Giannelli, schemi e scongiuri… – foto © Tarantini
RIO DE JANEIROSimone Giannelli ha dentro un piccolo computerino. Dopo aver chiuso il match con l’Iran, a chi gli chiedeva conto di “aver giocato poco al centro” in un lampo deve aver rivisto il film della gara. “No, non mi pare di aver giocato poco al centro. Palla ai centrali, palla in pipe. Ho tenuto il loro muro lì per poi aprire agli esterni… “.

Il giovane regista italiano, che da qualche giorno proprio qui ai Giochi è entrato nel mondo dei ventenni (“Sì, non sono più un ‘teen'” aveva detto con un sorriso il giorno del ventesimo compleanno, al termine della vittoria sugli Usa per 3-1) è pronto per la sfida più difficile, gli Stati Uniti, non prima di aver svelato che “ancora faccio fatica a crederci. Già venire ad una Olimpiade era cosa fantastica, ora si lotta per le medaglie. Però ora, visto che ci siamo, perché non possiamo continuare a sognare? Stiamo con i piedi per terra, sappiamo che le altre sono fortissime, sappiamo che gli Stati Uniti ci morderanno i polpacci, noi ce li faremo mordere ma andiamo avanti, vogliamo andare a prendere la finale”.

Un passo indietro, alla tensione avvertita nei Quarti di finale con l’Iran: “Siamo partiti con un po’ di tensione all’inizio. Partire con i favori del pronostico è complicato, ma ai vantaggi, nel primo set, siamo stati bravi. Anche a giocare senza farci condizionare quando loro erano in vantaggio. Dopo abbiamo giocato con maggior serenità e divertimento e la gara è andata in discesa”.

Ora gli Usa: “Gli USA nei Quarti hanno dato dimostrazione che sotto 12-18 da americani veri non regalano nulla e giocano ancora per vincere. Noi dobbiamo conquistarcela, gli Stati Uniti giocheranno a tutto fuoco, è una semifinale olimpica. Noi la vogliano e naturalmente anche loro. Tutti abbiamo lo stesso sogno, però non abbiamo paura e questo è la cosa più importante”.