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RIO DE JANEIRO – L’analisi di Italia – Brasile 0-3, finale olimpica, a cura di Ferdinando “Fefe” De Giorgi, allenatore campione di Polonia in carica con lo ZAKSA Kedzierzyn-Kozle, in collaborazione con AIAPAV, Associazione Italiana Allenatori Pallavolo.

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di Ferdinando De Giorgi

È stata una giornata lunghissima per tutti… Perché la vita è fatta di rari momenti d’intensità e molti intervalli, allora bisogna saperli vivere tutti e per tutto il tempo che durano. La bontà e l’orgoglio di questa squadra ci ha coinvolto tutti. Ci credevo, ci credevate anche voi, ma soprattutto ci credevano loro!

Ma niente, neanche stavolta. Vi confesso che prima di mettermi a scrivere questo commento ho aspettato un po’ di tempo per far sedimentare tutte le emozioni e le sensazioni che questa finale mi ha trasmesso.

Per primo bisogna riconoscere il valore del Brasile che ha giocato la sua migliore partita del torneo olimpico (e questo non è poco), ma anche in questa finale ho avuto l’impressione di una squadra con un’armonia inquieta, che poteva essere attaccabile sia sotto l’aspetto della tenuta mentale che quello tecnico.

Dall’altra parte noi forse non abbiamo fatto la partita migliore non tanto sotto l’aspetto caratteriale, siamo sempre rimasti attaccati al match, ma quello tecnico. Troppi errori e imprecisioni.

I loro migliori sono stati Bruno (le sue giocate hanno avuto audacia e fluidità) e Wallace (20 punti per questo opposto dalla mano cafona e dal salto lunare).

Dal punto di vista tecnico tattico i verdeoro hanno impostato la loro battuta per mettere in difficoltà soprattutto Lanza e questo ha pagato! E’ stata la prima partita nella quale siamo andati in grande difficoltà in questo fondamentale. Non solo imprecisioni generali, ma soprattutto ace. 8 nel totale, 5 solo nel primo set e poi quello di chiusura del secondo set. Nel rapporto di battuta e ricezione c’è stata la prima differenza tra noi e loro. Il Brasile ha poi vinto il primo set anche grazie a una serie di azioni tra muro e difesa di notevole fattura (Sergio, grande addio alla nazionale per lui, oro e MVP).

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Nel 2° set abbiamo un po’ aggiustato il tiro al servizio e siamo andati a braccetto fino al 21-20 e qui ad onore di cronaca bisogna dire che c’è stato un challenge “casalingo” che ci ha privato di un punto importante. Ma abbiamo avuto la possibilità di chiuderlo e non ci siamo riusciti. Ecco, io penso che ci sono dei momenti che possono cambiare il corso di una partita. Probabilmente questo lo era.

Nel terzo, altra battaglia nel quale si evidenziata però la differenza in attacco dei nostri centrali con quelli brasiliani… e anche l’utilizzo che ne hanno fatto i due palleggiatori Bruno anche con palle staccate da rete (Lucas) e noi quando Giannelli ci ha provato non abbiamo avuto grande efficacia… anzi.

A proposito di Giannelli, si credo che tutti abbiamo visto una sua prestazione al di sotto del suo standard. Ma posso dire che ringrazio Dio di aver fatto nascere questo atleta in Italia e mi convinco sempre di più che “sulla strada per eccellere non ci sono limiti di velocità”.

26-24 e questa soddisfazione dorata l’abbiamo lasciata agli uomini di un plurimedagliato Bernadinho!

Lo so lo sport è fatto di sogni, d’incubi e di risvegli, di soddisfazioni e di delusioni. Questo è il fascino, la bellezza che colpisce sia chi lo pratica sia chi lo guarda.

Penso che bisogna ringraziare questi ragazzi e lo staff per il torneo che hanno giocato, per la voglia di pallavolo che hanno stimolato, per l’orgoglio che hanno risvegliato in tutti noi. Hanno dato tutto con tutte le forze e con l’anima e questo nello sport equivale a vincere.

Vabbè restiamo cercatori d’oro e il sogno continua.

Infine vorrei ringraziare l’AIAPAV, VOLLEYBALL.IT e tutti i colleghi che con passione e competenza hanno accompagnato questo viaggio olimpico, ma soprattutto grazie a tutti coloro che hanno seguito con affetto la nostra squadra… È una notte d’argento… Non siamo arrivati sulla luna, ma abbiamo fatto un bel giro tra le stelle.

Con sentimento Fefè