Ravenna: 10 mesi dopo il maquillage societario la società fa due passi indietro?

Stefano Mengozzi

RAVENNA – Sulle cronache locali romagnole (Il Resto del Carlino Ravenna) si disegna un futuro poco roseo della Porto Robur Costa 2030 dopo appena 10 mesi dal maquillage societario con la messa in liquidazione del vecchio club oberato di debiti.
Sotto l’aspetto del mercato si registrano al momento solo operazioni in uscita. Il regista Redwitz smette di giocare per diventare allenatore del Nizza in Francia; il centrale, e capitano, Mengozzi prende la via di Perugia per diventare la riserva dell’ex giallorosso Russo. Il libero Kovacic è annunciato dall’Ach Lubiana e lo schiacciatore Koppers si è accasato in Polonia al Bedzin.  Recine è a Piacenza, Grozdanov ha contatti con Monza e Loeppky potrebbe finire a Padova.
Lo scorso 20 aprile, la presidentessa Daniela Giovanetti aveva chiesto tempo, spiegando che la situazione era in evoluzione (“C’è ancora tanta carne al fuoco. Spero, nel giro di 15 giorni, di avere le risposte necessarie. Abbiamo parlato, ci siamo dati degli obiettivi e ci siamo dati delle scadenze”).
È trascorso quasi un mese, ma nessuna novità si è concretizzata. ‘Piange il telefono’ anche di Veniero Rosetti, patron di Consar, che la scorsa estate, aveva rilanciato con progetto triennale susseguente alla rifondazione societaria (da Porto Robur Costa a Porto Robur Costa 2030).

IN A2? – Si riparte dall’A2? Un campionato altamente selettivo, con costi di gestione ridotti, ma non troppo. L’alternativa sarebbe quindi la A3, ovvero un campionato organizzato sempre dalla Legavolley, ma che permetterebbe di ricominciare, coinvolgendo alcuni dei giovani, già capaci quest’anno di affacciarsi in prima squadra, coinvolti da coach Marco Bonitta. Proprio il tecnico ravennate resta, al momento, l’unico tesserato con un contratto pluriennale (in scadenza nel 2023).

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