Stati Uniti: 60 di questi giorni per “King” Karch Kiraly

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ANAHEIM – Per alcuni, compiere 60 anni significa una grande festa con la famiglia e gli amici, ma per il leggendario Karch Kiraly il programma del compleanno di oggi prevede il lavoro durante il giorno e solo una cena in famiglia alla sera.

“Nessuna festa o celebrazione importante, solo un tipico giorno feriale ad Anaheim in cui si lavora con la nazionale statunitense femminile, e una cena in famiglia la sera”, ha detto Kiraly, che è l’allenatore capo della squadra nazionale di pallavolo da settembre 2012.

“Stasera mia con moglie Janna, i nostri due figli Kristian e Kory, probabilmente andremo in uno dei nostri ristoranti preferiti”, ha detto Kiraly. “Lo scorso fine settimana eravamo a Santa Barbara, per festeggiare il compleanno di mia madre Toni.”

Nei suoi sette anni come allenatore della nazionale americana, Kiraly ha guidato la nazionale femminile ad un record di 222 vittorie e 47 sconfitte (82,5 percento di vittorie)  con la medaglia d’oro del Campionato mondiale 2014 seguita a quella del Grand Prix 2015, una medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio 2016 e i due titoli consecutivi nella Volleyball Nations League nel 2018 e 2019.

“Guardare le ragazze della nazionale femminile vincere il loro primo grande campionato in assoluto, il Campionato del Mondo 2014, è stato davvero speciale”, ha detto Kiraly, che nel 1986 ha giocato nell’unica squadra maschile americana capace di vincere il titolo mondiale. “Siamo sempre affamati di più di questo”.

Con la stagione 2020 cancellata a causa della pandemia, Kiraly ha detto che “il cambiamento più grande è come adattarsi ad una vita radicalmente ridotta nelle interazioni umane e come rimanere in contatto con le persone: famiglia e amici, e anche compagni di squadra e colleghi di lavoro. Siamo tutti uniti in quella sfida, insieme: in tutto il mondo, decine di milioni di persone stanno lottando”. 

Per quanto riguarda il rinvio delle Olimpiadi 2020, Kiraly ha detto “ci stiamo avvicinando alle Olimpiadi, tutti grati per il tempo extra per prepararci alla battaglia di Tokyo”.

L’unico giocatore ad aver vinto medaglie d’oro olimpiche come partecipante indoor (Los Angeles 1984 e Seoul 1988) e di beachvolley (Atlanta 1996) Kiraly, che ha partecipato al suo primo torneo di beach volley in coppia con suo padre, ha avuto una straordinaria carriera al liceo indoor per cui ringrazia il suo allenatore, Rick Olmstead, per avergli insegnato “il valore del duro lavoro e della dedizione”. Al college Kiraly ha vissuto una carriera da “hall of fame”. UCLA ha infatti disputato quattro finali consecutive del campionato nazionale nel 1979, 1981 e 1982.

Dopo aver giocato per otto anni nella nazionale degli Stati Uniti (1981-1988), Kiraly ha giocato per Il Messaggero Ravenna in Italia per tre stagioni (1990-1992) dove la squadra ha vinto diversi titoli, tra cui nel 1991 lo scudetto, la Coppa Italia, il  Mondiale per Club FIVB e nel 1992 la Champions League e la Supercoppa Europea.

La carriera nel beachvolley di Kiraly ha contato 148 titoli in carriera, con vittorie in almeno un torneo in 25 delle 29 stagioni in cui ha giocato e titoli con 14 partner diversi. Presente in semifinale per oltre il 75% delle volte nei suoi 354 tornei nazionali e internazionali.

Cresciuto a Santa Barbara, Kiraly ha iniziato a giocare a pallavolo all’età di sei anni spinto da suo padre, il dottor Laszlo Kiraly, che era stato un giocatore della squadra nazionale junior ungherese prima di fuggire dal paese durante la rivolta nazionale ungherese del 1956.

Selezionato dalla FIVB come il più grande giocatore di pallavolo del 20° secolo, Kiraly è stato inserito nella International Volleyball Hall of Fame nel 2001 e nella United States Olympic Hall of Fame nel 2008. È stato anche inserito nella California Sports (2009) e nella United States  Volleyball Hall of Fames nel 2015.

Dopo essere stata assistente di Hugh McCutcheon nell’argento della nazionale femminile alle Olimpiadi di Londra 2012, Kiraly ha guidato gli Stati Uniti alla medaglia di bronzo a Rio 2016 per unirsi così a Yuri Chesnokov, Bernardo ‘Bernardinho’ Rezende e Lang Ping nel diventare il quarto individuo a vincere Medaglie olimpiche sia come giocatore che come allenatore.

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