Mondiale 2022 F.: Italia, attenta alle magie di Zè Roberto

Il Ct verdeoro ha vinto tre Olimpiadi con il Brasile maschile (1) e femminile (2). Sa leggere le gare e cambiare volto alla squadra in corsa

Scritto da Luca Muzzioli  | 

APELDOORN (Olanda) - Attenta Italia, alla guida del Brasile (questa sera la semifinale, ore 20 con diretta su Rai 3 e Sky Sport Arena) c'è una vecchia volpe, il tecnico José Roberto Guimarães, per tutti Zé Roberto

68 anni, ma non li dimostra come si è visto dopo il quarto di finale contro il Giappone terminato dopo cinque set da paura con l'allenatore verdeoro a saltare di gioia come un ragazzino a bordo campo, Zé Roberto è un fine conoscitore della pallavolo, anche italiana. 
Ex  palleggiatore a Belluno nei primi anni '80 e poi allenatore della Scavolini Pesaro per tre stagioni culminate con due scudetti in A1 femminile, da allenatore si è subito dimostrato un vincente, guidando sia gli uomini che le donne. 
 

José Roberto Guimarães, per tutti Zé Roberto, CT del Brasile

Quando il "Dream Team" di Velasco, ahi noi affondava nei quarti di finale di Barcellona '92, lui portava il Brasile maschile all'oro. Poi con le donne ha centrato altri due ori a Pechino e Londra, quindi l'argento a Tokyo2020, dimostrando di non essere pronto per il ruolo di "umarel". 

E' persona mentalmente vivace, capace, come ha fatto contro il Giappone nel quarto di finale di leggere la partita anche in corsa e correggersi. Dal baratro dello 0-2 al successo al tie break c'è tanto del suo: ha rivoluzionato la squadra facendo cambi che si sono rivelati vincenti inserendo l'ex Novara (ora a Busto) Rosamaria e l'opposta Lorenne a cambiare l'inerzia della gara in attacco. 

Per questo, l'esperienza fatta dalle azzurre nel proprio quarto di finale contro la Cina, con il calo nel 3° set dove la formazione asiatica ha mutato anch'essa volto con cambio di regista e centrale e anche rotazione in campo, servirà di lezione. In più, come stimolo, c'è il precedente della fase a gironi, la sconfitta per 2-3 con le sudamericane (15-17 al tie break), sino ad ora l'unica macchia azzurra in questo cammino fatto di nove vittorie e un solo passo falso. In quella gara Egonu ha messo a segno 37 punti, ma non sono bastati a dimostrazione - per smentire le polemiche create ad arte sui social dai fans brasiliani - di una Italia non dipendente solo dalla sua opposta. Senza le difese di De Gennaro, l'equilibrio portato da Bosetti, gli attacchi di Sylla, muri e attacchi delle centrali non è Italia. 

Lo sanno anche le brasiliane che temono le azzurre e che non hanno mai vinto il mondiale. Orro e compagne, questa sera, cercheranno di evitare che le verdeoro inizino ora. 



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