Giappone di nuovo sul podio dopo 28 anni / foto Fivb
LONDRA – Come ovvio che sia i titoli sono tutti per il Brasile di Ze Roberto. Non c’è media che non ne esalti le gesta, dal Brasile agli Stati Uniti solamente complimenti per una squadra che dopo il primo set aveva in mano un opaco argento.

COMPLIMENTI PRESIDENZIALI – La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, non ha atteso molto prima di diramare un comunicato stampa pieno di complimenti e onori. “Le nostre giocatrici hanno dimostrato come l’impegno e la dedizione, anche nei momenti difficili, sono sempre ricompensati, permettendo poi di superare gli ostacoli e raggiungere obiettivi e sogni”. Romantica.

I DUBBI DI FABI – Il motore della ricezione del Brasile non sa se continuerà anche se… Lo afferma la stessa Fabi a The Associeted Press. A 32 anni, l’atleta non vuole pensarci: “Non so se è un addio, dovrò discuterlo con la mia squadra”. La rivedremo a Rio 2016? Stakanovista. 

Sheilla fa festa con le compagne verde-ORO / foto Fivb
KO MAL GIOCATO – Olhar Derecto gioca con le parole di un altro sport: “Se ci fosse il ko nel volley, la finale sarebbe durata 21 minuti”. La vittoria in finale per 3-1 (11-25, 25-17, 25-20, 25-17) ha dimostrato che gli Stati Uniti non sono imbattibili, che Hooker non è immarcabile e che le ragazze, per utilizzare le stesse parole del giornalista “non temono gli spauracchi”. Ma per il Brasile è tempo di gioire. Festa doppia per Sheilla, Fabiana, Fabi, Paula Pequeno, Thaisa e Jacqueline. Esordio fortunato per Dani Lins, Fernanda Garay, Fernandinha, Natalia, Tandara e Adenízia. Festa per Ze Roberto, o semplicemente Ze’. Il tre volte campione olimpico Ze’. Peppepeppepepé.

LACRIME AMARE E D’ADDIO – Per dirla con le stesse parole del Washington Post, “Il Brasile riduce gli USA fino alle lacrime”. In realtà piangono tutte. Da un parte del campo, quella verde-oro, sono lacrime di gioia, ma se si oltrepassa la rete le lacrime sono amare e difficili da fermare. In poco più di un’ora la possibilità di medaglia d’oro per gli States “è completamente evaporata”. Lacrime doppie per il capitano Berg che a fine partita dichiara – sempre al Washington Post: “Ho finito, questo è il mio addio. Ho dato il cuore e l’anima, e abbiamo raggiunto un risultato incredibile, più di quanto abbia mai immaginato. Non ho rimpianti”. E’ stato bello finché è durato.

Occhi rossi per Capitan Berg / foto Fivb
JAPANESE STYLE – Lo afferma Takeshita al The Japan Times al termine della partita: il match vinto contro la Corea del Sud è frutto del tipico stile di gioco giapponese. La squadra nipponica però entra nella storia, ed è forse la nota più rimarcabile dell’intero articolo. Si è aggiudicata il terzo gradino del podio, come a Los Angeles 1984. Memorabile.