Tokyo2020: Game over. La Serbia ci manda a casa con un netto 3-0

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QUARTI DI FINALE
SERBIA – ITALIA 3-0 (25-21, 25-14, 25-21) – il tabellino

TOKYO – Due sogni infranti su due. Ma se i ragazzi di Blengini erano alla fine del loro ciclo, le azzurre di Mazzanti sembravano essere all’apice della loro crescita e le prime tre partite stavano lì, prova concreta delle ambizioni d’oro di Sylla e compagne.

E invece? Invece dal match preso forse senza la giusta cattiveria contro la Cina sono crollate tutte le certezze assieme a una Paola Egonu che anziché crescere, dopo le prime prestazioni non all’altezza della sua fama, è calata ancora di più fino a sprofondare oggi in un match da 4% di efficienza in attacco, 13 palloni regalati alle serbe tra errori e murate mentre dall’altra parte della rete Boskovic si esprimeva al meglio, come sempre l’abbiamo vista su questi palcoscenici.

C’è da fare uno step mentale molto ampio, perché perdere dalla Serbia ci sta, ma non con queste proporzioni e una partita sempre in affanno. Non ci stanno le due sconfitte maturate alla fine del girone, perché se è giusto non guardare al passato è anche vero che un successo su Cina o Stati Uniti, assolutamente alla portata vista la condizione delle asiatiche e gli infortuni delle americane, avrebbe portato a tutt’altro quarto di finale.

Tant’è, la formazione di Mazzanti esce tra le lacrime ma giustamente, dopo tre sconfitte consecutive e al cospetto di una Serbia che si dimostra la bestia nera delle azzurre (tre sconfitte su tre incontri nelle competizioni che contano tra Mondiali 2018, Europei 2019 e Olimpiade 2021). Rimane allora la ‘maledizione del quarto di finale’: quattro tentativi tra 2004 e oggi, zero vittorie per l’Italia femminile.

Infine, un ultimo dato: è vero che nel confronto diretto con la Serbia che ha optato per la stessa programmazione la cosa non ha avuto un peso. Ma l’Italia che ha scelto di non fare la VNL per preservare i titolari è uscita ai quarti sia al maschile che al femminile. Delle otto squadre che si giocheranno la medaglia nei due tornei, solo la Serbia, appunto, ha fatto quello che ha fatto l’Italia. Ci sarà da riflettere.

LE FORMAZIONI – Non cambia spartito Mazzanti: Malinov-Egonu in diagonale principale, Pietrini-Bosetti di banda, Fahr-Danesi al centro e De Gennaro libero. Terzic schiera Ognjenovic-Boskovic, Busa-Milenkovic, Rasic-Popovic M al centro e Popovic S libero.

Elena Pietrini

I PIÙ – Il primo set di Pietrini, la sua tenuta in attacco e anche in ricezione e la partita nel suo complesso di Moki De Gennaro, che alla fine cala con tutta la squadra ma è l’ultima ad arrendersi.
I MENO – Non si può prescindere da Paola Egonu, mai entrata in ritmo in tutta l’Olimpiade. Se fosse una pura questione di forma fisica o se Paola abbia sentito troppo la pressione di tutto il ‘contorno’ sportivo e non, sarà tema di analisi successive, lo ha detto anche Mazzanti. Il campo però è stato implacabile. In generale sul banco degli imputati la ricezione e la battuta azzurre, entrambe disastrose con Ognjenovic che ha giocato due set consecutivi con palla quasi sempre in testa. Infine dalla panchina non è arrivato nessun contributo, come invece accaduto altre volte, simbolo di un torpore e una paura che hanno preso tutta la squadra. Mazzanti aveva due centrali ma non aveva il cambio in ricezione per provare ad aggiustare le cose, e forse questo è un aspetto su cui recriminare, col senno di poi sulle convocazioni. In generale, comunque, l’aspetto mentale ed emotivo ha tradito Sylla e compagne: è quello su cui bisogna lavorare senza nascondersi e con abnegazione verso Parigi 2024.

LA PARTITA – Inizia meglio la Serbia ma le azzurre non si scompongono, battono molto bene e sfruttano un passaggio a vuoto di Boskovic: murata ed errore della serba 9-7. L’equilibrio torna subito (9-9). Pietrini tiene molto bene in ricezione, cercatissima dalle serbe. Un break di Boskovic segna il + 2 serbo, prima parallela e poi diagonale. Risponde Egonu, poi Malinov mura Milenkovic per il 16-15 che diventa subito +2, sempre sulla rotazione al servizio di Danesi. Errore di Egonu, nuovo pareggio a quota 18, sbaglia ancora Paola per il 19-20: la Malinov non è precisa ma inizia qui il crollo dell’opposta italiana. Doppia difesa di Ognjenovic su Egonu, trasforma la solita Boskovic, poi Rasic mura Bosetti per il 20-23 e allora Mazzanti si decide a inserire Orro per Malinov ma la ricezione è imprecisa e il muro serbo ferma Egonu, che annulla il primo set ball ma non può evitare che sul secondo Rasic chiuda: 21-25.

Mazzanti riparte con Orro, ma un doppio errore della Egonu concede l’immediato 0-3 alla Serbia che diventa 1-5 con Boskovic che si è tolta la ruggine di inizio match. Cala anche la ricezione e il divario aumenta fino al -6. Dentro Sylla per Pietrini mentre la Serbia si siede un attimo e con un paio di errori concede alle azzurre di tornare vicino: Danesi schiaccia il 7-9 ma poco dopo Sylla va in rete e in generale le azzurre sembrano poco lucide e commettono una caterva di errori (12 in un set e mezzo). Boskovic mura Sylla per il nuovo +5. Chirichella entra per una spenta Fahr, l’ace di Ognjenovic su Sylla (cambio molto poco proficuo) segna il 9-16. Le azzurre sono irriconoscibili, l’unica a metterci del suo è Pietrini appena rientrata. Egonu sbaglia ancora (siamo già a 9 tra errori e murate in nemmeno due set), Pietrini regala il rigore, è un incredibile 10-20 con l’Italia a subire qualsiasi tipo di servizio avversario, anche il più banale. L’ennesimo errore di Egonu segna il 14-25.

Ancora Orro tra le titolari nel terzo, mentre ripartono Pietrini e Chirichella che blocca Boskovic per il 7-4, primo vero squillo azzurro. Quando Busa spara out il 9-5 Terzic chiama time out, ma è tutto dovuto a un calo di tensione delle sue, l’Italia non fa molto per meritarsi il vantaggio. Mentre Egonu continua a faticare, Pietrini e le centrali salgono di tono ma la Serbia è sempre lì, da 13-9 a 13-13 con Boskovic e il muro su Bosetti. Murata anche Egonu, sorpasso Serbia con un parziale di 6-0. è finita, Egonu ancora out (15-19), Paola ha la palla del -2 ma tira ancora in tribuna. Le azzurre non si rialzano più, Bosetti viene murata per il 19-24. Chiude Boskovic 21-25.

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