Modena: Intervista DAZN. Diletta Leotta: “L’anno prossimo?” Zaytsev: “Mi metti un po’ in difficoltà… Vediamo”

Zaytsev intervistato da Diletta Leotta per DAZN
Zaytsev intervistato da Diletta Leotta per DAZN

MODENA – Intervistato da Diletta Leotta su DAZN per “Linea Diletta”, Ivan Zaytsev tergiversa sul suo futuro, nonostante i due anni ancora di contratto con l’Azimut Leo Shoes e il possibile arrivo di Kurek alla Lube che, di fatto, gli ha ridotto notevolmente le chance di cambiare maglia la prossima esercitando il diritto di buy out.

Ecco alcuni passaggi dell’intervista in onda da oggi su Dazn. Per vedere l’intervista integrale su DAZN attiva subito il tuo mese gratis. Potrai  seguire inoltre la doppia diretta delle finali di Cev Champions League (18 maggio) e il torneo di Montreux delle azzurre clicca qui   

L’ANNO PROSSIMO RESTI A MODENA?  “Mi metti un po’ in difficoltà. Bellissimo ambiente… lo scopriremo solo vivendo. Onestamente ci sono delle cose da risolvere, ci stiamo provando, ma vediamo…”.

SU SÉ STESSO – “Non lo so neppure io perché spicco. Perché ho questa faccia (ride, ndr), questa cresta. Non lo so perché… onestamente è una cosa che mi fa piacere essere stato eletto portavoce della pallavolo italiana. Mi fa piacere essere conosciuto dal punto di vista umano e non soltanto l’Ivan sportivo. Essendo padre, avendo una famiglia.”

SUL FATTO DI ESSERE IL CAPITANO DELLA NAZIONALE – “Diventare capitano? Un orgoglio enorme. Sentire l’inno di Mameli prima delle partite è unico, mi dà sempre i brividi. Ed essere il capitano del più bel Paese del mondo è una figata”.

SU VELASCO – “Un grande personaggio, ha un carisma incredibile, una conoscenza della pallavolo mondiale che non ho mai trovato in nessun allenatore. Ha la grande capacità di tirare fuori il meglio dalle persone. Quando va tutto bene siamo tutti bravi. Quando le cose vanno male, lì viene fuori la dote di una squadra e Velasco ci ha aiutato molto. Non abbastanza da arrivare il finale scudetto, siamo usciti in semifinale, è l’appunto che faccio al coach: si poteva fare di meglio (ride, ndr)”.

TI VEDI ALLENATORE?  “No. Sto dando tanto a questo sport, è un privilegio giocare a pallavolo, me l’ha trasmesso mio padre. E ne ho fatto un lavoro. Ma quando smetterò, sparirò, andrò in Polinesia (ride, ndr).

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