Le pagelle ai Mondiali. Dal 10 a De Giorgi e Giannelli al 10 e lode al movimento Italia. 4 a formula iridata e SMM

Blog Comunichescion, di Luca Muzzioli. I voti al campionato del mondo di pallavolo maschile

Scritto da Luca Muzzioli  | 

Che mondiale! Chi l'avrebbe mai detto? Probabilmente nessuno, almeno all'inizio. Le incognite erano tante, gli avversari accreditati al successo finale altrettanti. Eppure alla fine hanno festeggiato Simone Giannelli e gli azzurri.
Uno spettacolo. Italia campione del Mondo non è solo un titolo, è l'esaltazione di un movimento, di un sistema che funziona e che ci sta abituando bene, benissimo, forse troppo, basta guardare l'elenco di successi delle nostre nazionali quest'anno, la bellezza dei campionati, la vivacità della pallavolo in Italia.

De Giorgi e Manfredi, la pallavolo pugliese campione del Mondo

VOTO 10 - Ferdinando De Giorgi. La pacatezza nella conduzione della squadra, il suo avvicinarsi per approccio e atteggiamento sempre positivo ad una generazione lontana dalla sua, la semplicità nel festeggiare un traguardo che meriterebbe balli notturni nella piazza centrale di Katowice, fanno di questa persona il condottiero la persona giusta al momento giusto. La guida perfetta per questa transizione, immediatamente vincente. Dalle due sberle (per noi naturali nel processo di crescita) con Francia e Polonia in VNL alle medesime gare del torneo mondiale si è vista la trasformazione che ha saputo imprimere con il lavoro nell'ultimo mese.  E' il suo gruppo, scelte azzeccate.

 Simone Giannelli, letteralmente il migliore

VOTO 10 - Simone Giannelli. Più del gioco di una intensità e lucidità disarmante e di una finale da numero uno del mondo nel ruolo per lo sviluppo del gioco, Simone ci ha fatto capire quanto fosse concentrato, determinato e, soprattutto sereno, nel momento in cui la Polonia ha cercato per un solo attimo di mandare la finale nel tunnel di una sfida verbale che poteva rimetterla in corsa distraendo gli azzurri dal gioco. Quando Fornal, il platinato posto 4 subentrato al Sliwka, ha urlato in faccia al nostro regista senza girarsi la panchina azzurra, come un sol uomo, si è alzata per replicare. Non lui, Simone il Tranquillo, diventato aggressivo proprio verso i suoi, rintuzzandoli in panchina e "ordinando" loro di non abboccare, di restate nell'alveo di una gara fatta di sola tecnica e tattica. Il corso dell'acqua andava nella direzione giusta, inutile deviarlo. A 26 anni ha dimostrato una innata maturità da leader. Ce l'abbiano noi, Giannelli ce l'abbiamo noi.

Voto 9,5 - Fabio Balaso. Gli anni azzurri alle spalle di Colaci sono stati un'ottima palestra per questo "piccolo" camposampierese. Per parlare solo della finale ha letteralmente arginato l'attacco della Polonia. E così nelle altre partite chiave. Un senso della posizione e una capacità di reazione eccezionale. Il miglior difensore del mondiale, senza se e senza ma. Che spettacolo.

Voto 9 - Daniele Lavia. Il Danielone nazionale. Quello che magari noti poco ma fa legna più di ogni altro. Uno che per un anno ha giocato fuori ruolo nel club, poi in nazionale torna a ricevere con naturalezza. Fondamentale nel successo azzurro, quasi senza  farsi notare. Anche dagli avversari che l'hanno visto passare fino a rimanere tramortiti. Un eroe di questo gruppo silenzioso, ma determinante. Il classico bravo ragazzo della porta accanto.

