Il confronto sottorete – Corsano e Juantorena – foto © Tarantini
ROMA – In casa M.Roma Volley il giorno dopo è tempo di bilanci.

Il primo sulla reazione del pubblico del Palazzetto. La società sostiene infatti che “al di là dei fischi, delle ferme disapprovazioni dopo il gesto antisportivo di Juantorena e di qualche ‘moccolo’ lanciati verso la formazione trentina e verso il cubano, ha mantenuto un comportamento estremamente corretto, riuscendo a restare seduto al suo posto, senza segnalarsi con un’invasione del parterre che, in moltissimi casi, il gesto di un atleta può provocare. I due mila e cinquecento ospiti dell’impianto di viale Tiziano, pur sentendosi presi in giro da quella battuta ‘alla coreana’, almeno loro, hanno confermato quanto di buono s’era già verificato in precedenti situazioni e cioè che a Roma si sa essere maturi, si sa accettare il verdetto del campo, quali siano la sua portata e le ripercussioni in classifica e si sa essere composti, regola fondamentale nella vita, nello sport in particolare”.

Sulla vicenda del “servizio alla coreana” di Juantorena domenica sera tra i più amareggiati c’era Mirko Corsano, venticinque anni di pallavolo nelle gambe, più di cinquecento partite in serie A.

Corsano non fa il reticente, offre la sua versione: “E poi ci lamentiamo dei tifosi. Cose del genere – inizia – non fanno altro che aizzarli, esasperare gli animi. In tantissimi anni di attività agonistica non mi è mai capitata una situazione del genere e, badate, ho anche giocato in squadre che hanno vinto, ma che non hanno mai assunto gesti scomposti per irridere gli avversari, né atteggiamenti di sufficienza. Il rispetto verso gli altri è il primo fondamento, nella vita e nello sport, se viene meno chiudiamo baracca e burattini e facciamo un’altra cosa. Quel gesto è ingiustificabile. Non so se lo ha fatto in maniera subdola o inconscia – continua Corsano – ma, a mio avviso, anche l’allenatore ha sbagliato, perché se è vero che c’era in atto una scommessa, lui non poteva non sapere, quindi avrebbe dovuto evitare quella battuta, mostrando di essere più lucido, più maturo dei suoi giocatori. Che hanno vinto tanto. Evidentemente la pallavolo la giocano in tanti, ma di uomini ce ne sono sempre di meno”.

La seconda nota lieta in casa M.Roma è di squisita natura tecnica. Pur dovendo fare a meno di Bielica, un titolare di livello internazionale, la M. Roma, per gran parte della gara, diciamo un paio di set, ha saputo tenere testa ai trentini, che hanno vinto grazie alla loro migliore faraonica organizzazione di squadra.