Modena: Tutta la squadra mette in dubbio Stoytchev. Bruno: “Niente è deciso”. Ngapeth: “Sarei rimasto”. Holt: “Devo pensarci”

Bruno ed Ngapeth parlano del difficile anno con Stoytchev. Il brasiliano: "In 13 anni di volley di serie A ho vissuto con tanti allenatori. Non si deve essere amici ma occorre avere fiducia, lealtà, credere alla persona che hai di fianco". Sul futuro: "Ci sono ancora spiragli per me a Modena..." Ngapeth: "Ho capito da subito che non avrebbe funzionato. Senza Stoytchev sarei rimasto". Holt: "Senza Rado resto al 100%. se c'è lui ci devo pensare". Rossini: "Nessuno di noi è arrivato qua rotto... E' una bugia". Presente nello studio televisivo tutta la rosa, venuta spontaneamente per stare al fianco degli invitati Bruno ed Ngapeth. Mai vista una cosa così.

Daniele Mazzone, Bruno Mossa De Rezende, il giornalista Paolo Reggianini e Earvin Ngapeth in studio

MODENA – Una puntata spumeggiante ed imprevedibile, per lo sviluppo, quella di Barba & Capelli, il talk sportivo settimanale di TRC, condotto da Paolo Reggianini

Modena: Tutta la rosa gialloblù a “Barba & Capelli”. Ngapeth: “Valori umani troppo diversi. Rado non è il tecnico giusto per questa città”.

Erano ospiti attesi alla trasmissione il palleggiatore Bruno ed Ngapeth, al loro fianco, a sorpresa, in negli studi si è presentato tutto il resto della squadra. Nessuno escluso.

Bruno: “Non è stata una cosa obbligatoria essere qui. I ragazzi della squadra si son sentiti di venire per stare con noi in questo momento. Abbiamo vissuto momenti non facili quest’anno, ma tra di noi è rimasto un attaccamento di gruppo. E’ questo che ci ha fatto arrivare a questo punto. Il passo in più che è mancato… Forse non l’avevamo. E’ stata una stagione che ci ha insegnato tanto”.  www.volleyball.it

In trasmissione si parla subito di Stoytchev. Apre le danze Earvin Ngapeth, sicuro partente per Kazan, ha firmato un biennale. A espressa domanda. Saresti partito se il tecnico non fosse stato Stoytchev: La sua risposta netta: “No”. Spiega: “Quest’anno – rispetto ad un anno fa – eravamo più uniti come gruppo. Grazie anche a Bruno e alle sue capacità di fare spogliatoio. Lo scorso anno il clima era difficile. Abbiamo perso tanto, non siamo mai riusciti ad avere un livello costante. Quest’anno ci credevamo”.

“Catia aveva voglia di metterci insieme noi tre. Io ho anche capito il progetto di Catia, sapevo che Stoytchev sarebbe arrivato, le avevo però detto che l’aspetto più importante era far tornare Bruno. Dissi però al Presidente che prendere Stoytchev era un rischio. Noi siamo spontanei, nella vita di gruppo e sul campo con il gioco. Lui è un allenatore troppo differente rispetto a noi. Ci ho provato, ma appena tornato ho capito velocemente che con lui non sarei andato d’accordo, per vari motivi. Lo sapevo e ho fatto di tutto per farlo capire a Catia” www.volleyball.it

Reggianini parla di un futuro cambio di allenatore… 

Daniele Mazzone: “Nello spogliatoio c’è condivisione di tutto, sapevamo della partenza di Earvin. A malincuore, abbiano preso atto di Ngapeth. Non ci va giù, è una grossa perdita tecnica e umana. Sono qui perché ho tre anni di contratto, voglio farmeli tutti. Spero di crearmi un futuro qua  Modena. Ora lo vedo incerto e grigio. Incertezze tecniche. Vedo Modena come una società che forma squadre per vincere. Adesso i grossi nomi sono stati associati alle altre…”  www.volleyball.it

Ngapeth racconta i primi segnali: “Un grosso segnale l’ho dato a Natale. Lui ha un modo di fare e ha parole che ti toccano… Forse non se ne accorge. Ha avuto una parola irriguardosa con mio fratello che toccava me mentre io ero a fare terapia. Ci ho pensato tutta notte e il giorno dopo sono andato da lui per dirgli che con lui non volevo più avere a che fare, che non lo sopportavo più e che non volevo più giocare con lui allenatore a Modena”.

