Novara: Caterina Bosetti… “La ferita aperta di Tokyo, il fascino della Champions… La distanza da Conegliano…”

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Caterina Bosetti

MODENA – Nel corso della puntata di martedì di Voglia di Volley, unico appuntamento quotidiano in streaming con la pallavolo, Caterina Bosetti, schiacciatrice dell’Igor Gorgonzola Novara vice campione d’Italia e azzurra si è raccontata nella stagione post cinque cerchi, alla vigilia dell’esordio in Champions League del club piemontese.

IL FASCINO DELLA CHAMPIONS – “C’è tanta voglia di iniziare questo percorso, la Champions è un trofeo prestigioso. C’è una bella atmosfera. Stiamo bene, stiamo lavorando. E’ avviato il processo per trovare il nostro gioco, il feeling. Anche se siamo rimaste in tante ragazze dello scorso anno, certi meccanismi vanno risistemati. Siamo work in progress, è l’inizio della stagione. Adesso inizia il bello. Stiamo lavorando tanto e bene. Un bel gruppo con tanta disponibilità in palestra, c’è davvero una bella atmosfera”

MAI UNA GIOIA – “Il nostro girone è uno dei più difficili, quando sono stati fatti i sorteggi ho pensato… ‘mai una gioia’… andiamo in Russia il 23 dicembre. La squadra turca è in crescita, oggi anno investe di più. La squadra ‘materasso’ – se la si può definire così – è quella Ceca, ma sono squadre che quando affronti in trasferta diventano difficili. E’ un’altra pallavolo… Poi la Dinano Mosca che ha recentemente ha cambiato allenatore e, come in tutte le volte che c’è un intervento del genere, arriverà una scossa”.

PREFERISCO LA CHAMPIONS – “Io preferisco la Champions League, è qualcosa di speciale. E’ una manifestazione a cui non giocano tutte le giocatrici del campionato, devi stare nei club che puntano in alto, c’è una aspettativa diversa ed è bello sentire le attese del club. Ci sono poi i riflettori puntati addosso da tutto il mondo. Nel campionato italiano ci sono gare che scivolano via… La Champions è bellissima, è un sogno vincerla. A me poi piace viaggiare piace questo modo di vedere la pallavolo, in Paesi diversi. E’ una cosa che fa anche molto squadra. Quando fai le trasferte di Champions si viaggia insieme, si vive insieme giorni anche in spogliatoio”.

IO E LA PALLAVOLO – “Mi sento di far bene, mi sento molto sicura, ho sicurezza. Sento di entrare in campo e giocare bene, perché faccio quello che amo, che mi diverte. Entro in campo libera mentalmente. Sicuramente nel fondamentale di seconda linea mi sento sicura al 100%, mentre sto ancora lavorando con la palleggiatrice, stiamo ricostruendo il feeling che abbiamo avuto a fine della scorsa stagione. Sono serena perché so che tornerà, siamo due giocatrici esperte”.

LE PRIORITA’ POST INFORTUNIO – “Ci ho lavorato molto su questo, c’è stato un lungo processo dopo l’infortunio quando vidi scapparmi tutto dalle mani. Prima vedevo la gara con l’ansia, non amavo i giudizi delle persone. Dopo l’infortunio ho fatto un grande lavoro su me stessa, aiutata e ora me la vivo in questo modo. Magari può sembrare che sia egoist… Ma dopo aver passato tante cose cambia la prospettiva”.

TOKYO, DELUSIONE ALLUCINANTE  – “Le Olimpiadi? Ne parlo sinceramente… E’ stata una delusione allucinante, una botta fortissima, e io personalmente come giocatrice, ma penso anche alle altre ragazze con me a Tokyo, parlando tra noi, la vivo come una cicatrice che fa fatica a rimarginarsi. Penso che ci vorrà tanto tempo e, forse, un riscatto olimpico, non basta un riscatto europeo. Anche se la vittoria dell’Europeo ha aiutato forse più esternamente il movimento, che non noi giocatrici interiormente. Perché l’Olimpiade è l’Olimpiade, ci avevamo puntato tutto. Tutte noi eravamo convinte di quello che potevamo fare. La delusione di aver deluso noi stesse è stato il colpo più grande, oltre all’aver deluso tutto il resto”.

NON PASSA – “Io personalmente ancora faccio fatica a mandarla giù anche perché ci avevo puntato tanto, anche se onestamente non sono del tutto insoddisfatta dell’olimpiade che ho giocato a livello personale. Penso di aver fatto una bella olimpiade, ma come tutte le altre ragazze mi aspettavo di tornare a casa con la medaglia al collo. Non lo nascondo, perché prima delle olimpiadi si parlava solo di quello. Io ne ho vissuta una a Londra, le altre l’hanno vissuta a Rio, ora l’abbiamo vissuta insieme a Tokyo, chissà che forse adesso che abbiamo un po’ di ferite e cicatrici addosso in comune… la prossima sarà la volta buona. Ci credo tantissimo. Per il gesto dell’Europeo (la sua maglia portata sul podio dalle compagne, ndr) confesso che piangevo e mi piangeva il cuore non essere lì con loro dopo aver lavorato, passato tutto quello che abbiano passato insieme… Ma forse è stato il destino. Sono molto serena”.

NOVARA – CONEGLIANO? “Su Novara lo scorso anno sul finale abbiamo espresso una pallavolo di altissimo livello, bellissima, che però è stata frutto di tantissimo lavoro in palestra. Adesso come adesso se rispondessi che siamo noi le più vicine a Conegliano direi una cavolata. Dobbiamo ancora lavorate tanto per arrivare al livello di una Imoco che va a memoria. Eravamo più vicino in Supercoppa, forse l’abbiamo più buttata via noi che vinta l’oro perché  a parte il 3° set dove c’è stato un black out nostro, nei restanti abbiamo sempre avuto una palla set. Dobbiamo lavorare sull’essere pronte e ciniche quando bisognerà esserlo. Forse fa parte dell’esperienza della squadra che va costruita. L’ultima gara di questo campionato ha invece detto che siamo anni luce da loro. Penso e sono sicura che una squadra come la nostra, un club come il nostro verra pronto al momento giusto. Più avanti in Coppa Italia e play off, come un anno fa. Sono fiduciosa perché la squadra ha una grande voglia di crescere. Come ho detto alle ragazze non si riparte dall’anno scorso, si riparte dall’inizio a lavorare tutti i giorni a sudare e trovare il gioco che ci permetterà di avversari sulla nostra strada” 

DOLCE KARAKURT  – “Karakurt? Ci aspettavamo tutte una ragazza diversa, pensando a quando si era visto nei video che la riguardavano, invece è semplicissima, pacata, tranquilla, trasparente e, a modo sua, buffa. Con noi si sta integrando benissimo. Qui il punto forte è lo spogliatoio, ci sono poche regole ma stiamo felici insieme. Lei è felice di stare qui in Italia”. 

ROSA SPONSOR – “I capelli di Ebrar? Un disastro… Io che sono quella attenta ai particolari della squadra, colore delle unghie, e altre aspetti simili… Ma il suo colore lo decide uno sponsor e lo dovrà portare per i prossimi tre/quattro mesi. Il problema è che dopo un lavaggio diventano giallognoli. Adesso la risistemiamo ad ogni partita”. 

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