SEMIFINALE
SERBIA – STATI UNITI 0-3
(19-25, 15-25, 23-25) il tabellino

TOKYO – Gli Stati Uniti di Kiraly centrano il bersaglio della 3° finale olimpica per l’oro per gli USA nelle ultime cinque edizioni dei Giochi, la quarta in assoluto se si aggiunge quella per il bronzo, vinta, a Rio2016. E’ una semifinale che non ti aspetti, un monologo a stelle e strisce che stride con l’immagine che la Serbia di Terzic aveva dato solo due giorni fa contro le azzurre. Ruoli invertiti sul palcoscenico olimpico con le americane che aggrediscono l’avversario sin dal primo set, senza lasciare molto spazio. Una gara a senso unico con Larson e Drews a dare a Poulter due uscite efficaci in attacco, muro-difesa e battuta corale a fare la differenza.

Brankica Mihajlovic indisponibile, assenza pesante per Terzic
Brankica Mihajlovic indisponibile, assenza pesante per Terzic

LE FORMAZIONI – Jordan Thompson torna a farsi vedere in panchina, in campo invece torna Jordyn Poulter nel suo ruolo di regista titolare dopo l’infortuno alla caviglia accusato nel match con l’Italia che l’aveva poi costretta alla panchina anche nel Quarto di finale contro la Dominicana. Drews opposta, Akinradewo e Washington coppia centrale più che affidabile, Larson e Bartsch-Hackley nella diagonale di posto 4. Kiraly non cambia di una virgola, anche durante la gara 1 solo ingresso, Hill per una battuta. Nemmeno un cambio delle rotazioni. Macchina perfetta non si cambia. Al contrario Terzic fa molto ricorso alla panchina nel corso del match ma l’unica a cui davvero vorrebbe poter fare affidamento non entra in campo nemmeno in questa occasione indisponibile fisicamente Brankica Mihajlovic. C’è l’eterna Ognjenovic in regia, il faro Boskovic opposta, Rasic e Popovic centrali,  Milenkovic e Busa in 4, Popovic S. libero.

PIU’ – L’organico prima di tutto. Quello USA è un meccanismo perfetto, corale. Non c’è una Boskovic che calamita tutto il gioco di squadra, Poulter può spaziare e lo fa bene tra Drews, sempre più in fiducia, nonostante il ritorno di Thompson, e una Larson al pieno della condizione psico motoria che le consente di reggere praticamente da sola l’intera ricezione americana. Difesa statunitense a mille (ben 31) e il muro fanno poi definitivamente la differenza.

Larson 36 ricezioni al 58% positivo e 20 attacchi al 60%, 1 muro e 1 ace (0 battute sbagliate)

MENO – Tutto dalla parte serba se non si vuole guardare al capello e sottolineare la bassa efficienza di Bartsch-Hackley 7/25 (4%) che dopo un buon primo set si è più impegnata nel lavoro oscuro. Alla formazione di Terzic manca la miglior Boskovic, oggi al 41% in attacco, ma soprattutto manca una alternativa credibile a Ognjenovic che non trova soddisfazione dalle altre vie di uscita, vuoi anche per una ricezione non solida. La battuta della Serbia (ben 36 su Larson) poi non riesce a incidere in nessun momento dell’incontro, lasciando al gioco USA ampia capacità nella rigiocata.

LA PARTITA – Stati Uniti spietati nel primo set della semifinale di Tokyo2020. Con Jordyn Poulter in campo le ragazze di Kiraly aprono il match aggressive in battuta e attente a muro e difesa. Serbia arrendevole, tanti errori in attacco: c’è equilibrio fino al 10-8 poi due difese a cui seguono contrattacco di Larson, muro di Washington su Boskovic valgono il +4: 12-8.
Arriva poi Drews al servizio: per il 16-10 definitivo su un set in cui la Serbia accusa la regolarità del gioco avversario: 6 punti di Bartsch-Hackley, Drews e 5 di Larson: 25-19

Si parte, pronti via e arriva un muro nei tre metri ad un attacco di Boskovic. Avvio di secondo set comunque più equilibrato, fino allo strappo dell’11-7 degli USA con Poulter che riesce a smarcare le sue attaccanti. Tutte a segno con regolarità, il muro serbo non riesce a stare al passo, Drews domina a rete, già 5 punti sul 21-14. La Serbia con alcune sue punte di diamante, ad iniziare da Rasic, commette troppi errori. Terzic fa doppio cambio con Blagojevic per Busa e Mirkovic per Ognjenovic in regia. USA concreti, 9 set point con Larson che chiude il 24-15. Ne basta uno: Washington che ferma ancora Boskovic.

Staff USA

Drews apre il set con l’ace del 3-1. Serbia in balia di Larson e compagne: 7-2
Blagojevic  subito in campo per Busa. Il turno di battuta di Boskovic è un lampo che porta un parziale di 0-3 per le serbe (7-5). Migliora la ricezione delle serbe e anche il libero Popovic porta il suo contributo difensivo. Momento on fire di Boskovic che riapre il parziale: 8-7, 9-8. E’ un attimo però perché la Serbia commetta subito due errori e accusi un muro di Washington. Un errore serbo di Rasic a muro vale il nuovo +3 USA: 16-13. Il set svolta, la Serbia perde l’inerzia positiva e Boskovic sbaglia in attacco. Busa accusa in ricezione: 20-15. Finita? No la Serbia non muore mai. Terzic chiama un time out, prende sotto braccio Ognjenovic e parla alla squadra, regala anche un sorriso. C’è una reazione, ma non è continua. Busa attacco e muro, Boskovic da posto 4 e un errore di Bartsch in ricezione valgono il 22-21. Usa però che non concedono di più: ennesima “rice” perfetta di Larson che chiude in diagonale il 25-23.