Bruno: “Qui le cose non sono state gestite bene per il potere che il tecnico ha preso”.

Ngapeth: “Dopo qualche giorno, prima della gara con Padova, sono tornato dicendo a Catia che volevo tornare in palestra e mi sono scusato. Lei mi ha dato il suo assenso a tornare in palestra il giorno dopo, ma Stoytchev ha rifiutato di farmi allenare, facendo uscire un comunicato in cui si diceva che io non volevo giocare. Era una bugia”.

Max Holt entra in studio e quando è il suo turno fa sapere che: “E’ stata una stagione strana. A livello pallavolistico potevamo fare di più. Nella mia vita non ho mai avuto un gruppo di così tanto talento nella mia vita. Uniti nelle difficoltà causate dall’allenatore. Il mio futuro? Io ho il contratto, vediamo come va. Se cambia allenatore resto al 100% se resta ci rifletto un po’”.  www.volleyball.it

Quando la squadra ha provato a seguire l’allenatore.

Bruno: “In 13 anni di pallavolo ad alto livello, Weber, Bagnoli, Lorenzetti, Bernardo mio padre, ognuno con la sua filosofia e mentalità e non posso giudicare. Però non posso neanche condividere per forza. Come il sistema di gioco, la sua voglia di imporre il suo sistema di gioco a giocatori che hanno avuto tutta la vita un tipo di gioco diverso. Poi la parte umana… non si deve essere amici ma occorre avere fiducia, lealtà, credere alla persona che hai di fianco”.

“Sono andato più di una volta a parlare con lui nel suo ufficio, a fine febbraio, ma già si sentivano voci che dicevano che lui cercava Christenson. Lì ho capito che è fatto così, non posso stare insieme con una persona che ha valori molto diversi dai miei. Sono andato da Catia e le ho detto che non avrei detto ‘o me o lui’… ma prendo le mie cose e vado. Non posso stare dove non sto bene. Non posso stare con chi non ha un rapporto umano, che non dà fiducia. Nello spogliatoio ho cercato di tenere unito il gruppo, i compagni con malumori, per vincere, anche con tutti questi problemi. Ma non era facile, ad ognuno di noi in tanti momenti è mancata la testa, ci è venuto meno il voler stare lì a fare quello che si ama”.…  www.volleyball.it

“La maglia resta, Modena è più grande di tutto, più abbonamenti, più incassi, più immagine, più sponsor, è società modello poi arriva una persona che vuole cambiare tutto… è un po’ troppa presunzione”

Ngapeth: “Dopo dicembre? Era andata già a novembre. Tra di noi cerchiamo di fare gruppo, ci diciamo di lavorare e giocare per lui. Ma da novembre lui ha iniziato a contattare altri giocatori per il futuro. La pallavolo è un mondo piccolo, ci conosciamo tutti. Sapevamo tutto, come si fa a giocare per lui…”. 

Il sorriso: “E’ quello che diceva Bruno. Tu arrivi con voglia, poi arriva lui e ha la capacità di toglierti la voglia. Ai play off ci siano detti ‘giochiamo’. Ma lui anche durante le partite urla, non lascia mai stare, fa il personaggio cosa che non è. Questo mi dava molto fastidio”.

Bruno: “Qui bisognava creare valore aggiunto per sopperire all’amalgama che a noi mancava. A noi questo è mancato in generale. Loro meritavano più di noi. Abbiamo lavorato, abbiamo pedalato tanto… Provato di tutto. In tutto l’anno però quante interviste di Ngapeth?”  

Ngapeth: “Ha parlato solo lui. Potevo anche capire che la società non mi jha fatto parlare dopo quanto successo, per calmare la stazione. Ma ha parlato sempre solo lui dopo le gare vinte e dopo le gare perse, dando in questo caso le colpa a noi. Ultima dopo gara 1 di Macerata, dando la colpa all’ultima palla di Urnaut. Io a lui ho chiesto di stare positivo… Poi anche in quell’occasione ha guardato solo le statistiche e accusato la squadra, nel caso Tine per una palla”. 

Bruno ancora a Modena? “Ancora non ho deciso, ho un legame forte con Catia e città. Si parla molto della Lube, io ho anche proposte del Brasile ma sotto l’aspetto tecnico sarebbe un passo indietro. Voglio giocare ad alto livello. Io devo pensare a questo. La Lube è una grande squadra. Avevo detto che avrei giocato solo a Modena… ma avevo anche detto che non avrei giocato con Rado e invece ci ho giocato. Ci sono ancora margini per restare…”

Urnaut: “Siamo una squadra quando vinciamo e quando perdiamo, tutti insieme”.

