Serie A Femminile: La lettera dei procuratori contro il taglio degli stipendi. “I club dovranno onorare al 100% i contratti”

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MODENA – La Lettera dei procuratori della pallavolo femminile che pretendono il 100% degli ingaggi degli assistiti.

 

A.P. VOLLEY
Decurtazione stipendi atlete -30% A1 e -40% A2 Femminile

L’Associazione Procuratori Volley intende rispondere alla richiesta di decurtazione dei compensi di atlete e staff tecnici pervenuta tramite i rappresentanti delle società di serie A1 e A2 Femminile.

Alla luce di quanto sta accadendo, pur nella consapevolezza del momento estremamente delicato che stiamo attraversando, l’A.P.Volley non ritiene giusto far ricadere sui propri assistiti, giocatorl e membri degli staff tecnici, la crisi economica che, pare, si riverserà sul futuro delle società sportive e del Paese.

A.P.Volley ritiene doveroso da parte del club onorare i contratti sottoscritti con le proprie assistite e con i procuratori avendo, gli stessi, ottemperato ai propri impegni sin quando, il 1° aprile u.s. il ministro Conte ha definitivamente proibito ogni forma di allenamento.

Riteniamo doveroso e fondamentale fare alcune considerazioni in merito alle richieste del club, specificando che:

  • Nel corso della stagione sportiva 2019-2020 non tutti i club consorziati alla Lega Femminile sono stati regolari con i pagamenti mensili;
  • Ad oggi le atlete hanno ricevuto emolumenti in percentuali differenti, percentuali che oscillano da un 30% di compensi percepiti sino ad un massimo del 75%; ciò significa che già a marzo molti club erano in ritardo coi pagamenti dovuti, indipendentemente dalla acclarata pandemia;
  • ll range contrattuale è molto ampio ed è ragionevolmente improprio applicare le stesse percentuali di riduzione a tutte le atlete;
  • I contratti sottoscritti sono suddivisi, per mera comodità delle parti in 8-9-10 rate mensili di pagamento. Ciò non deve portare i Presidenti a disconoscere la realtà: le atlete hanno già prestato attività professionale per sette mesi su otto tati (salvo un ulteriore breve periodo di play off) ed hanno pertanto maturato compensi per tale percentuale. A tal proposito ricordiamo altresì che le atlete hanno iniziato la preparazione stagionale nel mese di agosto ed hanno percepito la prima mensilità solo nel mese di ottobre.
  • Le atlete sono rimaste a disposizione dei propri club ottemperando a quanto loro richiesto, chi allenandosi e chi rimanendo negli alloggi forniti dal club.

Risulta quantomeno singolare come sin dalla prima videoconferenza, sebbene ancora non si conoscessero gli scenari a cui ci dovremo rapportare nel prossimo futuro, qualche Presidente di club già allora ritenesse opportuno decurtare i contratti in essere.

Ad oggi le atlete hanno ricevuto emolumenti in percentuali differenti, percentuali che oscillano da un 30% di compensi percepiti sino ad un massimo del 75%La denuncia

Rileviamo inoltre come, non tutte le posizioni del club siano uguali: tale circostanza si evince altresì dalla notevole attività in ambito di mercato attualmente dimostrata da alcuni sodalizi e che stride con la richiesta di decurtazione di ingaggio.

Non vogliamo dunque che la situazione di difficolta invocata sia solo il pretesto per addebitare in capo al nostri assistiti gran parte del “presunti mancati introiti”.

Dispiace che, dal confronto con i rappresentanti del club, non sia emerso dagli stessi, ma solamente dalle considerazioni esternate al rappresentanti del Procuratori, che inevitabilmente vi siano stati anche evidenti risparmi a favore del club, ovvero:

  • risparmi derivanti dalle mancate trasferte dovute alla sospensione dell’ultima parte del campionato (circa 3/4 trasferte per club);
  • Risparmi dovuti al mancato versamento tasse gara (circa 6/7partite);
  • Risparmi dovuti alla liberazione degli appartamenti da parte delle atlete che sono prontamente state invitate a lasciare i club;
  • Risparmi dovuti alla partenza delle atlete straniere (più di 40 le atlete che hanno voluto far rientro nel propri paesi).

Ed è emerso, non da ultimo con dichiarazioni ministeriali, che i club potranno ottenere agevolazioni finanziarie, con possibilità di finanziamento al credito sportivo a tasso zero.

Nella stagione sportiva 2020-2021 saranno altresì accordate alle società sportive da parte della FIPAV, decurtazioni di spese quali tasse gara ed affiliazioni.

Non dimentichiamo inoltre che la Lega Femminile ha chiesto inoltre, a titolo di contributo, un importo milionario al ministro Spadafora.

Qualsiasi attività imprenditoriale non può far ricadere su dipendenti e/o prestatori d’opera la propria difficolta imprenditoriale.

Grazie alle possibilità di finanziamento al credito sportivo i club potranno ovviare ai mancati introiti dagli sponsor attuali per poi ripianare il finanziamento all’atto del pagamenti nel futuro prossimo a costo zero.

Detto ciò, riteniamo che i club dovranno onorare al 100% i contratti in essere salvando cos! la reputazioni di tutto il movimento; saremo assolutamente disponibili a venire incontro ai club accordando dilazioni di pagamento con modalità che saranno concordate con gli stessi.

Si specifica, altresì, che negli altri paesi il movimento pallavolistico ha chiuso i campionati ma la maggior parte del club ha regolarmente onorato al 100% i contratti in essere riducendo, solamente in pochissimi casi, di una unica mensilità gli accordi presi.

Non da ultimo si rileva che le fatture emesse dagli agenti sportivi ai club nell’anno 2019, dunque ben prima del problema COVID -19, sono attualmente insolute dell’80%.

Auspichiamo un costruttivo e proficuo confronto finalizzato, come sempre, al bene del movimento e di tutte le parti coinvolte.

A.P. VOLLEY

 

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(l.muzz.) Queste le ragioni espresse dalla parte dei procuratori a tutela delle assistite e assistiti, atlete e staff tecnici.

Una curiosità personale, che non va a inficiare il valore del documento, è quella di sapere se tutti hanno votato il documento, visto che in passato almeno un agente del femminile a più riprese si è dimostrato più “morbido” verso i club insolventi, tanto da accettare accomodamenti per le proprie assistite motivandoli con un semplicistico “tanto se non accettava quello, il club chiudeva e non avrebbe percepito nemmeno quel minimo”, salvo però mandare nuove sue atlete allo stesso club l’anno successivo, alimentando la spirale del debito.

Curiosi poi passaggi evidenziati in rosso che ci fanno chiedere, ancora una volta, dove sono i famosi controlli dello #Sceriffodeldopingamministrativo Mauro Fabris?  Quando mancava poco più di un mese alla fine dei campionati c’erano ancora club che avevano saldato il solo 30%? Come hanno superato i “controlli” di dicembre?