CALZEDONIA VERONA – DIATEC TRENTO 0-3 (19-25, 18-25, 19-25)[/b]

VERONA – Quello che doveva essere il big match ed anche l’incontro dall’esito più incerto della nona giornata (terza contro quarta), da metà del primo set diventa in realtà un monologo trentino. Determinante, anche se nessuno può dire quanto, l’assenza nelle file scaligere del pilastro Uros Kovacevic, ancora dolorante alla caviglia destra, sostituito da un Lecat volenteroso, ma non in grado di riempire il grande vuoto lasciato dallo schiacciatore serbo. La Calzedonia ha ricevuto malissimo per tutta la partita, finendo sistematicamente nella gabbia muro – difesa della Diatec, che sulle ali dell’entusiasmo lievitato dopo otto vittorie di fila, gioca con una carica agonistica ed una voracità di risultati inaspettate alla viglia del torneo. L’unico che forse poteva rendere la pariglia agli avversari, l’ex Djuric, motivatissimo a fare bene contro tanti ex compagni, è stato servito poco (26 assist su 79) e comunque ha via via perso ritmo.

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PIÙ E MENO – In una serata poco brillante per le due ricezioni, come confermano numeri forse troppo severi per essere reali (22% di tocchi positivi per Verona, 33% per Trento, 17% di perfetti per Verona, 22% per Trento) chi ci rimette è in realtà solo la Calzedonia, che sbaglia di più, mura di meno e in fatto di ace incassa un eloquente 6-2. La Diatec vince il confronto in ogni ruolo: in contromano Nelli (64%) doppia quasi Djuric (38%), in banda Urnaut e Lanza (21 su 41) viaggiano molto più spediti di Lecat e Ferreira (12 su 40), al centro Mazzone e Solé (10 su 15) non hanno problemi contro Zingel, Anzani e Mengozzi (5 su 12). L’impressione è che senza l’ingranaggio Kovacevic tutta la macchina gialloblù tenda ad incepparsi.

COSA VI SIETE PERSI – Spicca l’imprevedibilità del gioco trentino, che, non potendo contare su attaccanti in grado di decidere da soli le partite, sta sviluppando, pilotato da Lorenzetti, modalità veloci, spregiudicate e imprevedibili. La squadra difende come mai aveva fatto nelle stagioni precedenti e chiude le azioni in mille modi diversi, cambiando ogni volta protagonista e foggia del tocco finale. In questo mosaico anche un giocatore come Daniele Mazzone (75% in attacco e 3 muri) diventa una pedina indispensabile ed i due centrali i più produttivi costruttori di break point (11 dai loro servizi). Dopo l’inarrivabile Giannelli (9 break dalla sua battuta), si intende, mvp anche ieri, che guida il tutto con piglio da veterano, piazzando muri (2), ace (1), attacchi (1) e difese.

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IN CAMPO – Non potendo contare sul pilastro Kovacevic, Giani deve gettare nella mischia Lecat, che curiosamente anche lo scorso anno nel match casalingo contro la Diatec dovette prendere il posto dell’infortunato Starovic. Il resto del settetto è scontato e subisce una sola variazione, quando, sul 10-15 del secondo set, Mengozzi prende il posto di Anzani, completamente fuori dal match. In casa Diatec Nelli conferma di aver vinto la concorrenza con Stokr, almeno in questo periodo, così come Daniele Mazzone appare inamovibile, lasciando Van de Voorde e Solé a giocarsi l’altro posto in campo: ieri è toccato all’argentino. In banda Lorenzetti va sul sicuro con Lanza e Urnaut.
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LA PARTITA – Nel primo set è Verona a fare la voce grossa per prima, grazie a tre belle battute dell’ex Ferreira, due delle quali trovano impreparato Lanza e una permette a Baranowicz di murare lo stesso schiacciatore veronese (6-4). Basta che vada a servire Giannelli per vedere capovolta la situazione: errore di Djuric, ace del regista bolzanino su Lecat ed ecco il 6-7. La frazione è godibile, si fatica ancora a capire chi prevarrà, anche se un muro di Solé su Anzani e un ace di Mazzone (9-11) fanno suonare un primo campanello di allarme in casa Calzedonia, che reagisce sfruttando una pipe in rete di Lanza, un muro di Djuric su Urnaut e un attacco del greco (14-12). Da qui in poi Verona sparisce, perché Urnaut si rifà cogliendo l’ace su Ferreira e poi con Solé in battuta la Diatec vola via: due muri di Mazzone e un ace corto dell’argentino portano il punteggio sul 15-19. Nel finale un errore di Lecat e un ace di Nelli velocizzano l’arrivo dell’epilogo.
Nel secondo set Djuric parte con un errore e un muro subito (3-6). Sul 4-7 Ferreira porta a Verona l’unico break point dell’intera frazione, così alla Diatec basta conquistarne un altro paio con Nelli, Lanza e Mazzone sugli scudi, per andare rapidamente sul 18-25 senza mai soffrire.
Il terzo comincia dopo una interminabile pausa (10 minuti) richiesta per iniziative promozionali. La Calzedonia ha così il tempo di riorganizzare con calma le idee, ma dopo il rientro in campo dà qualche segnale incoraggiante solo nella fase di cambio palla. Fino all’11-12 sembra il primo set, poi va in battuta Giannelli e sugli scaligeri cala la notte: attacco di Lanza, pipe di Urnaut, attacco di Lanza e siamo 11-15. Un muro di Zingel su Urnaut (17-18) ricorda a tutti che esiste anche lui, in campo, ma sul 19-21 va in battuta ancora il giovane regista azzurro e si va rapidamente sotto le docce: pipe di Urnaut, invasione di Zingel, attacco di Lanza e siamo 19-24. Chiude una battuta lunga di Zingel.

I VIDEO

Angelo Lorenzetti e Massimo Colaci (Trento) dopo il successo di Trento a Verona – clicca e guarda

Andrea Giani (Verona) “Non siamo mai stati protagonisti nell’incontro” – clicca e guarda