Piacenza: Marshall fa causa alla Fipav

Lo schiacciatore di passaporto italiano, costretto a giocare in quota extracomunitari, si è rivolto al Tribunale

Marshall fa causa alla Fipav
Marshall, Molinaroli, le critiche dei tifosi e il presidente federale in carica Carlo Magri
Marshall, Molinaroli, le critiche dei tifosi e il presidente federale in carica Carlo Magri

PIACENZA – Senza tregua il braccio di ferro tra Piacenza e la Fipav. Se qualche giorno fa Carlo Magri professava armonia e comunità d’intenti con il patron di Piacenza, è di oggi la notizia dello schiaffo di Leonel Marshall alla stessa Federazione.

Sulla Gazzetta dello Sport a firma di Matteo Marchetti si legge infatti che  lo schiacciatore italocubano Leo Marshall ha fatto causa alla Fipav.

Il giocatore, cubano per la federazione ma italiano di passaporto, ha presentato un ricorso al Tribunale di Piacenza ritenendosi discriminato perché in questa stagione è costretto a scendere in campo in quota extracomunitari.

Status che avrebbe creato un danno a Piacenza, la società dove milita attualmente, e al giocatore stesso; il contratto firmato da Marshall infatti prevedeva un compenso ridotto se lo schiacciatore fosse stato utilizzato da straniero.

L’obiettivo della richiesta avanzata al giudice è di “obbligare” la Fipav a rivedere la propria posizione tesserando Marshall da italiano nonostante la possibilità sia vietata dai regolamenti.

Marshall, sollecitato dall’Lpr, si è rivolto all’avvocato Enrico Crocetti per difendere la propria posizione in Tribunale.

“Abbiamo avanzato un provvedimento d’urgenza chiedendo il rito abbreviato – si legge sul quotidiano l’intervento dello stesso Crocetti – e i tempi per la decisione dovrebbero essere piuttosto brevi. Ma diventa difficile dire con certezza quando potremo avere una sentenza”.

L’avvocato poi sostiene: “Riteniamo che il regolamento della Fipav sia obsoleto e discriminatorio. Stiamo parlando di un cittadino italiano che nel proprio Paese è costretto a giocare con lo status da extracomunitario”.

“Attendiamo l’esito della nostra istanza, ma potremmo non fermarci qui. Non escludiamo
infatti di rivolgerci anche al Cio, il Comitato olimpico internazionale, di cui la nostra federazione pallavolo fa parte. Non ha il potere di imporre il tesseramento da italiano di Marshall, ma nel caso la discriminazione venisse confermata potrebbe anche arrivare a escludere l’Italia dalle competizioni internazionali”.

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