Voto 8,5 - Alessandro Michieletto. Un mezzo voto in meno rispetto al compagno di reparto perché è talmente onesto che è stato lui stesso a dirci che avrebbe voluto giocare meglio questo torneo, e allora sperando che il suo torneo da 10 arrivi tra due anni, stiamo al gioco con lui. Un mezzo voto in meno perché sappiamo che poteva dare di più, ma anche il suo, a tratti, è stato un Mondiale da 10. "El muchaco che attacca bien"  è il presente e futuro azzurro. Certi suoi palloni coraggiosi sono il frutto della naturalezza con cui vive la pallavolo. Sotto l'aspetto tecnico che agonistico. Avercene.

Papà, marito, nipote. Il cuore di Simone Anzani nel Mondiale dell'Italia

Voto 9 - Simone Anzani. Idee chiare sul percorso azzurro, cuore grande. E' un naturale capitano silenzioso del gruppo. Ha giocato con una duplice spinta personale per il dolore della scomparsa di uno zio e per il sacrificio della lontananza dalla sua famiglia da poco arricchitasi dell'arrivo della piccola e sorridente Viola. Oltre agli aspetti umani in campo si è fatto sentire, tanto e bene. Anche in finale: nei momenti giusti.

Voto 8 - Gianluca Galassi. - Si porta a casa il titolo mondiale e uno dei due premi di miglior centrale del torneo. Fondamentale per lunghi tratti della rassegna, piace vedere come questo uomo mite in campo sappia trasformarsi. 12 muri in tutto il torneo, alcuni davvero chiave per il cammino azzurro.

 Yuri Romanò, opposto della nazionale azzurra campione del Mondo

Voto 9+ - Yuri Romanò. Merita un voto altissimo perché oltre a non aver fatto rimpiangere nessuno nel ruolo, dimostrando che Fefé ha fatto le scelte giuste per questa nazionale e per il suo futuro, ha giocato il mondiale con una scimmia pesante sulla spalla. Lui però l'ha giocato da protagonista, perfetto protagonista in una architettura di squadra perfetta per questi ragazzi capaci di aiutarsi quando il compagno va in affanno. Dopo una stagione di club martoriata da problemi fisici nel cammino in nazionale ha potuto finalmente esprimersi.

Gli altri campioni del Mondo - voto 8 - Chi più chi meno sono entrati nella storia del torneo. Che abbiano giocato un set o anche solo poche battute sono parte integrante e vera della squadra che questo mondiale ha vinto. Perché giocare più o meno conta poco, conta l'equilibrio del gruppo, conta il valore del lavoro che si fa in palestra, in 14. Conta la sicurezza che si trasmette ai compagni in campo con la propria presenza e quella parola in più detta al compagno di reparto nei time out  per dare una indicazione. Conta sapere che il nome davanti conta più di quello dietro che che per quel nome si è lavorato due estati insieme. In armonia.

Lo sport e la FIVB che impone teste di serie per la seconda fase, penalizzando il risultato

La formula del Mondiale - Voto 4. Quando in appena 7 partite alcune squadre devono giocare contro avversari già incontrati nella fase a gironi, quando la formula è così poco chiara che alcuni allenatori hanno iniziato il torneo senza aver le idee chiare sullo svolgimento, quando un Mondiale - non il circo della VNL - assegna teste di serie nella seconda fase penalizzando il merito sportivo dei risultati della prima fase... beh qui cara FIVB o Volleyball World (ma chi comanda a Losanna?) un bel ripassino sui fondamentali che dovrebbero governare lo sport è d'obbligo perché avete perso di vista il senso del gioco.

Biglietteria - voto 4. Palasport semivuoti quando non gioca la squadra di casa, cammino della propria formazione indefinibili fino all'ultima palla giocata da tutte le squadre del torneo... Biglietti venduti per giornata e acquistati in massa dai soli tifosi delle squadre di casa, assenti però quando la loro squadra non gioca.
Chissà se - gare della Polonia e Slovenia a parte - a Volleyball World è piaciuto questo Mondiale nel deserto.

