Scandicci: CEV, c’è un caso Antropova? E’ stata tesserata o non tesserata da club russi?

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Antropova con la maglia russa (2017, collegiale U16), Sassuolo e Scandicci

SCANDICCI – C’è davvero un caso Antropova nella Savino del Bene Scandicci? Sotto l’aspetto del primo tesseramento nella pallavolo l’opposta è italiana o russa?
Nel club toscano che l’ha in organico da questa stagione manifestano tranquillità e dicono che il problema non esiste anche se alla presentazione delle liste delle giocatrici in CEV per la Challenge Cup si è acceso un “alert” al fianco del nome della giocatrice. La ragazza, nel database della confederazione europea, pare risulti atleta di tesseramento russo, quindi straniera per il club italiano. Un problema di poco conto se il club dovesse utilizzarla solo in Europa, ma determinante nell’ambito del campionato italiano visto che la stessa è stata acquistata da Sassuolo (il club toscano l’aveva opzionata da tempo) anche perché “italiana” di tesseramento.

LA LISTA DEL 2017 – Il motivo del conflitto sul database CEV nasce dalla presenza della giovane giocatrice in una prelista presentata dalla Federazione russa per l’Europeo Under16 del 2017. Torneo che la Russia perse in finale contro l’Italia di coach D’Aniello, ma nella lista delle 12 che presero parte al torneo Antropova non era poi presente.  Dopo pochi giorni di collegiale venne lasciata andare (direttamente per Italia) per sua espressa richiesta.

Antropova con la divisa russa quando per pochi giorni ha fatto parte del gruppone allargato di Under 16 della Russia del 2017

A SASSUOLO – Una presenza che ora costringe l’ambizioso club toscano a dover produrre nuove carte per dimostrare la sua “italianità” in senso meramente sportivo come sostenuto anche dai dirigenti di Sassuolo che proprio nel 2018 l’hanno registrata nelle liste FIPAV come “primo tesseramento”: “Antropova è arrivata da noi a Sassuolo nel 2017 perché il suo patrigno, medico sportivo, ortopedico del Leningrado di pallavolo femminile e dello Zenit San Pietroburgo – dice Carmelo Borruto patron del Sassuolo e della sua Accademy – voleva che la figlia avesse un futuro pallavolistico in Italia e non in Russia e proprio per questa visione che avevano in famiglia i genitori non l’hanno mai fatta tesserare prima”.

LA LETTERA“Per poterla tesserare da italiana ho dovuto seguire un iter lungo un intero anno, è sportivamente italiana dal 2018. Per fare tutto doveva avere residenza in Italia e specificare le motivazioni della sua presenza. Nel 2017 arrivò a 14 anni per giocare a pallavolo appoggiandosi a me e a Gianni Caprara. Noi chiedemmo subito il via libera alla Federazione Russa che produsse un documento in originale in cui certificava che la ragazza non era mai stata tesserata e questo documento è arrivato in Fipav. Ci sono le dichiarazioni dei genitori e della Federvolley russa che lo certificano in originale”  spiega Borruto. “Conosco bene la vicenda tanto che io ero il suo tutore legale, la ragazza era sotto la mia responsabilità”.

SOLO CON LE SCUOLE – “Lei ha fatto parte di Scuole dello Sport nelle quali si fa nuoto, scherma, pallavolo, ma non sono da intendersi come società, non ha mai preso parte a campionati. Non ha mai fatto attività di club, ma solo attività scolastica” ribadisce Borruto. Anche da altre parti vicine all’atleta – l’opposta è seguita dalla Gold Sport di Modena – si minimizza il problema. Se il problema esiste sanno già come risolverlo?

SCANDICCI TEMPOREGGIA – Il club toscano si dice fiducioso. Sandra Leoncini, consigliere del Club spiega:  “Stiamo verificando se l’inghippo esiste. Il problema nasce dalla nostra presentazione della liste delle nostre atlete in CEV che ha fatto accendere una luce rossa alla Cev a cui risulta una partecipazione ad un torneo a cui la ragazza non è mai stata. Stiamo producendo alla Cev tutto il necessario per dimostrare che la ragazza non ha mai preso parte a questo torneo Under16 della nazionale. E’ stata in collegiale solo 3 giorni, senza però mai essere stata tesserata, è una questione meramente burocratica.

STOP CAUTELATIVO – Domenica scorsa? A dire la verità non l’abbiamo messa a referto a scopo meramente cautelativo. Abbiamo reputato che in una partita come quella potevamo affrontarla anche senza Kate, aspettando che si possa far luce su questa vicenda”.

QUESTIONE DI GIORNI – “Tempi non ce ne hanno dati – prosegue la dirigente di Scandicci –, ci hanno fatto sapere che nel giro di qualche giorno ci faranno sapere. Noi l’abbiamo ingaggiata come italiana, colpevoli? Sicuramente no, ma come si dice a casa nostra ‘la colpa muore fanciulla’. A noi interessa avere l’atleta a disposizione e possibilmente italiana che è comunque un plus per un’atleta che ha un valore, russa o italiana, indiscutibile”.

INTANTO…  CORTEGGIAMENTI RUSSI 2021– In ogni caso questa estate, quattro anni dopo quel collegiale del 2017 – dove la quattordicenne vesti per qualche giorno. icolori e le divise russe, la Russia l’ha corteggiata con la proposta di andare a vestire la maglia della nazionale di Busato, sognando una squadra con due talenti dal futuro (e presente) certo: Antropova e Fedorovtseva insieme. Dalla giocatrice (e dalla famiglia della ragazza) è arrivata però una risposta negativa.

NIENTE AZZURRO – Giocatrice di interesse e livello internazionale, 18 anni compiuti a marzo, nelle passate stagioni non è mai entrata nelle grazie delle nazionali giovanili azzurre perché nonostante il dichiarato primo tesseramento da italiana non lo era come nazionalità non avendo ancora il passaporto italiano e non potendo richiederlo perché la madre risiedeva in Italia con un permesso temporaneo per motivi di studio il ché non costituiva in alcun modo motivo per acquisire lo stato di residente.

 

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