Politecnico di Torino: Il Rettore Guido Saracco. “Soddisfatti che il Ministero abbia accolto in pieno la metodologia proposta”

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Il Rettore del Politecnico Guido Saracco
Il Rettore del Politecnico Guido Saracco

TORINO – Lo sport riparte, almeno quello individuale e secondo le indicazioni del DPCM del 26 aprile scorso. Le modalità indicate nella nota dell’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che questa mattina ha specificato con quali modalità potranno riprendere le attività sportive individuali, si rifanno in larga parte al documento “Lo sport riparte in sicurezza”, realizzato dal Politecnico di Torino insieme al CONI, con il contributo di un gruppo di esponenti di enti di ricerca ed esperti del settore, che è stato reso pubblico oggi.

Il documento dell’Ufficio Sport rielabora il Rapporto trasmesso al Ministero dello Sport dal CONI e dal CIP in data 26 aprile 2020, rifacendosi in particolare alla classificazione definita dal gruppo di lavoro coordinato dal Politecnico, che individuava 8 classi di rischio per le attività sportive. La nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri fa riferimento agli sport individuali, classificandoli nelle prime 4 classi, quelle con rischio più basso.

Adesso le Federazioni dovranno adattare alla propria specifica disciplina le indicazioni fornite dal Ministero e l’Ateneo è già stato contattato da alcune di esse per approfondire l’analisi e per ricevere indicazioni nell’applicazione.

“Siamo molto soddisfatti che il Ministero abbia accolto in pieno la metodologia proposta dal nostro studio”, commenta il Rettore del Politecnico Guido Saracco: “Noi non pensiamo di realizzare una classifica tra discipline, che non è utile e non aiuta la ripresa dell’attività sportiva. Quello che serve, invece, è individuare le situazioni di rischio, capire come affrontarle e quali azioni di mitigazione siano utili. La nostra metodologia consentirà agli operatori deputati di procedere ad un’autovalutazione, sulla base di rilevanze tecnico-scientifiche, dei rischi specifici nella propria disciplina, differenziando tra situazioni di gara, situazioni di allenamento e tra le diverse fasi dell’allenamento. Ora siamo a disposizione delle Federazioni per supportarle nella Fase 2, per far ripartire nel nostro Paese ciascuna disciplina in piena sicurezza”.

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