciò che mi piace maggiormente”.

Per chiudere, se dovesse arrivare qualche voce di mercato che ti vorrebbe portare via da Milano tu come reagisci? “Io sono sotto contratto con la Powervolley quest’anno e il prossimo. Poi questo è il nostro lavoro e come dicevo prima se giochi bene è facile sentire le voci, mentre se fai male non le senti. Ad ogni modo, io sto molto bene qui ma poi non puoi mai sapere cosa succede in futuro”.