1991 FIVB Volleyball World League - Italy

MODENA – A cavallo tra gli anni ’80 e ’90, e per quasi tutto l’ultimo decennio del 1900, la nazionale italiana di pallavolo visse quello che fu probabilmente il momento più glorioso della sua storia. Si tratta dell’epopea della cosiddetta generazione di fenomeni, quando una serie di grandissimi giocatori nati nel Belpaese vennero portati sul tetto del mondo dal tecnico argentino Julio Velasco. Il sudamericano classe 1952 era arrivato sulla panchina della nazionale tricolore nel 1989, cinque anni dopo il primo grande exploit azzurro della semifinale delle Olimpiadi di Los Angeles 1984. La sagacia e le capacità tecniche di Velasco si unirono all’esplosione di una serie di talenti impressionanti del volley all’italiana, tra i quali spiccavano  Andrea Zorzi, Luca Cantagalli, Andrea Lucchetta, Paolo Tofoli, Lorenzo Bernardi, Andrea Gardini, Pasquale Gravina, Andrea Giani e Samuele Papi, tutti componenti di quella generazione di fenomeni sopra citata.

Il primo grande scatto a livello mentale di quella nazionale arrivò dopo una grande iniezione di fiducia da parte di Velasco, il quale dopo essere arrivato fu molto chiaro, lasciando il seguente messaggio: “adesso si gioca per vincere“. Dopo quattro anni da tecnico della Panini Modena, con la quale aveva vinto quattro scudetti consecutivi, l’argentino era l’uomo perfetto per portare a termine la grande rivoluzione del volley all’italiana. Dopo il successo europeo nel 1989, nel 1990, anno in cui Velasco riuscì a esprimere il meglio dal punto di vista del lavoro tattico, l’Italia vinse sia il campionato mondiale sia la World League, un torneo appena istituito dalle autorità della pallavolo mondiale. Quella vittoria iridata rappresentò l’accensione di una grande miccia che avrebbe bruciato orgogliosa e vincente per moltissimi anni. La gestione di Velasco, attuale direttore del settore giovanile della FIPAV, è stata senza dubbio la migliore di sempre nell’ambito della nazionale italiana del volley, che divenne una vera forza della natura, soprattutto nella prima parte degli anni ’90.

In quel periodo, infatti, l’Italia sviluppò un gioco che la rese la grande favorita nelle competizioni internazionali ufficiali, un poco come accade adesso con il Brasile. La nazionale verdeoro, campione in carica a livello olimpico, è infatti la principale candidata al trionfo alle prossime Olimpiadi in programma a Tokyo, secondo le scommesse sul volley più aggiornate del momento. Dal 1990 al 1995 la generazione di fenomeni italiana, sempre con Velasco al comando, rappresentò un unicum assoluto nella storia dello sport nostrano, vista l’enorme quantità di titoli mondiali che riuscì a portare a casa. Tuttavia, ci fu un neo enorme in quella gestione, per lo meno a livello di vittorie. Stiamo parlando proprio dei giochi olimpici, i quali sfuggirono in ben due occasioni agli azzurri. Sia nella kermesse di Barcellona 1992 sia nell’edizione di Atlanta 1996, la compagine capitanata da Andrea Gardini, uno dei migliori centrali del mondo di sempre, fu battuta in entrambe le occasioni dall’Olanda (ai quarti in Spagna, in finale nell’edizione americana), e in ambo occasioni per 3-2. Parliamo, dunque, di un vero e proprio incubo per quel team.  La finale persa negli USA contro una Olanda già battuta ai gironi con un netto 3-0 e che negli anni precedenti aveva vinto pochissimo contro agli azzurri rimarrà per sempre una ferita aperta nel cuore dei giocatori e dei tifosi italiani, i quali ancora oggi sognano la vittoria di un titolo olimpico.