Perugia: “Pepita” Giannelli cambia numero e riparte. “Sono qui per crescere e dare tutto per vincere”

PERUGIA – Entusiasmo a mille e bagno di folla al Quasar Village per la presentazione di Simone Giannelli.

“Grazie a tutti per essere qui, vedere tanta gente, esultare insieme è il motivo per cui facciamo sport. Sono emozionato. Voglio migliorare tanto, so che posso ancora farlo. So che questa è la città giusta, la società giusta” il primo commento di Giannelli.

“E’ stato tutto molto veloce, ma appena c’è stata la possibilità e si sono incastrate un po’ di cose, son ostato orgoglioso e felice. Esco un po’ dal mio nido e arrivo in una società che punta in alto. Non è stato difficile: quando sai che vai in una società forte. Sono grato per il mio passato, ma ora si guarda avanti”.
“Siamo una squadra forte e competitiva. I campionati però non si vincono sulla carta all’inizio. Partiamo con una buon a base ma credo nel lavoro e dovremo lavorare tanto, andare in palestra con umiltà e sacrificio e la testa giusta”.

Grbic? “Sono molto contento di trovarlo, è l’allenatore giusto che a me può dare consigli e aiutare nel percorso di crescita. Ma poi siamo e restiamo uno sport di squadra, individualmente non si vince nulla”.

Fa una domanda Sirci: “Volevamo Nimir, poi abbiamo preso Kamil…”
“Bella domanda questa, non parlo di quello che abbiamo perso – dice Giannelli – parlo di quello che abbiamo. Kamil è un gran giocatore tra Ravenna e Civitanova ha mostrato grande cose, ha già vinto, è un grande atleta… Non vedo l’ora di giocarci assieme”.

Un ampio parco attaccanti, quanti palloni serviranno per accontentarli tutti… “Speriamo pochi perché significa che la partita è veloce. Poi ogni partita ha la sua storia, l’importante è vincere”.

Trento? “Lasciare Trento non è stato semplice ma è quello che ho voluto. Sono convinto che questa sia la strada giusta per crescere ancora. Voglio fare di più di quello che ho già fatto, sono molto motivato. Lasciare le abitudini è importante per crescere. Grbic? Ci ho già parlato anche se, mannaggia a lui, a Verona ha vinto lui e non io”.

Dove pensi di poter crescere? “Penso che posso fare uno step in tutti i settori del gioco. Se a 25 anni si pensa di saper fare tutto significa che c’è qualcosa che non va. Quando penserò di non poter più migliorare smetterò con la pallavolo”.

La Champions League? “Tutte le coppe sono belle e più se ne vincono meglio è. La Champions è una coppa bella e difficile, sono andato due volte in finale ma non l’ho presa… darò tutto per prenderla”

Sirci sulla Champions. “Pensiamo di avere messo le persone giusto al posto giusto. Abbiamo preso persone come Nikola che l’ha vinta, Anderson che due anni fa con un 83% in attacco al Palabarton stroncò i nostri sogni, Simone ch eè già arrivato in finale. Chi più esperti di loro?”

Continua Giannelli. Superlega? “Continua a crescere di livello, dobbiamo ringraziare club e sponsor. Non solo le prime sono più forti. Si sono rinforzate anche quelle sotto. Ci sarà sempre da giocare al massimo per non lasciare punti in giro”.

Giocare al PalaBarton? “Tanti ricordi, tante battaglie. Il pubblico qui spinge, sono contento di averli dalla mia parte”.

Numero diverso… “Il 6 lo uso in nazionale, è un 9 girato. Volevo portare qui il numero e sono contento”.

Sirci interviene poi sul soprannome che verrà dato – da tradizione perugina – a Giannelli:  “Simone “Pepita” Giannelli… ma è solo una proposta. La palla passa ai Sirmaniaci”.

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