Tifosi polacchi - voto 10. Italia campione del Mondo nella Spodek Arena tutta esaurita. Una marea biancorossa che dopo il terzo set ha abbassato i decibel tanto che in un pertugio, in alto, posti lontani dal campo, un manipolo di italiani che il Dio del volley ha premiato con i pochi biglietti a disposizione per chi non fosse polacco, è riuscito a far sentire la propria voce.
Resta l'ammirazione per la passione della Polonia per questo sport. L'inno nazionale a cappella, la presenza al palazzetto e il tifo continuo per la propria squadra anche alla fine, a sconfitta maturata, non è da tutti.

Movimento ITALIA - voto 10 e Lode. "Non abbiamo giocatori, non abbiamo giovani, non, non, non..." era il mantra pessimista di qualche anno fa. Oggi abbiamo una squadra di giovani Campione del Mondo e tutte le giovanili campioni d'Europa (Matteo Battocchio, manchi solo tu e la tua Under20. Coraggio!). Giovani che da qualche parte, da qualche palestra, da qualche intuizione e tanto lavoro sono sbocciati. Fatico a non unificare in questo tutto il movimento. Dalla Fipav che investe nel lavoro dei team azzurri da anni, ai club di Superlega che plasmano molti di questi atleti grazie a settori giovanili di alta specializzazione. E' un movimento tutto. Si merita un bel 10 e lode anche se magari, ogni tanto, recita la parte del litigio. Ma sempre per confronto serrato e spinto dalla stessa passione.

Televisione, voto 10 - Rai e Sky hanno dato una visibilità a questo Mondiale che va solo applaudita e apprezzata. Con o senza volume alzato, fate voi, sono gusti, ma la possibilità di vedere tra diverse piattaforme tutta la rassegna iridata è un risultato senza precedenti. Chi critica la moltitudine di ore di trasmissione lo fa è solo per una abitudine che non va mai fuori moda, ma solo per quello.

 Il capitano della Nazionale azzurra e il "capitano" della Repubblica Sergio Mattarella
  1. Voto Non hanno un amico - La nazionale azzurra ricevuta dal Presidente della Repubblica e dal Presidente del Consiglio è una conquista del nostro sport, un riconoscimento delle più alte istituzioni dello Stato. Non vederci questo, ma invasione della politica, è solo ignoranza istituzionale.
  2. Voto Non hanno un amico - Un anno fa la foto di Podrascanin in maglia blu per celebrare il titolo Europeo, quest'anno la foto del podio Europeo 2021 per l'apertura sul titolo Mondiale. Al Corriere dello Sport non hanno un redattore dedicato al volley. E si vede...

Social Media Manager - Voto n.p. - Nel bel mezzo del Mondiale, quello che nell'ultimo decennio è stato l'uomo immagine della nazionale rilascia una intervista ad un quotidiano locale per riparlare della sua esclusione evidenziando che comunque tifa azzurro. Dopo il titolo iridato, sui social (tra i più attivi del pianeta pallavolistico) dell'opposto noto ai più per quelle cinque battute della semifinale di Rio, cala il silenzio. A questo punto vogliamo credere che l'uomo con il maggior engagement sottorete abbia scelto la via privata per le congratulazioni al gruppo. Via analogica, ma sempre apprezzata. Al suo ufficio comunicazione però una bella tirata d'orecchie è d'uopo. Per l'intervista durante, per il silenzio poi.

L'accredito "Mondiale". Katowice, altra tappa vincente di Volleyball.it

 



Newsletter Volleyball.it - Iscriviti / Subscribe

* indicates required

Volleyball.it will use the information you provide on this form to be in touch with you and to provide updates and marketing. Please let us know all the ways you would like to hear from us:

You can change your mind at any time by clicking the unsubscribe link in the footer of any email you receive from us, or by contacting us at [email protected] We will treat your information with respect. For more information about our privacy practices please visit our website. By clicking below, you agree that we may process your information in accordance with these terms.

We use Mailchimp as our marketing platform. By clicking below to subscribe, you acknowledge that your information will be transferred to Mailchimp for processing. Learn more about Mailchimp's privacy practices here.


💬 Commenti