Tokyo2020: Azzurri a due volti con il Canada. Ma finisce con un bel sorriso!

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1. GIORNATA
ITALIA – CANADA 3-2 (26-28, 18-25, 25-21, 25-18, 15-11) – tabellino

TOKYO – Sarà la sveglia all’alba, saranno le gambe ancora dure per la preparazione, sarà la scarsa abitudine a giocare match ufficiali, gli ultimi il 1° maggio con la finale di Champions per la maggior parte dei convocati di Blengini. Fatto sta che l’esordio contro il Canada è una via crucis di sofferenza per l’Italia, che trova in Michieletto il leader inatteso e alla fine una vittoria meritata, contro una formazione, quella nordamericana, che nei primi due set non ha fatto assolutamente nulla di eccezionale, limitandosi a non sbagliare. Salito il tono degli azzurri non c’è più stata storia.

LA FORMAZIONE. Come annunciato, il sestetto iniziale contro la Russia in amichevole è quello giusto: Giannelli-Zaytsev, Juantorena-Michieletto, Galassi-Piano, Colaci libero.

I PIÙ. Senza ombra di dubbio Alessandro Michieletto, che non sente in alcun modo la pressione dell’esordio olimpico: nei primi due ‘tragici’ set azzurri chiude con 10 su 13 in attacco e il 77% di efficienza. Ma non si accontenta, perché dall’11-13 del terzo set che sta per condannare l’Italia decide che è ora di cambiare partita e faccia e propizia la èpoderosa rimonta azzurra. Abbiamo già un nuovo leader? Ottimi anche gli impatti sul match di Simone Anzani e soprattutto di Luca Vettori: 10 punti per l’opposto ex Modena e presenza tonica anche in difesa.
Infine un dato che non c’entra con la tecnica: a questa Italia, unica delle ‘big’ a non aver giocato la Vnl, serve stare in campo. I cinque set allora sono senza ombra di dubbio un ‘più’.

I MENO. Quello che balza maggiormente all’occhio è Ivan Zaytsev. Il ginocchio destro gli dà ancora fastidio, ma l’impressione è che lo ‘Zar’, come la sua carriera ci ha insegnato, abbia bisogno di giocare tante partite, tanti set per carburare. Per questo pensiamo che ripartirà comunque lui, contro la Polonia. C’è poi l’approccio iniziale, gambe dure e facce spente, che ha spaventato tutti: tanto più di fronte a un Canada che ha svolto il suo onesto compito ma non ha certamente messo in piedi la partita della vita. È mancata soprattutto l’aggressività in difesa: troppe pallette cadute in mezzo al campo, anche nelle situazioni di punteggio favorevoli dal terzo set in avanti. Tra i meno, ma degli avversari, Glenn Hoag: come mai Vernon Evans fuori così presto e mai più in campo, dopo due primi set più che buoni?

LA CRONACA. L’inizio partita degli azzurri è un calvario, soprattutto per Zaytsev, ma anche Juantorena è spento e il solo Michieletto tiene davvero con personalità ed efficacia il campo. Juantorena avrebbe anche il pallone per chiudere 26-24 il parziale d’esordio, ma viene murato e il Canada avanza fino al 2-0 13-10, con Vettori al posto dello ‘Zar’ dal 14-19 e Anzani dentro per Piano. È il man of the match, Alessandro Michieletto, a scuotere i suoi con una serie micidiale che regala un parziale di 7-0 agli azzurri e di fatto cambia volto definitivamente alla partita. Da lì è dominio azzurro, con Osmany che sale di tono, la battuta che aumenta i giri del motore e un Canada che si spegne dopo una prima parte di match certo non stellare ma molto ordinata e concreta. Nel tie-break gli ultimi patemi ma dal 9-9 entra Sbertoli per il servizio e Michieletto completa il suo show col punto del 15-11.

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