Il caso Modena Volley e le domande a Vinci, senza risposta...

Scritto da Luca Muzzioli  | 
LE MIE DOMANDE A GIUSEPPE VINCI
1) Come è nato L’aggancio tra Modena Volley-Catia Pedrini e Giuseppe Vinci. Chi ha cercato chi e perché?
2) In che tempi si è manifestata la trattativa, quando è iniziata e quando si è interrotta?
3) Perché Vinci è andato e tornato a Modena, dagli States, in due occasioni, la seconda volta è stato richiamato dalla società dopo un primo stop delle trattative?
4) Il giorno in cui è saltata la possibilità di acquisto del club cosa ha fatto cambiare idea a Vinci che era tornato in Italia per chiudere la trattativa?
5) A Modena - tra le righe - si fa un gran parlare di una trattativa che in realtà non ha mai visto Vinci mettere nero su bianco una offerta concreta. E' vero? Quanto aveva offerto e quando avevo aveva fatto la sua offerta Giuseppe Vinci?
6) Quali documenti non gli sono stati consegnati per le valutazioni del caso per l’acquisto di una società di cui è lecito aspettarsi, rispettando i patti di riservatezza (che a Modena hanno sempre vita breve), di poter leggere tutti i bilanci e i documenti più intimi del club?
7) Che cosa hanno chiesto Catia Pedrini prima e Giulia Gabana poi a Giuseppe Vinci?
8) E' lo stato finanziario del club ad aver spaventato Vinci?
9) Vinci si è reso conto che l'operazione era più grande di lui?

LATI OSCURI - Ci sono aspetti della trattativa di Giuseppe Vinci con i vertici di Modena Volley che a tutt’oggi risultano inspiegabili.
Non li illustra nemmeno l’intervista "esclusiva" rilasciata dall'imprenditore/manager a un sito nazionale che con la pallavolo ha poca quotidianità. Scelta irrituale, l’esclusiva, per un articolo con ben poca sostanza che peraltro non pone reali domande e non approfondisce la vicenda.
Dico la verità, come i miei colleghi, avrei voluto intervistare Giuseppe Vinci che ho seguito (inseguito) con costanza durante i due mesi della trattativa, ma alla fine, l'ex scout azzurro che con una idea vincente ha fatto fortuna in America, ha ceduto il passo lasciando al pubblico solo le "verità" di parte, la parte modenese. Che a dire il vero, patti di riservatezza o meno, non gli ha riservato carezze. Anzi, tutt'altro, la precedente proprietaria del club ha apertamente etichettato la trattativa come una "presa per il culo". La nuova ha parlato di proposte inconsistente e gli sguardi ed espressioni facciali nel corso della conferenza stampa di presentazione dicevano molto di più, in negativo, su Vinci.

FANFALUCHE O SOSTANZA? - Quelle in apertura erano le principali domande che avrei voluto porre a Giuseppe Vinci, anche per capire lo stato di salute di Modena Volley, una delle società che, a torto o a ragione, è uno dei club più rinomati del panorama pallavolistico nazionale. Detto che se lo vorrà, sono disponibile all'intervista, mi chiedo se Giuseppe Vinci resterà ancora ancorato alla sua idea di non voler aprire fronti polemici con le proprietà passata e presente, nonostante da Modena Giulia Gabana con mezze parole e sguardi e Catia Pedrini con post social molto duri lo abbiano sostanzialmente tacciato di essere uno che vendeva semplicemente aria fritta.

SOLITI SPIFFERI MODENESI - Un’ultima considerazione credo sia d’obbligo. Conosco Giuseppe Vinci da prima di Pechino 2008, ben prima delle olimpiadi per i suoi trascorsi operativi nel mondo della pallavolo.
Tralasciando la mia felicità per lui che da scout del volley ha fatto fortuna in America con una bella idea, un bel progetto, voglio evidenziare che il manager-imprenditore in due mesi non ha mai volutamente concedere nemmeno allusioni e mezze voci sulla questione perché a suo giusto dire vincolato dall'accordo di riservatezza con la parte modenese.
Eppure in questo lasso di tempo sono uscite tantissime indiscrezioni su questa trattativa tanto che in apertura della conferenza stampa di Modena Volley per presentare la nuova proprietà si è rimarcato di come si sia forse parlato anche troppo.
In realtà si sia parlato di questo caso solo perché voci e indiscrezioni sono uscite dalla città di Modena, quindi dalla società di Modena. Chi probabilmente con lo scopo di far saltare la trattativa eventualmente per garantirsi la conserva del proprio posto di lavoro che sarebbe potuta essere a rischio con l’arrivo di un nuovo proprietario, chi probabilmente per mettere pressioni a Vinci per  accelerare la stessa trattativa. Poi è andata come andata e vissero tutti felici e contenti.


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