Il ricordo di Bebeto: Cattaneo, Magri, Bracci, Giani e Giretto

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ROMA – L’improvvisa scomparsa di Paulo Roberto De Freitas, per tutti Bebeto, ha lasciato sconvolto tutto il mondo della pallavolo, in particolare quello italiano nel quale l’ex Ct azzurro ha lasciato un’impronta indelebile. Appena saputa la notizia, infatti, giocatori, dirigenti, giornalisti e amici hanno voluto rendere omaggio a Bebeto, raccontando aneddoti e storie legate ad una delle figure che maggiormente hanno avuto impatto sul volley tra gli anni ’80 e ‘90.

A questo coro di voci, si aggiungono le dichiarazioni del presidente federale Pietro Bruno Cattaneo: “Pensando a Bebeto non possono non venirmi in mente i tanti successi ottenuti a Parma e con la nazionale azzurra, tra i quali ovviamente spicca il titolo Mondiale di Tokyo 1998. Sono convinto che chiunque lo abbia conosciuto ne porti dentro di sé un ricordo indelebile. Tutto il mondo della pallavolo deve essere riconoscente a Bebeto, perché è anche grazie al suo lavoro che la nostra disciplina si è sviluppata in maniera importante. Voglio inviare ai familiari le più sentite condoglianze”.

Molto toccanti anche le parole dell’ex presidente federale Carlo Magri, numero uno di quella Maxicono Parma con la quale il tecnico brasiliano ottenne molti trionfi: “La scomparsa di Bebeto mi ha provocato un grandissimo dolore, per sette anni (tra Parma e nazionale) posso dire che è stato una parte integrante della mia vita. Nel periodo del club e della nazionale si era creato un rapporto profondo, anche se non sono mancate alcune incomprensioni. A livello tecnico e di gestione della partita l’ho sempre ritenuto il miglior allenatore che abbia mai conosciuto, sapeva leggere le gare con grande lucidità. Aveva, inoltre, la grande capacità di vedere il talento e le doti tecniche dei giocatori, essendo molto elastico nel far ricoprire allo stesso atleta anche più ruoli. In senso generale era una grande conoscitore di tutto lo sport, in particolar modo del calcio come dimostrano i ruoli dirigenziali ricoperti negli ultimi anni.”

Ricordi indelebili anche quelli lasciati ai “suoi” giocatori, uno di questi è l’ex campione azzurro Marco Bracci: “Gli anni passati con “Bebo” sono stati bellissimi e ricchi di trionfi sia a Parma che in nazionale. Dopo l’esperienza di club ha avuto la responsabilità di sedersi sulla panchina azzurra, lasciata da Velasco, e ci ha portati alla conquista del terzo Mondiale nel 1998. Proprio in quell’occasione ho un ricordo speciale, al termine della competizione infatti lo premiarono come miglior tecnico, ma la sua prima risposta fu ‘Perché non vedo qui premiati insieme a me nessuno dei miei giocatori?’. Tra i grandi tecnici con cui ho avuto la fortuna di lavorare, io lo considero il migliore. Una delle cose che apprezzavo maggiormente era il suo voler condividere sempre le scelte con i giocatori, perché credeva che solo in quella maniera chi entrava in campo potesse dare il massimo”.

Parole importanti anche quelle spese dal tre volte campione del Mondo Andrea Giani, atleta di Bebeto a Parma e in azzurro: “Io lo considero uno dei più grandi innovatori del nostro sport, insieme a Julio Velasco e a Doug Beal è stato capace di cambiare profondamente la pallavolo. “Bebo” in me ha lasciato un’impronta profonda, aveva sempre il sorriso ed una grande carica agonistica. È stato uno dei primi allenatori a prestare grande attenzione alla condizione fisica, fattore che poi si è rivelato fondamentale nella pallavolo moderna. A livello umano era una persona speciale, dentro di me porterò sempre tanti bellissimi ricordi”.

Era molto legato al tecnico brasiliano anche l’ex azzurro Giacomo Giretto (team manager delle nazionali di beach volley) che con lui debuttò in serie A1 a Parma nella stagione 1990-1991: “È stato il primo grande allenatore della mia carriera e soprattutto colui che mi fece esordire in serie A1. In quel periodo abbiamo vinto tanto e in parte cambiato il modo di giocare, infatti la sua carica brasiliana si riversava in campo. La nostra era una pallavolo che puntava molto sulla fantasia, non a caso in squadra c’erano due giocatori brasiliani di altissimo livello come Renan Dal Zotto (ora Ct verdeoro) e Carlao. Quando eravamo insieme nella Maxicono conobbi i suoi figli che erano piccoli e uno di questi, Riccardo, l’ho ritrovato nel beach volley perché adesso è l’allenatore di una coppia brasiliana. Insieme a lui così qualche volta abbiamo ricordato i tempi di Parma”.