Mondiali 2022: Giani un torneo da protagonista. "Accenderò la Francia. Gli azzurri? Giovani, ma arriveranno"

Scritto da Luca Muzzioli  | 
LUBIANA - Se l'Italia punta a giocare una buona pallavolo e imboccando quella strada quello che verrà sarà un'altra tappa del processo di crescita di un gruppo giovane che guarda lontano, per la Francia campione olimpica da oggi si apre invece un Mondiale diverso, con la consapevolezza di aver le carte in regola per una vittoria storica. Dopo l'oro ai Giochi di Tokyo la panchina è passata nelle mani di Andrea Giani, uno della Generazione di Fenomeni, e il mix è stato subito esplosivo con la vittoria della Volleyball Nations League 2022.
474 maglie azzurre, tre ori mondiali sul petto e una bacheca che scoppia di gloria, Giani, ex canottiere di Sabaudia, è pronto per guidare i transalpini alla rassegna iridata. Oggi il debutto contro la Germania (ore 17.30 su Raisport e SkySport Arena), una delle due nazionali (l'altra è la Slovenia) di cui è ex ct.
Inizia il Mondiale, ma il dolce sapore della VNL si avverte ancora?
“Certo, siamo contenti per la vittoria di Bologna. E' stato un successo importante, per come l'abbiamo ottenuto, per come ci siamo costruiti il percorso durante il torneo, con l’utilizzo di ben 18 giocatori. Una vittoria del gruppo che ha aiutato molto nella costruzione del risultato".
Spesso racconta che questo della Francia è un insieme di ragazzi particolare.
"Sì, sono curiosi, partecipano attivamente alla vita della squadra, andando oltre al rapporto professionale con me. Ci si confronta sulle idee che abbiamo per sviluppare il gioco. Conoscere questo loro aspetto è stata una piacevole sorpresa".
Un anno fa dopo i Giochi vinti la Francia all'Europeo ha accusato un calo. La recente vittoria in VNL darà spinte positive o c'è il rischio di ripetersi?
"Questa è una squadra che nella sua recente storia dopo un torneo buono ne vive uno così, così. Ne ho parlato con i ragazzi e siamo d'accordo nel volerci metterci tutti a disposizione per vivere un torneo che possa portarci a giocare per vincere. Il potenziale di squadra ce l’abbiamo. Abbiamo lavorato bene, ma la questione è voler ottenere certi risultati".
E' un torneo velocissimo. In 7 gare si arriva in finale, mai visto vero?
"Sì, è un Mondiale atipico. Bisogna arrivarci subito in palla. Le prime partite sono importanti per la classifica del girone e per come ci si qualifica agli Ottavi. E quella sarà una partita a rischio perché si possono incontrare anche squadre di prima fascia".
Alla guida di Germania e Slovenia ha raggiunto risultati importanti, due argenti europei. Che differenze riscontra con la guida di una squadra campione olimpica?
"Il tipo di giocatori che vi sono nella Francia determina quello che si può fare. Questa è una squadra strutturata per arrivare in fondo ai tornei. Se formazioni come Slovenia e Germania dovevano giocare al 110% per oltrepassare una certa fascia di squadre, con questi ragazzi già giocando all’80% si hanno garantite le vittorie che servono ad accedere ai turni successivi. C'è tanto margine e questo consente di non dover essere sempre necessariamente al top fisicamente".
Tre titoli mondiali da giocatore, ora la Francia da allenatore. Ci sono similitudini tra questa formazione e quelle azzurre della Generazione dei Fenomeni?
"No, questa è una squadra che gioca com modulo e stile differente. Una squadra estremamente agonista, capace di accendersi e godere per le cose che sa fare bene. Quando fanno punto con mani fuori o pallonetto esultano e gioiscono come se avessero schiacciato nei tre metri con il pallone che tocca il soffitto. Si divertono".
A proposito di divertimento, non ha lasciato indifferenti l'ingresso in campo alla Finale di VNL con la squadra che aveva i caschi da football americano con annessa simulazione di un touchdown. Ma i caschi chi li aveva forniti?
"Ad ogni gara hanno sempre studiato ingressi particolari e spettacolari. Sono davvero molto creativi. In quella occasione i caschi da football americano ce li ha dati la squadra di football americano di Modena".
In questa rassegna c'è anche la "sua" Italia in corsa. Quei ragazzi li conosce tutti, che possibilità hanno gli azzurri?
"E’ una squadra molto competitiva. Non dobbiamo però dimenticare che ha giocatori giovani nei ruoli chiave che hanno passato una fase dove hanno spinto, sono cresciuti e hanno vinto, ma a quel momento ne segue sempre uno dove sembra che si sia fatto un passo indietro. Tranquilli è normale, percorsi senza inciampi non esistono. Questa Italia arriverà".

 


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