Modena: Velasco lascia. Le frasi celebri del mito. Dalla “Cultura degli alibi” a Mara Maionchi

Velasco vola, Rio 1990
Velasco vola, Rio 1990

MODENA – Il web e youtube sono ricchi di video, interventi, frasi, aforismi, dichiarazioni e interviste del mito Julio Velasco.

Eccone alcune: 

VELASCO DIXIT- “Chi vince festeggia, chi perde spiega”

SCHIACCIATORIE E ALZATORI  – “Gli schiacciatori continuano a parlare dell’alzata e io mi innervosisco. Sono esperti dell’alzata, sanno tutto. Parlano sempre degli alzatori. Voglio attaccanti che schiacciano bene palloni alzati male. Gli schiacciatori non parlano dell’alzata, la risolvono”.

LA COLPA DELL’ELETTRICISTA – “L’attaccante schiaccia fuori perché la palla non è alzata bene. A sua volta l’alzatore non è stato preciso per colpa della ricezione. A questo punto i ricettori si girano a guardare su chi scaricare la responsabilità. Ma non possono chiedere all’avversario di battere facile, di modo da ricevere bene. Così dicono di esser stati accecati dal faretto sul soffitto, collocato dall’elettricista in un punto sbagliato. In pratica, se perdiamo è colpa dell’elettricista».

NON SI MOLLA – “La prima regola che io metto è ‘Non si molla’. Mai. Possiamo giocare male, possiamo avere una brutta giornata, però non si molla. Se si molla sono dolori. Una volta con la Nazionale siamo andati negli Stati Uniti: giocavamo con gli Stati Uniti due partite di World League, vincendo la prima eravamo già qualificati per le finali. Siccome io combattevo questa cosa ho detto: ‘Abbiamo vinto la prima, la seconda la giochiamo’ che in gergo vuol dire ‘la giochiamo’, non ‘stiamo in campo’: la giochiamo, come le altre. perdiamo 3-0 la domenica. Martedì avevamo il volo, eravamo in California a Los Angeles, lunedì era programmata visita a Disneyland, che io non conoscevo. Abbiamo fatto pesi in albergo, lunedì. E Disneyland non l’abbiamo vista. Perché io metto poche regole, ma quelle lì sono sacrosante. Non si molla mai. Che vuol dire? Mai. Mai si molla. In partita, mai.“

L’ALLENATORE –  “Ecco il ruolo dell’allenatore! Uno non è un grande allenatore quando fa muovere i giocatori secondo le proprie intenzioni, ma quando insegna i giocatori a muoversi per conto loro. L’ideale assoluto avviene nel momento in cui l’allenatore non ha più niente da dire perché i giocatori sanno tutto quello che c’è da sapere.”

LA CULTURA DEGLI ALIBI – “Non riuscire a superare le difficoltà porta alla cultura degli alibi, cioè il tentativo di attribuire un nostro fallimento a qualcosa che non dipende da noi. Ho conosciuto centinaia di atleti. Alcuni vincenti, altri perdenti. La differenza? I vincenti trovano soluzioni. I perdenti cercano alibi”.

CHI SI INCAZZA – “Quando una squadra gioca male, quando le cose non vanno bene, i primi ad incazzarsi devono essere i giocatori stessi. La rabbia deve scaturire prima da loro e non dal Presidente o dall’allenatore o direttore sportivo. Se si subisce la sconfitta senza reagire vuol dire che c’è qualcosa d’importante che non va nella squadra”.

VINCERE“La mentalità vincente si ottiene solo vincendo. Il problema è sapere cosa significa vincere”.

LA SCONFITTA – “Accettare di perdere significa sapere perdere. Invece nei comportamenti prevalenti c’è sempre un colpevole, c’è sempre un motivo: l’arbitro, il tempo, il fuso orario… Saper perdere significa non dare la colpa a nessuno, non dire niente”.

FARE MEGLIO – “E’ opinione diffusa che chi ha vinto ha fatto tutto bene e chi ha perso ha fatto tutto male. Nello sport non basta fare le cose bene, bisogna farle meglio degli altri”.

LIMITI – “Lo sport serve a imparare a perdere, oltre che a vincere. Vincere non è solo battere gli avversari, vincere significa superare i propri limiti: questa è la prima vittoria che uno deve cercare di ottenere”

MASCHI VS  FEMMINE –  “Quando noi parliamo di sfida, ne parliamo sempre nella versione maschile. Ma uomini e donne funzionano in modo diverso. Il ragazzino talentuoso prova la giocata più difficile. Prova ad attaccare nei due metri. E quando ci riesce alza le braccia per esultare, anche se prima ha tirato dieci palloni fuori. Noi maschi siamo così. Quando ho allenato le donne mi è capitato di dover dire: ‘Provate, anche se sbagliate’. Coi maschi non l’avrei mai detto, altrimenti sarebbe stato il disastro”.

L’ultima è dei Quarti di finale dei play off 2018/19…

MARA MAIONCHI DIXIT – “A quelli che vedono il bicchiere mezzo vuoto dico di travasare il tutto in un bicchiere più piccolo e di non rompere più le scatole”.

 

 

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