TRANI – In una agenzia Ansa di oggi che racconta di una truffa legata a rimborsi assicurativi legati ad incidenti stradali è coinvolto anche il medico della Robur Pesaro.

La nota Ansa

Gli incidenti automobilistici erano reali; alterato, invece, era quanto avveniva in seguito, cioè certificati medici con referti ‘gonfiati’ allo scopo di ottenere indebitamente, all’insaputa delle persone coinvolte, indennizzi e risarcimenti di danni esagerati rispetto all’effettiva portata degli incidenti.

Per questi motivi i carabinieri, nell’ambito di una inchiesta della procura di Trani, hanno arrestato tre persone, che sono ai domiciliari.

Si tratta della titolare di una agenzia di antinfortunistica stradale, con sede a Corato (Bari), Annagrazia Damato, 35 anni di Trani, del suo socio Francesco Paolo Sguera, 52 anni, di Barletta, e di un medico chirurgo, specialista in medicina legale e delle assicurazioni, Alfredo Bressan, 46 anni, di Pesaro. Quest’ultimo e’ anche consulente del Tribunale di Pesaro e medico sociale della Scavolini di volley femminile, che milita in serie A.

I tre dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa in concorso ai danni di numerose compagnie assicurative e di privati cittadini, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, estorsione e ingiuria.

Secondo gli investigatori, per otto casi accertati il volume di guadagni per i tre sarebbe stato di 50.000 euro. I tre arrestati, incensurati, operavano all’insaputa dei clienti dell’agenzia. E’ stata proprio la denuncia di uno di essi, una donna di Trani, nell’agosto del 2010, a far partire le indagini.

A fronte, infatti, di un risarcimento per un lieve incidente che la vittima aveva ritenuto eccessivo, alla fine di quella stessa somma alla donna era stata corrisposta una minima parte. A tenere le redini dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, era Annagrazia Damato, titolare dell’agenzia che e’ stata sottoposta a sequestro.

La donna, hanno riferito i carabinieri, per impossessarsi del denaro frutto dell’attività illecita, esercitava nei confronti dei clienti una forte pressione psicologica, oltre a raggirarli sino talvolta a minacciarli, arrivando ad avanzare loro richieste estorsive e obbligandoli a firmare assegni per appropriarsi della maggior parte delle somme dei risarcimenti illeciti, successivamente ripartite tra gli associati. Il socio barlettano della titolare dell’agenzia avrebbe avuto invece il compito di raccogliere e gestire la documentazione medica prodotta falsamente dallo specialista di Pesaro. (ANSA).