Road to Tokyo2020: Il procuratore Saltini, “Sto parlando con il Coni per Egonu portabandiera”

Il procuratore dell'opposto azzurro e di Novara: "Paola? E' italiana, a pieno titolo. Come Malinov, Fahr... Poi se vogliamo... la Serbia non era composta di giocatrici solo serbe, ci sono Montenegrina, Bosniache... Si tratta di situazioni che andrebbero trattate con eleganza"

995

MODENA – Nel corso della trasmissione Barba & Capelli, il procuratore modenese Donato Saltini, agente di Paola Egonu ha tracciato le line della carriera presente (“abbiano deciso che deve stare in Italia due anni perché qui si impara a giocare, a 19 anni non si guardano solo le cifre sui contratti, a 30 sì”) e futura (“oggi nel femminile ci sono sei atlete nel mondo che percepiscono 1 milione di euro a stagione, nel maschile c’è solo Leon. Paola in futuro potrà entrare in quel gruppo ristretto”).

Sulle polemiche scaturite dopo la gaffe dell’Acqua Uliveto il manager ha ribadito: “Vorrei che Paola venisse giudicata solo come atleta. E’ italiana a pieno titolo, sono polemiche senza senso… La Malinov è figlia di due bulgari, la Fahr di un tedesco… Ma sono italiane, sono… La stessa Serbia non erano tutte serbe, ci sono bosniache (Mihajlović e Bosković, ndr), montenegrine (Popovic, ndr). Sono situazioni che vanno gestite con eleganza. Le nostre ragazze comunque sono e restano italiane”.

Sugli stipendi di cui tanto si è parlato negli ultimi giorni del Mondiale: “Inelegante parlarne in quel momento. Comunque le cifre di Mediaset sono sbagliate…. Per quanto riguarda Egonu è errata in eccesso…” Poi sul cartello che paragona gli opposti delle due nazionali: “Su Zaytsev forse è sbagliata in difetto…”

Quindi l’idea: “Ho un progetto importante con lei per cui sto parlando con il Coni… Dopo Vezzali (2012) e Pellegrini (2016) sto pensando a lei come portabandiera a Tokyo 2020”.