Modena: Julio Velasco, una carriera da vincente. “Una finale scudetto persa? Come un rigore fallito”

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Modena, la festa per il primo scudetto di Velasco nel 1976
Modena, la festa per il primo scudetto di Velasco nel 1976

MODENAJulio Velasco, via Jesi (A2), arrivò a Modena nell’estate del 1985. Arrivava dopo la finale scudetto persa dalla Panini con Bologna, sul neutro di Reggio Emilia.

Questa una delle prime interviste rilasciate ai tempi dal tecnico…

“Dubbi? E come potevo averne? La Panini è la società più prestigiosa d’Italia e in Argentina è conosciutissima, grazie anche a Martinez e Quiroga. Ho già parlato con qualche giocatore, compreso Dall’Olio con cui ho avuto un lungo colloquio: ci siamo capiti subito, senza problemi. Ho visto i due giovani, Ghiretti e Cantagalli (che la Panini ha confermato, ndr), aspetto il ritorno di Quiroga dall’Olanda e mi piacerebbe riavere Martinez, anche se stiamo ancora spettando una risposta della federazione bulgara per Todorov. Tutta la rosa dei giocatori è confermata per il resto”.

“Noi diciamo che vogliamo vincere, ma anche parecchi altri lo dicono e hanno le stesse nostre possibilità: Mapier, Santal, Cus Torino, Ener-Mix, Kutiba e Panini, partiranno tutte appaiate, come in parte è accaduto quest’anno. Si annuncia un campionato equilibratissimo. Tipo quello appena concluso. Non credo che la stagione della Panini sia stata negativa; vincere o perdere uno scudetto, in una finale play off dipende anche dalla fortuna. Mi ricordo che ai mondiali di calcio del ’78, quelli vinti dal mio paese, l’Olanda nella finalissima sbagliò un gol ormai fatto. Il risultato era ancora sullo 0-0. Se loro avessero segnato (e sbagliavano raramente) non ci sarebbe stato Menotti, Maradona, ecc. Ecco una finale-Scudetto, per chi perde va vista giusto alla stregua di un gol sbagliato a porta vuota, un palo, una traversa, un rigore fallito”

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