Modena: Giani, totem gialloblù. “Ivan? Andare via da Modena è difficile per tutti. La mia squadra? Tra due mesi”

MODENA – Andrea Giani, si riparte. Pardon lei non si è mai fermato… “Sì è vero, si continua. C’è stanchezza ma la mia è una stanchezza diversa rispetto a quella degli atleti. Un allenatore è stanco maggiormente sotto l’aspetto mentale. Per ore e ore, per mesi, si è lì a gestire e pianificare il lavoro di un gruppo. E’ comunque bello ripartire, sono tutti stimoli diversi”.
La sua Modena, 11 anni ininterrotti da atleta (1996-2007) a cui seguì la sua prima stagione da allenatore, come sta? “Siamo pronti, io sono pronto, al di là che mancano ancora i giocatori (gli statunitensi Christenson e Anderson arrivano solamente oggi, Holt ieri, ndr). Come sempre giochi con quello che hai, devi essere bravo a costruire il gruppo. Una squadra si inizia a vedere come sempre almeno dopo 2 mesi”

Due mesi, periodo che per il planning attuale corrisponde alla fine del girone di andata… “Sì e quando ci si arriva c’è lo stop di fine dicembre metà gennaio per le qualificazioni olimpiche. C’è chi andrà, chi resterà e magari avrà una settimana di riposo. Poi quando si riprenderà sarà subito dura con Superlega e Coppe. Il periodo per alcune squadre sarà problematico”.

Torna a Modena, città che scommise su di lei facendole muovere i primi passi da allenatore. E cambiato? “E’ tutto molto diverso. In questi 11 anni ho avuto modo di fare esperienza, undici anni di lavoro, di studio in cui mi sono confrontato con situazioni diverse, tanto anche all’estero. Cambiare sistema apre la mente. Si vivono manifestazioni diverse, si conoscono tanti giocatori, tanti allenatori. Tutto questo mi ha permesso di acquisire strumenti in più”.

Si ricorda qualche errore di quel primo anno che non rifarebbe?Più che altro si trattava solo di fare esperienza. Finché non capisci di cosa si ha bisogno… Non si nasce imparati, puoi avere fortuna, ma la fortuna dura poco”.

La Superlega alla guida di una big. Che stagione sarà? “La Superlega è di suo un campionato tosto, questo sarà un anno super con squadre già forti migliorate e altre che sono salite di livello. Perugia allenata da un coach nuovo come Vital Heynen, per fare un esempio, renderà ancora più internazionale il campionato. C’è il meglio del meglio, società e tifosi dovranno capire che non si possono vincere tutte”.

A proposito, Velasco un anno fa disse che questo è uno sport di play off, tanto che proprio in quella fase della stagione la sua Modena fu ad un passo dal centrare la finale scudetto. Come sarà improntata la sua stagione? “Nessuno gioca mai per perdere, anche quando stai facendo la preparazione. Le partite sono importanti, poi ci sta che si vivano periodi di qualche settimana di gioco non scintillante. Si dovranno accettare determinate sconfitte anche perché la qualità è dell’avversario sempre alta. Dipende come maturano. Ma se fai una brutta stagione non si svolta nei play off”.

Si dice che Ivan Zaytsev sia rimasto a Modena perché è arrivato lei. Vi sentivate spesso… “Con lui e con altri. Quando alleno un giocatore resta sempre qualcosa. Ivan forse nel primo anno a Modena si è trovato in una situazione dove tutti chiedevano sempre il massimo. Come tutti i giocatori di grande livello è sempre sotto pressione. Comunque anche andare via da Modena non è semplice, al di là che sono arrivato io, prima di andarsene ci avrebbe pensato molto”.

Un torneo a 4 ai vertici. Cosa ci dobbiamo aspettare? “Una Lube quotata con due giocatori 2 nel ruolo di opposto da verificare ma con grandi potenzialità per l’alto livello, e altri di grande livello. Perugia ha una squadra ancora più competitiva grazie al roster, un allenatore di esperienza che gestisce diversamente la fase tecnica e tattica e i giocatori. Darà tanto al nostro campionato. Trento ha un Cebulj in più. Poi c’è Verona che ha preso un grande allenatore (Stoytchev, ndr) anche se in questa fase di mercato sarà difficile sostituire l’infortunato Jaeschke, un giocatore sfortunato. Poi ci sono Monza che si è mossa molto bene, Milano interessante, Latina, Vibo. Squadre fatte male non ce ne sono”.

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