Novara: Barbolini sul calendario. “Così non va. A1 a 14 squadre? C’è il rischio infortuni e di vincere con la sola forza della disperazione”

Massimo Barbolini
Massimo Barbolini

NOVARA – Questa sera l’Igor torna in campo per la prima delle semifinali della serie dei play off scudetto. Tre giorni dopo la gara 3 dei quarti al termine della quale Massimo Barbolini ha fatto il punto della situazione, non nascondendo un po’ di disappunto per il calendario nazionale e internazionale della pallavolo.

“C’è da essere contentissimi, bisogna dire brave a queste ragazze che hanno giocato la 5. partita in 12 giorni. Sono riuscite a tirare fuori tutto, non c’era più benzina non solo fisicamente ma anche di testa. Penso che questo sia un ritmo impossibile. Non ha senso. Lo dico adesso che abbiamo vinto, che abbiamo vinto la Coppa Italia, che ci siamo qualificate per la Champions League. Lo dico adesso perché prima poteva sembrare un alibi, ma non lo è. E’ un ritmo che non ha senso perché va a scapito dello spettacolo, si rischiano infortuni come successo con Sansonna (che infatti salterà gara 1 di semifinale e forse anche gara 2, ndr). Adesso ad andare al prossimo venerdì giocheremo 8 partite in 18 giorni, 1 partita ogni 54/56 ore. Non mi sembra abbia senso, non è una critica alla Lega intesa come critica ai vertici, so che si pensava anche ad un accorciamento, ma sono state la maggioranza delle società che hanno deciso di fare così, ma secondo me è sbagliato”.

“Ripeto, soprattutto va a scapito delle squadre di alto livello che prima o poi perderanno gare, si infortuneranno, arriveranno ai momenti clou senza giocatrici. Ora sento parlare di una A1 a 14 squadre per il prossimo anno, se si fa anche quella non è possibile. Certo anche quest’anno era a 13 squadre ma c’erano 2 turni di riposo. Le nostre nazionali hanno riposato 7 giorni… Pensare a 14 squadre con una stagione giocoforza brevissima poi non bisogna meravigliarsi se le giocatori si fanno male o le squadre che investono qualche milioni di euro perdono”.

“Lo ripeto lo dico perché abbiamo vinto, se avessimo perso non mi sarei mai sognato di farlo. Però visto che abbiamo vinto, visto che questo appello viene da un allenatore che con le proprie squadre sta facendo bene non vuole, essere un alibi”.

“Va bene tutto, sponsor, spettacolo ma rischiamo di perdere la peculiarità dello sport, e subire infortuni, poi le partite si vincono con la forza della disperazione. Gara 3 l’abbiamo vinta con la forza della disperazione. Né con la tecnica, né con il fisico. Bravissime le ragazze adesso si riparte con una serie lunga di 5 partite dove forse bisognerà iniziare a gestire le sostituzioni. Era importante non uscire subito dai play off, significava avere 40 giorni senza giocare prima di Berlino. Dobbiamo iniziare a tenere un occhio a preparazione e un occhio al riposo con attenzione all’appuntamento più importante, la finale di Champions appuntamento che non capita tutti gli anni. Il campionato non deve andare a scapito della finale di Champions”.

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