Scandicci: La neo dottoressa Bosetti si rimette in corsa. “Per Tokyo posso giocarmela, dipenderà da me e non da situazioni esterne”

La schiacciatrice di Scandicci e della Nazionale ha risolto i problemi alla spalla "Tre mesi persi per la diagnosi sbagliata, ma il rinvio di Tokyo mi apre una porta"

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Lucia Bosetti

MODENA – Su Tuttosport oggi intervista a Lucia Bosetti che, grazie al rinvio di Tokyo2020, torna in lizza per un posto in azzurro, potendo recuperare al meglio la condizione dopo l’operazione di dicembre.

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Trentun anni, la testa sulle spalle, quelle spalle che un po’ l’hanno fatta dannare nell’ultimo anno ma che non le hanno tolto la voglia di lottare. Lucia Bosetti, schiacciatrice della Savino del Bene Scandicci e della Nazionale ha lottato anche durante il lockdown, c’era la condizione post operatoria da ritrovare con tutto quello che ne consegue. A dicembre era inevitabilmente fuori dal progetto olimpico, ma quello che le avevano tolto allora ora se lo potrà rigiocare, tornando in corsa per uno dei dodici posti per Tokyo. Il Covid­19, maledetto, non ha tolto a tutti. Lucia nel periodo di stop ne ha approfittato per la riabilitazione e anche per centrare un altro importante traguardo: “Mi sono laureata dopo quattro anni di studi intervallati alla pallavolo. Ora sono dottoressa in Scienze Motorie. Volevo mettere a frutto tutti quegli spazi che ci sono nella routine di una pallavolista, per non pensare sempre e solo alla pallavolo, alla partita, alla programmazione settimanale. E’ stata una grande soddisfazione”.

Lucia Bosetti, neo dottoressa

Olimpiadi, tasto banale. Si è rimessa in corsa. “Il rinvio dei Giochi non mi fa pensare di esserci al 100%, ma mi offre la possibilità di dare il massimo in campionato e rigiocarmi la possibilità. Dipenderà da me e non da situazioni esterne”.

Galeotta quella spalla. “Tre mesi persi per una diagnosi sbagliata. Tempo perso, ma anche energia e fiducia. E’ stata la maggior difficoltà da affrontare. All’inizio si pensava ad una lesione parziale del sovraspinato, ma dopo aver rinforzato la zona muscolare intorno la mia spalla comunque non reagiva. Gli esami strumentali non trovavano altro e tutti i test erano negativi Ho deciso per una artroscopia”.

Ora si riparte, finalmente. “Sì, abbiamo ripreso, piano piano mi sto riabituando a stare in squadra. Devo ritrovare la forza sulla palla. La parte fisica è a posto”.

Il video con le prime schiacciate post operatorie

Allenamenti particolari? “Sì, ci alleniamo senza mascherina, siamo tutte testate ma in campo evitiamo comunque di stare troppo vicine. Spero che quando ci daranno il via ci possa essere anche il pubblico, almeno una parte”.

Che campionato sarà? “Servirà tempo all’inizio per abituarsi alle partite e al ritmo gara. Il girone d’andata regalerà risultati che non rispecchieranno al 100% i valori di fine stagione. Anche se Conegliano resta la favorita”.

Ritrova Barbolini in panchina, insieme avete anche vinto. “Sono contenta d’aver ritrovato una persona così in questo periodo della mia vita. Penso possa dare anche un contributo al club per la sua vasta esperienza”.

E’ anche nata l’Associazione giocatori: cosa ne pensa? “Sono convinta che possa aiutare a tutelare i giocatori più di quanto possano fare i procuratori che sono comunque più legati alle società”.

Molte giocatrici hanno preso quella strada alla fine della carriera, il suo futuro? “Il mio futuro è a Civitanova (dove Lucia ha casa con il marito Matteo Carancini, team manager della Lube, ndr). Quando smetterò il primo proposito sarà quello di formare una famiglia, poi vorrei mettere a frutto l’esperienza maturata in questi anni. Gli infortuni che ho avuto mi hanno dato esperienza, vorrei poter intervenire nella parte riabilitativa”.

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