MODENA – Riproponiamo una intervista rilasciata da Andrea Gardini Marco Ortolani sul settimanale romagnolo “Sport Ravenna” (sportravenna.it)

RAVENNA – Andrea Gardini, 41 anni appena compiuti e molto ben portati, è tornato nel “buen ritiro” di Madonna dell’Albero, nella casa che acquisì ai tempi del Messaggero e nella quale è tornato dopo le varie peregrinazioni legate alla sua attività professionale. Dapprima “il Gardo” è stato giocatore (19 campionati di Serie A consecutivi), poi dirigente a Modena.

Cominciamo proprio da Modena: ci può riassumere come si è chiuso il suo rapporto con la locale squadra? “Sarò velocissimo: ho chiesto un colloquio alla dirigenza perché i compiti che spettavano a me venivano svolti da un altro componente della società (Pietro Peja, ndr). Non mi stava bene metterci solo la faccia, anche perché spesso non mi trovavo d’accordo con le sue decisioni e ho chiesto di andar via con una transazione economica che ho ritenuto soddisfacente”.

E adesso?
“Mi godo un anno di riposo. Ho avuto delle offerte, ma non mi andava di subentrare a stagione ormai iniziata. A dicembre valuterò le possibilità. Vorrei fare il dirigente sportivo a pieno titolo, il “Brusi”, insomma. Ma molte società sono in mano ai presidenti che gestiscono direttamente la situazione”.

L’allenatore?
“Bah… potrei pensarci, ma dovrei imparare tutto, dovrei fare la gavetta. Io penso e spero di poter fare il dirigente sportivo”.

Come vede il panorama pallavolistico nazionale all’avvio di questa stagione? “C’è un grosso livellamento di valori, che rende ogni partita interessante ed incerta. Abbiamo perso un po’ di pubblico per motivi essenzialmente televisivi: quando il volley passava alla Rai entrava nelle case di tutti, ora che le immagini vanno su Sky finiamo ad essere solo noi addetti ai lavori ad apprezzare il bellissimo servizio che quell’emittente fa, con la dovizia di mezzi di cui dispone. Per lo scudetto vedo favorito il quartetto Treviso-Macerata-Cuneo-Piacenza, ma le squadre di seconda fila non sono molto lontane nei valori”.

Fra queste anche il Montichiari del suo vecchio coach Velasco?
“Ho visto di persona la partita della squadra di Julio e devo dire che gioca molto bene, è molto organizzata”.

Le giocatrici della nazionale hanno “silurato” il tecnico Bonitta e gli azzurri hanno fatto la fronda a Montali. Come giudica questi comportamenti?
“Le tensioni e gli scontri erano duri anche ai nostri tempi, glielo assicuro; ma abbiamo saputo tenere sempre tutto dentro lo spogliatoio. Forse i tempi sono cambiati, non so, ma bisognerebbe essere molto più dentro le cose per poter giudicare i fatti”.

E veniamo a Ravenna. Una lunga fase di ripiegamento, ma nuovi ed interessanti fermenti, cosa ne pensa?
“Ho ritrovato da poco tempo l’ambiente ravennate, per cui non mi avventuro in giudizi affrettati. Certo, ho visto come si siano recuperate le professionalità di tante persone molto appassionate di pallavolo. Si tratterà ora di definire bene le competenze di ciascuno, ma mi sembra di vedere persone molto intelligenti, e questo non è poco”.

Si sta anche allenando con la squadra della Robur Angelo Costa, non è vero?
“Sì, ho chiesto il permesso e sono stato accolto con entusiasmo, per cui vado volentieri ad allenarmi con loro e ho seguito le loro partite di Coppa di Lega. Mi sembra un buon gruppo, che si è battuto bene anche con squadre di B1, ma non conosco bene la categoria”.

Qualcuno parlava di un suo contributo in campo? “Ma no, non mi sembra il caso. Questa società deve valorizzare i suoi bravi giovani e io toglierei il posto ad un giovane senza di certo poter essere futuribile! Penso che se il mio contributo sarà gradito lo possa senz’altro limitare agli allenamenti”.

Un’ultima domanda, il volley femminile? “Uhm… da quando mia moglie Novella ha lasciato l’attività sono completamente fuori da questo mondo. Ma la mia famiglia potrebbe rientrarci, visto che mia figlia Serena, 12 anni, si diverte un sacco nei centri di avviamento della Teodora. A Ravenna c’è una grande tradizione, sarei molto felice di rivedere questa società ai vertici nazionali, sarebbe un bene per la città”.