Radio24: Julio Velasco, “Un malinteso sulle iniziali 400 pagine del Politecnico”

Julio Velasco, Direttore Tecnico del settore giovanile della FIPAV
Julio Velasco, Direttore Tecnico del settore giovanile della FIPAV

MODENA – Intervento di Julio Velasco oggi a TuttiConvocati su Radio24.

“Il dibattito sula Fase2 è complesso. E’ un momento di confusione, ognuno dice la sua. Tutti virologi con curriculum importante, la gente comune però non sa che pesci pigliare. Ci vorrebbe più serietà nel capire che non tutti leggono tre ore al giorno del tema e anche se leggono sono ancora più confusi”.  Lo ha detto Julio Velasco, ex tecnico della Nazionale di Volley, attuale direttore del settore giovanile Fipav. “C’è molta descrizione della situazione e poche proposte, non può essere oggi usciamo e facciamo tutto come prima, ma nemmeno stiamo chiusi per un anno, a volte si passa da un estremo all’altro, un atteggiamento un po’ da adolescenti – continua a Radio 24Il virus c’è oggi e probabilmente anche a settembre, quindi la prospettiva qual è? Niente scuola e sport anche il prossimo anno? Dobbiamo fare proposte perché il contagio zero non esisterà. La vita di prima non l’avremo per molto tempo, ma almeno avvicinarsi alla normalità. L’essere umano non può chiudere tutto e non solo per questioni economiche”.

Velasco torna infine sulla sua indignazione per il report redatto da Coni e Politecnico di Torino che catalogherebbe il volley come lo sport a più alto rischio contagio: “C’è stato un malinteso. In questo lavoro di 400 pagine – che già non so chi possa leggerle – in realtà loro han scritto 55 pagine, di cose nuove ce ne saranno 40, le altre sono allegati che le federazioni hanno mandato, come autocertificazione soggettiva. Se io riempio un modulo metto un numero, se lo riempie Blengini ne mette un altro. Non siamo abituati a mettere un numero per queste cose, ogni federazione ha fatto a modo suo. Non è che il Politecnico abbia detto che la pallavolo sia lo sport più pericoloso, quello che è risultato dai punteggi è assurdo. Non era intenzione nè dell’Università, né del Coni – conclude Velasco – Però rappresentava un danno enorme per noi che parliamo con i genitori di migliaia di ragazzini che leggono quello e non vogliono più far giocare i figli perché la pallavolo è lo sport più pericoloso. C’è stato un malinteso, a quel punto non dovevo saltare solo io sulla sedia, tutti dovevano saltare dalla sedia.”

 

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