Scandicci: Lucia Bosetti, leader silenzioso. “Il Mondiale? Un argento conquistato, resta l’amarezza per l’andamento della finale”

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Lucia Bosetti capitana dello Scandicci
Lucia Bosetti capitana dello Scandicci

SCANDICCI – È stata la grande assente al Mondiale in Italia nel 2014 ma, senza darsi mai per vinta, ha lottato e recuperato la sua forma migliore. Lucia Bosetti possiamo definirla un leader silenzioso, una giocatrice che macina chilometri in difesa e sfodera attacchi con precisione maniacale. Senza dubbio sarà un punto fermo per la nostra Nazionale. Lucia c’è.

Dentro di te, analizzando tutto il percorso, è davvero argento la medaglia che avete conquistato al Mondiale in Giappone? “Sono felice della medaglia d’argento che è stata frutto di un lavoro lungo, durato tutta l’estate. Durante il Mondiale ci è servita tantissima concentrazione e abbiamo speso moltissime energie perché ogni partita, anche se facile, doveva portare ad un risultato vincente per noi. Sicuramente è un argento conquistato anche se resta tanta amarezza per come è andata la finale, ma lo sport è anche questo. La Serbia nei momenti cruciali ha gestito meglio le situazioni”. 

Cosa vorresti dire a tutte le persone che vi hanno sostenuto in questo viaggio? “Ringrazio tutti quelli che ci hanno seguito che sono stati veramente tanti, laggiù ci siamo rese conto in parte del calore che le persone ci dimostravano durante la competizione. Poi, quando siamo rientrate in Italia, ce ne siamo accorte al 100% ed è stato semplicemente fantastico”.

Secondo te, qual è stato il “segreto” di questo affetto e successo di pubblico? “Non so perché ci sia stato tutto questo amore verso di noi, forse perché anche noi stesse ci entusiasmavamo ogni volta, in ogni partita, in ogni azione. Siamo riuscite, magari inconsciamente, a trasmettere il nostro amore per quello che stavamo facendo in quel momento”.

Ci racconti il percorso che hai compiuto in questi quattro anni? “Dopo un infortunio, di qualsiasi tipo, è sempre difficile. Io ho avuto difficoltà soprattutto il primo anno, quando giocavo in Turchia, ma sono stata gratificata del percorso compiuto con la vittoria di Scudetto e Coppa di Turchia. Io penso che sia tornata quella di prima già da tempo. Sicuramente, il sistema di gioco utilizzato in Nazionale ed il fatto che le cose giravano bene hanno aiutato ad esprimermi in maniera migliore”.

La gioia di Bosetti al Mondiale

Quale è stata la parte più difficile da affrontare? “Credo che la parte mentale post-infortunio sia ancora più difficile rispetto a quella fisica infatti, ora, sono molto più sensibile quando qualcuno si fa male e alle volte ci ripenso, non all’infortunio in sé ma alla fatica fatta nel periodo successivo”.

Nel vederti giocare viene in mente un aggettivo su tutti: caparbia. Se ti dovessi definire con tre aggettivi quali sceglieresti? “Caparbia è un aggettivo giusto perché quando ho in testa un obbiettivo lo voglio raggiungere a qualsiasi costo. Poi, sono molto precisa perché mi piace che ogni cosa sia al suo posto e lo sono sia in campo che fuori. Infine, il terzo aggettivo è disponibile perché mi hanno sempre insegnato a mettermi a disposizione della squadra e al servizio delle compagne a prescindere da quale sia il tuo ruolo”.

Quale credi sia stato il più bel complimento che ti sia mai stato rivolto? “Il complimento più bello che ho ricevuto è arrivato da mia mamma, mio papà e da mio marito Matteo subito dopo la finale dei Mondiali. Tutti e tre mi hanno scritto che erano tanto orgogliosi di me. È stato bellissimo”.

Appena rientrata dal Giappone e già pronta per Scandicci. Che campionato ti aspetti? “Abbiamo avuto pochissimo tempo per conoscerci e prepararci con la squadra al completo. Sarà un campionato intenso, sia per il numero delle partite che dovremmo giocare sia per il livello di gioco. Sono tantissime le squadre di alto livello che puntano a vincere e ci saranno tante sorprese”.

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