Fipav Tre.Uno: Dopo l'oro mondiale, Diego Flisi è tornato nella sua Aurora & Vittorio

Diego Flisi al ritorno nell'Aurora & Vittorio Veneto Volley:

TREVISO - Poco più di dieci giorni fa ha festeggiato la medaglia d’oro mondiale da secondo allenatore della Serbia, al fianco di Daniele Santarelli, oggi è tornato nelle palestre di Pianzano e dintorni, dove da qualche stagione allena e coordina l’attività tecnica dell'Aurora & Vittorio Veneto Volley: Diego Flisi, allenatore classe 1979, veronese d’origine ma trevigiano d’adozione, ha vissuto un sogno che pochi italiani possono raccontare.

Arrivato nella Marca nel 2012, come secondo allenatore della neonata Imoco Volley, Diego ci è rimasto per due stagioni, per poi passare al Beng Rovigo (A2 Femminile) e poi al maschile nel Verona, dove da primo allenatore ha ottenuto una promozione in serie B e ha fatto anche parte dello staff di Andrea Giani nella squadra di Superlega. Da lì il ritorno nel trevigiano, dove ha sposato il progetto dell’Aurora & Vittorio, dedicandosi principalmente al giovanile e divenendo direttore tecnico della società. L’avventura con la Serbia nasce da lontano: “Nel 2013, mentre ero all’Imoco, ho conosciuto Daniele Santarelli, che veniva spesso in palestra ad assistere agli allenamenti dell’allora fidanzata Moki De Gennaro. Le occasioni di confronto non sono mancate e abbiamo mantenuto i rapporti negli anni, fino a quando, nel 2018, mi ha proposto di fargli da secondo nella Nazionale croata. Ho accettato immediatamente e naturalmente, quando mi ha chiesto di seguirlo anche in Serbia, non ho esitato”.

Per lui un “battesimo” speciale con la Nazionale serba, visto che si è recato in Serbia da solo a maggio, appena caduta l’ultima palla della sua promozione in serie D maschile: “Sono stato il primo dello staff italiano di Santarelli ad andare lì, visto che loro erano ancora impegnati con le finali di Champions League (Andrea Zotta e Marco Greco fanno parte sia dello staff Imoco che di quello della Serbia, assistente e scoutman, ndr). Quindi mi sono trovato a fare l’head coach per circa due settimane in una squadra di livello senior, senza sapere la lingua e con un gruppo molto allargato, visto che dovevamo fare anche un po’ di selezione inizialmente. È stata davvero un’esperienza formativa e devo dire che ho trovato una disponibilità incredibile, da parte di tutti: dirigenti, staff, atlete”.

Diego Flisi con la moglie Michela e la coppa del Mondiale vinto con la Serbia 

La vittoria del Mondiale è una bella conferma quattro anni dopo la vittoria del titolo 2018, nonostante, sulla carta, il livello della squadra sembrasse leggermente sceso: “C’è stato un po’ di rinnovamento, ma la dedizione delle atlete ha compensato, senza dubbio”. D’altra parte, se un paese relativamente piccolo come la Serbia domina nel mondo dello sport un motivo ci sarà: “Non c’è una parola per spiegare il loro modo di fare nello sport. Durante un ritiro pre-mondiale io e Santarelli siamo stati intervistati separatamente e, senza esserci messi d’accordo o confrontati prima, abbiamo detto le stesse cose su ciò che avevamo trovato in Serbia: sono dediti, rispettosi dei ruoli e non si tirano mai indietro. In questa mia relativamente breve esperienza in Serbia non ho mai visto comportamenti sopra le righe, tutti hanno lavorato a testa bassa verso l’obiettivo senza mai mettere in discussione ciò che veniva proposto. Non è assolutamente scontato”. Avere in squadra Tijana Boškovic, MVP del mondiale, ha aiutato: “Una bellissima scoperta sotto l’aspetto umano, una grande giocatrice e una gran persona, umile e sempre pronta ad aiutare”.

Adesso all’Aurora, oltre alla direzione tecnica, lo aspettano una squadra maschile e una femminile: “Qui ho sempre allenato sia il maschile che il femminile, d’altra parte in carriera mi sono sempre dedicato a entrambi i settori. Quest’anno alleno la serie D femminile e un’U13 maschile. Un bel cambiamento nel maschile visto che l’anno scorso ho ottenuto la promozione in serie D con un’U19. Vedremo come andrà con le nuove leve”. Sempre con Michela, sua moglie, al suo fianco: “Si è fatta 14 ore di auto per venire a vedere la finale. È stato ancora più bello con lei vicino”.



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