Perugia: Travica su instagram. "Chi sbaglia e nemmeno chiede scusa deve pagare"

Scritto da Redazione Volleyball.it  | 
PERUGIA - Dopo l'archiviazione della Procura Federale in merito alla vicenda delle accuse di Yoandy Leal verso Dragan Travica, accuse di razzismo rivelatesi senza alcun fondamento anche per gli organi giudicanti federali, l'ormai ex palleggiatore della Sir (la prossima stagione andrà in Grecia, all'Olimpiacos di coach Giulani) ha voluto dire la sua con un post instagram con un hashtag che può essere giusto titolo di tutta questa vicenda #chisbagliaenemmenochiedescusadevepagare.
Il riferimento ai post di Earvin Ngapeth pubblicati e poi cancellati per i quali a Travica non è mai arrivato un cenno di scuse è evidente.

di Dragan Travica
Poco dopo la fine del campionato è stata aperta un’indagine disciplinare nei miei confronti dalla Procura Federale Fipav. La dichiarazione di Leal, in sede di audizioni innanzi alla Corte Sportiva d’Appello per la riduzione della squalifica inflitta dal giudice sportivo dopo l’episodio del calcio alla fine di Gara 1 di semifinale Scudetto, diceva che al momento del saluto mi sarei coperto la bocca e senza farmi vedere e sentire da nessuno lo avrei insultato a sfondo razziale. I documenti che proprio l’accusa ha portato alla Procura Federale dimostrano in modo evidente che niente di tutto ciò è mai accaduto. Quelle immagini sono visibili a tutti, e sono talmente chiare che la sostanza nella memoria scritta dall’accusa di Leal mi ha fatto anche scappare una risata. Meglio così.
Infatti il Procuratore Federale, dopo avermi interrogato e dopo aver visionato tutti i documenti del caso, ha archiviato il procedimento in conferma del fatto che le accuse non avevano nessun fondamento.
Sono contento perché giustamente la Procura Federale ha dimostrato di volerci vedere chiaro in questioni razziali, che nulla devono avere a che fare con lo sport.
Ora io continuerò ad andare avanti per la mia strada come già stavo facendo prima di questa indagine disciplinare, con una prova in più, che dimostra quello che ho sempre detto, cioè che dalla mia bocca non sono mai usciti insulti a sfondo razziale nei confronti di Leal. Continuerò a lottare contro chi mi ha accusato pubblicamente e ingiustamente di questo.


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