Politecnico di Torino: Pallavolo, sport sicuro. Smentite le anticipazioni

La pubblicazione della relazione finale del Politecnico di Torino smentisce radicalmente, in maniera energica, le anticipazioni della scorsa settimana. La comparazione tra le classi di rischio per la trasmissione del contagio di Covid-19 mettono la pallavolo alle spalle di diverse altre discipline come vela, basket, judo, scherma e anche le gare di corsa di atletica leggera dove gli atleti non restano in corsia

MODENA – Cancellate la paura, la pallavolo non è “lo sport più pericoloso” in tema di trasmissione del contagio Covid-19, anzi. Le anticipazioni mediatiche della scorsa settimana che avevano visto comparati alcuni valori estrapolati da tabelle di analisi dei fattori di rischio redatte dalle singole federazioni non sono oggi riscontrabili nel documento finale “Lo sport riparte in sicurezza”, la ricerca del Politecnico di Torino e CONI a cui si rifanno le modalità indicate dall’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la ripresa delle attività sportive.

Si trattava di singole valutazioni soggettive in cui una disciplina come la pallavolo senza azioni di contatto, mostrava parametri più severi delle discipline con sport di contatto. Non solo, le valutazioni erano discordanti anche nella stessa disciplina tra i giudizi di federazioni ed enti sportivi. Un paradosso che ha fatto infuriare pezzi da novanta del mondo delle schiacciate come Julio Velasco “letteralmente stupefatto” per quelle classifiche che avevamo il medesimo valore di una graduatoria fatta per stabilire chi è il più simpatico in un gruppo… L’azzurro Ivan Zaytsev evidenziava poi le incongruenze: “Abbiamo strutture e situazioni simili a quelle del basket, che tra l’altro è sport di contatto, ma leggo di una classe di rischio che è il doppio”. Lo stesso Pietro Bruno Cattaneo, presidente Fipav, non aveva nascosto lo sbigottimento: “Ne ho parlato anche in Consiglio Nazionale Coni dove ho detto che era surreale”.

Judo: 8* allenamento al combattimento; tennis: 5* test match; 5* partita individuale; Vela 1*allenamento in acqua, barca singola; 6*allenamento in acqua barca doppia; 8* allenamento in acqua in barca equipaggio multiplo; 5*/8* gara sulla base del n° di equipaggio; scherma 6* allenamento tecnico in palestra con il Maestro

IL PERCORSO – La colpa? Di nessuno, salvo per la fuga di notizie a lavoro non terminato. Ogni Federazione era stata chiamata a dare proprie valutazioni, ma che il lavoro non fosse finito e sin lì di nessuna valenza, lo dimostra ora il giudizio finale sulla pallavolo, sport di squadra tra quelli con i valori minori nelle “classi di rischio” ponderati dagli esperti del Politecnico. Alcuni esempi? In un “termometro” che va da 1 a 8, dove 1 è il rischio corso da chi svolge attività come “singoli all’aperto” e 8 è riservato a sport con “assembramento e/o contatto continuo”, alla voce “Partita” il basket ha una valutazione di 7, la pallavolo un 5, una gara di atletica leggera sugli 800 metri (e superiori) è invece “classe 8” per l’effetto fila indiana e scia a cui sono sottoposti gli atleti. Un allenamento tecnico di squadra: classe 7 per il basket, classe 5 per la pallavolo cosi come il tennis (la voce è simulazione di partita), fino ad un rischio “classe 8” per l’allenamento in barca con equipaggio multiplo. Una corretta lettura che a Radio24 ha portato lo stesso Velasco a tomare sulla sua indignazione: “C’è stato un malinteso legato alle prime comparazioni sulle autocertificazione soggettive delle Federazioni. Se io riempio un modulo metto un numero, se lo riempie Blengini ne mette un altro… Ogni federazione ha fatto a modo suo”. Una errata lettura che “rappresentava un danno enorme per noi che parliamo con i genitori di migliaia di ragazzini che leggono quello e non vogliono più far giocare i figli perché la pallavolo è lo sport più pericoloso. C’è stato un malinteso”. Cancellate la paura.