DIATEC TRENTINO – BIOSI’ INDEXA SORA 3-1 (25-17, 23-25, 25-19, 25-20) – il tabellino

TRENTO – Dopo cinque turni di tribolazioni, segnati dalle sconfitte di Piacenza, Modena e Vibo Valentia e dai successi conquistati al tie break contro Monza e Molfetta, la Diatec Trentino ritrova i tre punti, battendo per 3-1 una Sora, che nel secondo set ha saputo infilarsi nelle crepe lasciate dal gioco dei padroni di casa, ma negli altri tre ha potuto poco o nulla di fronte ad una squadra incisiva in battuta, nonostante i tanti errori, ed efficace in attacco, grazie ad un terzetto di palla alta abbastanza inedito (Nelli – Antonov – Urnaut), che ha garantito buone percentuali. La coppia di posto-4 ha inoltre offerto solidità in ricezione (81% Antonov, 86% Urnaut), determinante per dare scioltezza al cambio palla trentino, che nelle ultime due frazioni ha lasciato la miseria di cinque break point alla Biosì Indexa.

COSA VI SIETE PERSI – La notizia forse più importante riguarda la prestazione di Gabriele Nelli, il giovane opposto sul quale Lorenzetti ha deciso di puntare senza esitazione dall’inizio della stagione, relegando Stokr in un angolo, il quale dopo alcune prestazioni negative questa volta ha fatto vedere ottime cose. In attacco (59%) è riuscito finalmente a limitare al massimo gli errori, suo vero tallone di Achille, e in battuta ha raccolto tre ace, facendo così ombra al collega di Sora, Radzivon Miskevich, che il muro e la difesa trentini hanno saputo infilare in una gabbia fin dal primo scambio (12 su 32 con 4 muri incassati). Di alto livello anche la prova di Solé in attacco, il cui feeling con Giannelli è evidente: 12 su 14 senza errori o muri subiti, con tocchi di ogni tipo.

PIU’ E MENO – La superiorità trentina, alla fine, è netta in tutti i fondamentali: in attacco (55%-42%), in ricezione (76%-49%), in battuta (10 ace a 3) pur con una valanga di errori dei padroni di casa (25 contro 15) e, seppur di poco (10-9) anche a muro. In attacco spiccano, come citato, Nelli (59%) e Solé (86%), mentre finiscono nella buca Rosso (35%) e Miskevich (38%). Rosso soffre anche in ricezione (39%), dove brilla Urnaut (86%).

SESTETTI – La Diatec Trentino parte con Nelli opposto, Antonov e Urnaut in banda, Mazzone e Solé al centro. Massimo Colaci festeggia in campo la nascita, fresca di giornata, del primogenito Andrea. Sora risponde con la consueta diagonale Seganov – Miskevich, Kalinin e Rosso in banda, Mattei e Sperandio al centro, ovvero il settetto titolare ancora privo del centrale Gotsev.

LA PARTITA – La Diatec prende subito il comando delle operazioni, sfruttando il primo turno al servizio di Urnaut, che picchia forte e permette a Nelli di portare a casa il break del 5-3 al quale fa seguire due ace. Un errore di Miskevich e un muro al centro di Mazzone su Mattei fanno volare i bianchi di casa sul 12-6, che diventa un ingiocabile 17-10 quando Urnaut va nuovamente in battuta. L’avvio sottotono dell’opposto bielorusso viene sottolineato dal muro che gli rifila Giannelli nel finale (23-15).
Nel secondo parziale i laziali cominciano molto meglio (2-3), grazie alle battute di Seganov e ad un paio di tocchi intelligenti di Kalinin. Poi torna in cattedra Trento, con i primi tempi di Solé e quattro break costruiti in due rotazioni: Antonov porta Rosso all’errore in attacco e poi trova l’ace (10-9), Mazzone agevola un muro di Solé sullo stesso Rosso e poi trova a sua volta il punto diretto in battuta (13-10). Da questo momento, però, la fase break trentina si paralizza e Sora prende il mano il set, difendendo tantissimo, murando (3 punti) e contrattaccando con efficacia. L’ace di Mattei e il block di Sperandio valgono l’aggancio, l’ace di Sperandio il sorpasso (17-18), consolidato da un altro ace di Kalinin e da un muro di Rosso su Nelli (19-22). Sul 23-24 Trento avrebbe in mano la palla del pareggio, ma Antonov si fa murare da Seganov.
Accusato il colpo, la Diatec parte decisa dopo il cambio di campo e trovan in Gabriele Nelli l’uomo giusto per scattare dai blocchi: suoi i punti numero 1, 2, 4, 8 (ace), 14, 21 e 23 (ace). Il gioco veloce di Giannelli viene assecondato dai compagni, il muro e la difesa toccano con regolarità e a Sora non resta che un solo break point in tasca, dopo 23 minuti di gioco. Il 94% fatto segnare dalla ricezione trentina (contro il 24% degli ospiti) è un altro dato significativo.
Nel quarto set a penalizzare la Biosì è un altro avvio terribile (9-3), legato soprattutto alla ritrovata efficacia di Giannelli e Urnaut in battuta (5 break in due), ma anche alla precisione del muro. Da lì in poi Sora riesce a raggranellare qualche break point, grazie agli omaggi trentini (errori di Urnaut e di Nelli), ma sul 23-16 la contesa può dirsi chiusa.

HANNO DETTO
Sebastian Solé (Diatec Trentino): «È stato importante vincere ancora prima che giocare una buona partita. Dopo la sconfitta di Vibo Valentia volevamo un riscatto pieno e lo abbiamo ottenuto sfruttando il lavoro svolto in settimana in allenamento. Sora ha confermato di essere un’ottima squadra, mettendoci in difficoltà in particolar modo nel secondo, ma stasera siamo riusciti a controllarla bene».

Bruno Bagnoli (Biosì Indexa Sora): «I ragazzi per tre set hanno attaccato molto bene, ma a gioco lungo non siamo riusciti a far fronte ad una fase di break point molto spumeggiante. Non siamo riusciti a mettere in difficoltà gli avversari con il nostro servizio, né con chi lo ha effettuato in salto di potenza, né con i giocatori che hanno scelto la battuta in salto float tattica. Siamo calati solo nel quarto set, ma credo ci possa stare perché veniamo da tre partite in cinque giorni».