Ngapeth: “Se Rado va via dico a Bruno di restare. Su Kazan non potevo aspettare.  Quando arriva una proposta così è molto difficile chiedere di aspettare l’estate. Quando io ho detto sì ai russi credo che lui – Stoytchev – si sia tolto un pensiero. Se non ci fosse stato Rado sarei rimasto. Certo”.

“Quando ho detto routine (si fa riferimento all’intervista dell’Equipe) alla intendevo che è da due anni che è difficile. Un anno fa come spogliatoio – senza Bruno – ho dovuto fare io l’uomo spogliatoio, ma non sono capace di farlo. E’ stato un casino tutto l’anno. Quest’anno è stato difficile. Quest’anno Catia – a cui voglio un bene dell’anima – aveva questa idea. Io se anche ci fosse stata una grande squadra, così non sarei rimasto”. 

“Dopo l’intervista l’allenatore aveva proposto di non farmi giocare… Sono arrivato tardi perché ho perso l’aereo, poi c’era l’intervista. Lui voleva rispettare il principio e preferiva perdere a testa altra”.

Bruno racconta un caso… “Siano professionisti e per buona parte della stagione abbiamo accettato tutto. Cose che a livello umano non possono essere. Prima di gara 2 dei Quarti. Marra ha perso il nonno a metà settimana voleva andare dal funerale del nonno, non l’ha lasciato andare perché Mazzone era ancora fuori. L’ho saputo solo sabato nel pregara perché Marra non ci ha detto nulla…” 

Il 26 dicembre… “Il giorno di Padova qualcuno ha detto che abbiamo perso apposta. Questo ci ha fatto male. Al di là di qualsiasi problema, nessuno qua si è mai tirato indietro”.

Salvatore Rossini entra in trasmissione: “Sposo quello che è stato detto sin qui. Sul fattore infortuni è stata detta una grossa bugia. Si è detto che alcuni di noi sono arrivati rotti. E’ una bugia. Io ho 32 anni non mi ero mai infortunato. Ho avuto uno strappo…  Ci siamo fatti una idea di quanto successo. Sappiamo al 100% che non siamo arrivati rotti. Sotto l’aspetto umano la verità andrebbe detta”. 

Bruno: “Nessuno è arrivato rotto, l’unico con un problema ero io alla spalla e qui l’ho risolto”

Ngapeth: Sul futuro, biennale a Kazan. “Io ho già parlato con Catia, mi ha detto che ci pensa lei. Due anni con Kazan…”

Van Garderen: “E’ importante sentire la storia di chi ha giocato meno come me. Sono venuto qua per provare a vincere, non è successo. Speravo almeno di migliorare e giocare qui. Mi veniva la  pelle d’oca ad entrare al palaPanini. E’ però stato un anno in cui di testa sono stato male. Da parte dello staff tecnico ho avuto l’idea che non volessero aiutarmi. Rapporti quasi zero, ho parlato forse una volta con il mio allenatore… Provavo a venire carico ad allenamento e partita ma il rapporto con l’allenatore è stato molto brutto”.

Bruno: “Modena meritava di sapere la nostra versione dei fatti di quanto successo. Non è bello fare polemiche, ma per noi è stato importante far sapere le cose da noi. Modena è il Tempio, questa maglia sarà sempre qua con qualsiasi giocatore. Spero però si respiri un aria buona. Modena merita aria buona e lo sport si vince e si perde. Si fa tutto per vincere, però non è solo quello. L’importante è anche l’anima che c’è qua”. www.volleyball.it

Ngapeth: “Per me era importate. Non ho parlato tutto l’anno, era inutile farlo. Ho pensato a giocare. Ringrazio tutta la squadra perché siamo un bel gruppo, qui per iniziativa spontanea. Pensi di aver aiutato o messo in difficoltà la società raccontando tutte queste cose?  Io con Catia avevo già detto che alla fine avrei parlato… Ero incazzato che uscissero solo le sue (di Stoytchev) parole… Per me era importante parlare ed essere chiaro”. 

 

Il pre trasmissione

Modena: Anticipo di Barba & Capelli. Ngapeth: “Vado via perché c’è Stoytchev”

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