VNL: Italia, va' dove ti porta il centro... La distribuzione di Giannelli non dimentica mai i posti 3

BOLOGNA - L’Italia si prepara ad affrontare le Finals di VNL dopo un bel girone eliminatorio, superato brillantemente con un gioco che è apparso migliorare di partita in partita.
Addentriamoci maggiormente nella fase sideout (il vecchio cambiopalla) e scopriamo che il buon Giannelli ha tessuto una trama di distribuzione molto interessante….

Il pericolo (per gli altri) corre per vie centrali
– A dispetto del fatturato dei giocatori laterali (opposto e schiacciatori), numericamente più alto, sono i centrali ad essere stati chiamati maggiormente in causa dal regista italiano. Chiaramente in una gara gli attaccanti laterali attaccano più di tutti perché molte alzate sono "obbligate" verso di loro, cioè quando la palla è molto staccata da rete (per ricezione in difficoltà o dopo difesa di attacchi forti). I centrali quindi hanno meno possibilità di attaccare, vincolati come sono da un primo tocco che deve risultare “positivo”, cioè vicino alla rete o comunque non troppo lontano.
Giannelli ha optato per coinvolgere il più possibile i suoi centrali nelle occasioni in cui è possibile. Infatti guardando le statistiche il palleggiatore azzurro, sulla totalità delle ricezioni cosiddette positive, ha scelto di servire i centrali il 28% delle volte. Ha palleggiato agli schiacciatori in zona 4 invece il 26% del totale, dietro (tra prima e seconda linea) ancora il 26%. Se aggiungiamo che un ulteriore 14% è destinato alla pipe, possiamo veramente affermare che quando l’Italia riceve positivamente, la combinazione primi tempi e pipe è quella dominante. Scelte di Giannelli premiata, visto che sono i due tipi di attacchi con la più alta efficienza.

[caption id="attachment_399226" align="aligncenter" width="1968"] La distribuzione di Giannelli con rice positiva[/caption]

E quando la rice si stacca…i centrali non spariscono - La forza dell’attacco dopo ricezione dell’Italia odierna risiede molto anche nello sviluppo del gioco di Giannelli anche quando la ricezione non è positiva, bensì la cosiddetta "esclamativa", cioè quella zona che possiamo identificare circa a cavallo della linea dei tre metri. Lontano da rete quindi, ma non abbastanza da impedire al regista azzurro di appoggiarsi anche sui centrali. E’ ovviamente un’alzata con coefficiente di difficoltà elevato, ma la percentuale con cui Giannelli alza ai centrali si attesta al 22%, una buona fetta della distribuzione considerando la qualità della ricezione. La strategia quindi è quella di coinvolgere comunque i centrali anche a costo di forzare qualche alzata (anche se l’efficienza rimane alta) per costringere il muro avversario comunque a rimanere attenti a Galassi e soci. In questa situazione di ricezione ad essere serviti maggiormente sono gli schiacciatori (40%) per passare al 26% degli opposti. Sparisce quasi del tutto la pipe (7%), ma è normale, perché con la ricezione esclamativa la combinazione con la pipe è molto complicata per una questione di tempi e traiettorie.

Una curiosità – Altra cosa che emerge dallo studio delle statistiche della prima fase è la risposta a una delle domande classiche quando si parla del ruolo del palleggiatore. Ma Giannelli,  se un attaccante commette un errore o subisce una murata viene servito subito nell’azione successiva, è uno che ripete?
I numeri ci dicono che con alcuni Giannelli ripete 1 volta su 3, con altri invece preferisce non servirli immediatamente. L’unico a cui non è stato mai affidato l’attacco successivo a un proprio errore è stato Recine (zero volte su 6). Anche Bottolo in questa statistica è in fondo (1 volta su 11), mentre con Galassi, Michieletto, Lavia e Romanò la percentuale arriva mediamente intorno al 30% delle occasioni. La statistica però non riporta su quale tipo di pallone viene commesso l’errore o subito il muro. Perché un conto è che l’attaccante abbia sbagliato un attacco dopo ricezione, un altro è averlo fatto ad esempio su un contrattacco. Quindi la ripetizione da parte di Giannelli può essere che cambi anche a seconda di questo parametro da non sottovalutare, perché comunque l’attacco successivo avverrà dopo una ricezione.



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