jan Stokr, opposto RpaPerugia 2006/07
jan Stokr, opposto RpaPerugia 2006/07

di Eleonora Cozzari

PERUGIA – Quando te lo trovi davanti la prima idea che ti fai è che sia un incrocio tra John Cena e un “marine”. Jan Stokr, l’opposto che “picchia” forte a Perugia, è uno dei motivi per cui in testa alla classifica c’è il club del presidente Sciurpa e non un altro.

E allora conosciamolo meglio il ragazzo che pronti via è già in testa a diverse classifiche di rendimento: “Se ci ritroviamo qui alla fine del campionato e mi dite che sono stato una rivelazione, allora va bene, ma adesso, con solo poche partite alle spalle è ancora troppo presto per un giudizio così importante”. Non male come inizio.

Ceco, 205 centimetri, la sua città d’origine è Telc, circa 6000 persone al confine con l’Austria (ed a metà strada tra Praga e Vienna), dove il “piccolo” Stokr vive fino a 17 anni quando si trasferisce a Praga per giocare e studiare. Studiare una “specie” di architettura e giocare a pallavolo, precisiamo, perché Jan di sport ne ha provati diversi. Atletica, salto in lungo, in alto e anche decathlon, calcio, a difendere una porta e hockey su ghiaccio.

“Infatti se non avessi giocato a pallavolo avrei fatto il giocatore di hockey. E’ lo sport di mio padre, mentre mia madre schiacciava…”. E il dilemma è presto spiegato. Cuore di mamma ha prevalso e il volley ringrazia. Un anno nelle giovanili di Praga e poi tre anni nell’Odolena Voda, dove ha vinto Scudetti e Coppe. “E’ un po’ come la Sisley qui da voi”.

E poi il salto in Italia alla corte di Velasco. “Nel 2002 Julio è stato il tecnico della Nazionale ceca e due anni dopo mi ha portato in Italia, a Modena. Per me è un allenatore fenomenale”. Però a Modena Stokr fa il secondo (Giani è sempre stato il suo idolo) e l’anno successivo il club emiliano lo rigira a Cagliari, a fargli fare esperienza. La squadra retrocede ma Jan ha un ricordo indelebile nella sua mente. “Il mare…era la seconda volta nella mia vita che lo vedevo. Da noi sciamo…”.

In estate Stokr passa alla RPA-LuigiBacchi.it Perugia e in squadra ritrova il compagno di Nazionale Martin Lebl“Martin lo conosco da tanto, a Praga giocavo con suo fratello. Lui palleggiava e insieme abbiamo vinto un campionato Juniores”. Ma fate attenzione, Jan a Praga giocava al centro. “Ho fatto anche lo schiacciatore-ricevitore se è per questo. E’ stato Velasco a spostarmi subito come opposto”.

In Umbria si trova bene, ha visitato più volte il centro di Perugia, dove spesso passeggia con la sua Susanna e città vicine come Assisi, Siena o Firenze. “A Perugia sto bene e voglio rimanerci, siamo partiti come volevamo ma siamo solo all’inizio. Io per esempio devo ancora lavorare tanto. Devo essere più costante, invece mi sento come un’onda che va e viene”.

Ma c’è una cosa che lo galvanizza. “Passare sopra il muro, quello sì che mi dà soddisfazione. O fare un ace, ma anche lì devo essere più equilibrato. Non posso farne sette in una partita e poi sbagliarne altrettanti in un’altra”. Ma è giovane, non ha ancora compiuto 24 anni e questo è il primo anno in cui ha sulle spalle la responsabilità di una squadra.

Due sorelle femmine in Repubblica Ceca (una di 25 e una di 12 anni che ha iniziato a giocare a pallavolo), le moto come hobby (correre nel Moto GP un sogno) e come relax passeggiare con il cane e Susanna, sua moglie. “Lei ha 26 anni, ci siamo conosciuto nel 2001, agli Europei pre juniores in Cechia. Io giocavo e lei faceva parte dello staff della Polonia. L’anno scorso ci siamo sposati. E pensate che il mio soprannome, Drobek (che significa ‘piccolo uomo’…), me l’ha dato proprio il cugino di Susanna, con cui giocavo in pre juniores, ma che non mi aveva detto di avere una cugina…”.

Adesso lo aspetta ancora una partita per  difendere il primato di Perugia e poi subito i Mondiali in Giappone. Nessun problema per Jan Stokr, lui odia dormire.