Tavola rotonda: Velasco e i favoriti… “Vincono meno, per la pressione. In parte proveniente anche dal mondo social…”

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MODENA – Sul fascicolo sportivo del Qs di oggi Doriano Rabotti ha intervistato Julio Velasco sui recenti successi sportivi azzurri. L’ex Ct della Generazione di Fenomeni sui successi dello sport italiano nell’ultima estate (europei di calcio, ori olimpici e paraolimpici, europeo di volley femminile) ha evidenziato una caratteristica tutta italica: “La qualità della gente che lavora nello sport per arrivare al successo, e la tendenza tutta italiana all’autolesionismo. Qui ci si lamenta troppo dei problemi, non è solo un discorso che riguarda lo sport ovviamente. A volte penso proprio che gli italiani non si rendano conto della fortuna che hanno avuto, a nascere e vivere in questo Paese. E invece ci sono molte cose delle quali andare orgogliosi, e soprattutto ci sono tutte le condizioni di partenza che permettono di lavorare bene. I risultati lo dimostrano”.

L’altra sera, alla tavola rotonda con Arrigo Sacchi e altri ex ct, lei ha sottolineato una tendenza: ultimamente i favoriti vincono sempre meno, in tutti gli sport. “E’ così, non so quanto durerà, ma al momento è un dato. Possono esserci spiegazioni diverse, credo che un problema fondamentalmente sia la pressione che ha raggiunto livelli diversi rispetto al passato. Vincere quando sei obbligato a farlo è sempre stato difficile, adesso anche di più”.

Si riferisce anche lei al peso dei social? “In parte sì. È chiaro che non sono i social a farti vincere o perdere, e che non siamo qui per dire: poveri atleti di vertice, che devono sopportare le critiche. Il peso dei social, collegato direttamente al fatto che lo sport è diventato definitivamente il grande spettacolo di questi anni, è solo una componente della pressione generale. Ma è una componente che esiste e con la quale un allenatore, per esempio, si deve confrontare. Perché una volta c’erano pochi canali televisivi, c’erano le domande dei giornalisti, le partite. Adesso un certo tipo di pressione esiste 24 ore al giorno, chiunque può esercitarla, non solo i media. E’ un dato di fatto”.

Quindi i favoriti non vincono perché gli altri lo pretendono? “Io noto che chi ha l’obbligo di vincere fa più fatica che in passato. Il Dream Team era partito male, anche se ce l’ha fatta. La Serbia del volley femminile, per esempio, dal terzo set è stata demolita dall’Italia di Mazzanti, e credo che un ruolo l’abbia avuto anche il peso di giocare davanti al proprio tifo: al momento delle difficoltà, la testa della giocatrici ne ha subito l’effetto. Anche dove è presente il pubblico, il fattore campo influisce meno che in passato, il Var o i videochallenge in questo rendono meno pesanti certi condizionamenti ambientali”.

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