Nazionale: Lo “strappo” con Zaytsev non è un salto nel buio… Il futuro è qui

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MODENA – Il giorno dopo il “grande strappo” il movimento azzurro del volley non si strappa le vesti, anzi, volta pagina con fiducia.
Quello tra la nazionale della pallavolo e Ivan Zaytsev è infatti un taglio con il passato deciso dal Ct azzurro Ferdinando De Giorgi in un ambito naturale per chi è deputato a dover fare scelte, a volte anche impopolari, ma non per questo non giuste in un percorso che guarda avanti già tracciato. Nessun caso, nessun problema, lo stesso atleta sicuramente amareggiato e già tornato in famiglia senza rilasciare dichiarazioni. Scelta tecnica quella del Ct, punto e a capo.

Una decisione arrivata dopo aver archiviato la Volleyball Nations League con un sorriso parziale. Ad una straordinaria prima fase chiusa da prima della classe ha fatto seguito un quarto posto con le sconfitte di semifinale e finale con Francia (campione Olimpica e poi vincitrice del torneo) e Polonia (bicampioni del Mondo in carica) che ha lasciato un po’ di amaro in bocca, non tanto per il risultato ma più per un gioco che la squadra non è stata capace di esprimere al meglio, accusando per la prima volta il peso delle responsabilità ad alto livello, forse “schiacciata” dalle attese del pubblico di casa.
Uno stop a cui nemmeno Zaytsev ha potuto far molto, apparendo a tratti, corpo estraneo al progetto “verde” come testimoniano i numeri.
Lo “Zar” ha giocato 11 set in tutta la VNL, solo 2 volte nel sestetto titolare nelle fasi preliminari (Iran e Olanda), un ingresso con l’Olanda, e due set contro la Francia nella Final Eight.
Da qui De Giorgi ha fatto le sue scelte, non senza ragionare anche sul futuro, non solo al prossimo Mondiale che si giocherà dal 26 agosto all’11 settembre.

Se al momento il vertice iridato appare avere un’altra marcia (Zaytsev o non Zaytsev), anche se a nessuno può essere precluso il sogno di un altro colpaccio come quello dell’ultimo Europeo, pensando al futuro questa Italia della pallavolo non può crogiolarsi nel dolore.
Se in passato c’è stato un dopo Zorzi (e Velasco rammenta sempre che a Rio1990 la riserva dell’opposto di origini venete non c’era), poi in una carrellata di ricordi tra i più si ricordano i nomi di gente come Giani, Sartoretti e Fei, prima dello “Zar”, il movimento non può non tradurre la gioia per la pioggia di medaglie degli azzurrini celebrata giusto una settimana fa dopo l’ennesimo oro continentale, con i posti 2 di quelle squadre che aprono a ipotesi tecnico/tattiche già apprezzate anche nei club.
L’Under22 ha vinto l’Europeo con lo schiacciatore ricevitore Tommaso Rinaldi schierato nel ruolo di opposto (al posto di Andrea Schiro colpito da covid durante la rassegna), l’Under20 con un altro figlio d’arte Alessandro Bovolenta, l’Under18 con Tommaso Barotto, senza dimenticare che solo lo scorso autunno l’Under21 ha vinto il titolo mondiale con Tommaso Stefani, poi titolare in Superlega con la maglia della Prisma Taranto. Mentre a Trento si è giocato una stagione intera con Lavia in diagonale al palleggiatore.

Tra i tanti c’è chi scommette sul giovane Bovolenta che la scorsa settimana ha vinto anche gli EYOF. Figlio dello scomparso centrale Vigor, a metà settembre giocherà in Abruzzo, dal 17 al 25, l’Europeo Under20. “Vincere l’EYOF è stato un momento molto importante per la mia carriera – ha ammesso Bovolenta – e per quella che sarà poi la mia e la nostra strada sportiva e pallavolistica. L’Europeo sarà un’altra sfida molto grande che vogliamo affrontare con forza ma con la consapevolezza che ci deriva dal successo in Slovacchia. Questo è un gruppo dalle grandissime potenzialità”.
Buon sangue non mente.

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